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Manifesto Civico (per un’altra e più libera municipalità)

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Ai cittadini di Parma vanno restituiti i seguenti diritti:
- essere amministrati da politici di trasparente e comprovata onestà e non da una casta clientelare,
- veder crescere la città con benessere, armonia e decoro evitando nuove ghettizzazioni e sconvolgimenti urbanistici,
- riscontrare nell’operato dei futuri amministratori politiche virtuose e sensibili alla riduzione degli sprechi e al contemporaneo miglioramento della qualità della vita dell’intera collettività,

Pertanto i futuri amministratori dovranno dimostrare:
- capacità di rappresentanza delle necessità dell’intera cittadinanza e non degli interessi di poche categorie o di ceti privilegiati,
- onestà trasparente nella gestione del bene pubblico a partire dagli appalti e dall’organizzazione dell’apparato burocratico,
- capacità di rimediare ai guasti prodotti negli ultimi anni soprattutto nei settori di rilevanza urbanistica, viabilità e mobilità, raccolta rifiuti, politiche sociali e giovanili.

Questa bozza di manifesto si rivolge a tutte le associazioni o movimenti che in questi ultimi anni si sono costituiti, per evidenziare il malessere del territorio e che sono ormai presenti in ogni quartiere della città, a questi numerosi cittadini
chiediamo

di partecipare all’estensione di un manifesto civico di alti contenuti ideali e programmatici, da far conoscere a tutti quei concittadini ancora non correttamente informati, a partire da una pubblica assemblea da organizzare nel prossimo autunno; per mettere le basi ad un nuovo spirito civico che dovrà consentire alla maggioranza dei cittadini di Parma di essere fautori del cambiamento della futura amministrazione comunale, impedendo tale esclusività alla solita casta dei partiti.

Scritto da: Paolo Leporati

settembre 15th, 2009 at 4:56 pm

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Via Garibaldi in rivolta contro il degrado

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Fonte repubblica.it Parma

Via Garibaldi

Via Garibaldi

Si dice stufa la gente di via Garibaldi  Dopo la rissa tra immigrati, avvenuta sabato intorno alle 21; abitanti e commercianti non hanno dubbi: “In quest’angolo di centro storico - lamentano - mancano i controlli e gli episodi di questo genere sono all’ordine del giorno”. Tutto è iniziato, secondo molti, con l’istituzione della Ztl in via Verdi (limitata alle ore diurne fino alle 20):  “Da quando il Comune ha chiuso quella strada - dicono esercenti e negozianti - l’intera area si è atrofizzata e spopolata, lasciando così spazio alla criminalità”. Stando ad alcune testimonianze, inoltre, sembra che diversi bar della zona vendano alcolici anche dopo l’orario fissato dalle ordinanze municipali. Per questo anche l’associazione I Nostri Borghi, presieduta dal consigliere comunale di maggioranza Fabrizio Pallini, chiede alle forze dell’ordine maggiori controlli nei locali che commercializzano birra e vino anche di notte.

(Marco Severo)

Scritto da: Paolo Leporati

febbraio 8th, 2010 at 5:21 pm

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Congresso IdV, De Pierro approva la nuova linea di Di Pietro

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Antonello de pierro presidente italia dei diritti

Antonello de pierro presidente italia dei diritti

Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Va bene l’avvicinamento al PD, ma prima Bersani si liberi delle zavorre”.  “Un evento importante nell’attuale panorama politico del nostro paese”. E’ il commento di Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, all’indomani della conclusione del primo congresso nazionale dell’Italia dei Valori. “Una forza di opposizione - sostiene De Pierro - che in pochi anni ha compiuto il miracolo della moltiplicazione esponenziale dei consensi, raggiungendo un grado di maturità politica che la pone come punto di riferimento per una larga fetta di italiani”. La riconferma di Antonio di Pietro alla guida del partito è salutata con soddisfazione da De Pierro. “Come Italia dei Diritti - dice - ci riconosciamo in larga parte nella mozione che ha portato il leader storico dell’IdV ad essere acclamato nuovamente presidente del partito con un rinnovo di fiducia totale. In un’era - continua De Pierro - in cui gli steccati ideologici sono stati abbattuti, bisogna pensare soprattutto ad un governo del paese volto a migliorare le condizioni di vita della popolazione. Ormai, d’altronde, i recinti dell’ideologia di destra, di sinistra o di centro che sia servono solo strumentalmente alla casta per orientare i consensi, facendo leva sulle corde emotive di chi crede nel valore delle idee. Riconosciamo all’IdV il grande merito di aver tenuto accesi i riflettori sulla questione morale da sempre ignorata da un nutrito gruppo di politicanti che cercano di occupare il potere politico o i vertici istituzionali per interessi propri e non certo per quelli del paese”. Il plauso all’Italia dei Valori per le battaglie condotte in questi anni è al centro del ragionamento di De Pierro: “L’IdV - prosegue - è riuscito a contrastare la martellante disinformazione che poneva i magistrati come carnefici e gli artefici del malaffare come teneri agnellini sacrificali. Come dire che la colpa è di chi scopre l’illecito e non di chi lo commette. La presenza del partito di Di Pietro, bisogna riconoscerlo, ha fatto sì che alcune menti libere, rimaste immuni all’anestetico informativo, sprigionato dalla mistificazione delle notizie, abbiano potuto risvegliare da un lungo torpore una buona parte di cittadini, che a loro volta sono riusciti ad elaborare quel sentimento reattivo meglio conosciuto con il nome di resistenza. Auspichiamo - puntualizza De Pierro - che quanto emerso dal congresso e cioè la consapevolezza di una nuova forza che si possa candidare con tutti i crismi alla guida del paese avvenga il prima possibile per spazzare via non solo il premier Silvio Berlusconi, ma, soprattutto, quel virus invasivo che va sotto il nome di berlusconismo e che ha fatto passare il concetto dell’inconsistenza di reati gravi contro la pubblica amministrazione tra leggi ‘ad personam’ e provvedimenti vari per impedire a qualcuno di farsi processare. Il tutto con l’umiliazione continua dell’Articolo 3 della Costituzione italiana che recita, ormai solo in teoria, che la legge è uguale per tutti. Condividiamo il fatto che per poter governare il paese c’è bisogno di un’alleanza con il PD, ma bisogna puntare a far sì che il partito di Bersani si liberi da alcune zavorre interne, legate ad una politica clientelare e di interessi soggettivi”. L’ultimo pensiero di De Pierro è rivolto alle prossime consultazioni elettorali. “Qualche perplessità la nutriamo sulla scelta di appoggiare la candidatura a presidente della Regione Campania dell’attuale sindaco di Salerno Vincenzo De Luca al quale, essendo imputato in diversi processi, potrebbe essere chiesto di dimettersi in caso di condanna definitiva. Non dimentichiamo che eventuali dimissioni significherebbero elezioni anticipate e quindi denaro pubblico sperperato. Pur augurando a De Luca di essere assolto nei procedimenti giudiziari che lo riguardano - conclude il presidente dell’Italia dei Diritti - per noi sarebbe più giusto non rischiare e magari convincere a candidarsi Luigi De Magistris che certamente porterebbe ad una regione con gravi problemi una ventata moralizzatrice e legalitaria”.

Scritto da: Paolo Leporati

febbraio 8th, 2010 at 5:13 pm

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Smarrimento

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i cervelloni samarriti

i cervelloni samarriti

Che Ubaldi nel secondo mandato abbia cambiato stile è un convincimento sempre maggiore, qualche opera di regime e la vicenda della garanzia da lui fornita a Calestani che compera aree supervalutate per la Spip, sono due esempi di amministrazione non più lucida. Ma gli errori che commette da politico, quando si trova alla fine del suo mandato da sindaco, sono ancora più banali. Inizia con il subire l’imposizione di Vignali da parte di ponte Caprazucca, continua con l’isolarsi dai suoi elettori mettendosi contro il suo movimento civico, quindi dichiara la fine del civismo e tenta di aprire una parentesi partitica. La “rosa bianca” o “l’Italia migliore” con Rutelli o senza Rutelli, proprio un bel casino per chi vuol capire Ubaldi oggi. Ubaldi che siede in maggioranza comunale ma spesso sembra il leader dell’opposizione, infine colui che resuscita il suo vecchio movimento civico, per porsi come capo di un’alternativa all’attuale amministrazione comunale. Un bel rebus da sibilla cumana. Qualcuno frettolosamente potrebbe pensare ad uno smarrimento, personalmente penso che sbagliare è umano e che Ubaldi ha ancora una potenzialità non esaurita. Pertanto se non decide di volersi proprio suicidare politicamente, Ubaldi avrà ancora tempo di rimediare ai suoi errori sempre che non decida di perseverare nei comportamenti ultimi. Auguro a Ubaldi di tornare con la mente alla primavera del 2007, quindi di ripartire  dalla sua sciagurata scelta fra Vignali e Guarnieri…

Scritto da: Emilio

febbraio 8th, 2010 at 12:12 pm

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mandiamoli a casa

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Buzzi e Vignali

Buzzi e Vignali

Quando si parla dell’amministrazione comunale di Parma, sempre più sembra di descrivere le scene di quei vecchi film girati a Cinecittà dove tutto era finto, ricostruito, di cartone e cartapesta con il nulla dietro la bella facciata colorata. Troppo dell’essenza di questi amministratori è basato sull’apparenza, sulla partecipazione mediatica, sui fumosi “vaneggiamenti” politico-amministrativi che fino ad ora hanno portato ai cittadini solo disagi, insicurezza, preoccupazioni e paure. Ultimo, ma solo in ordine di tempo, episodio quello che ha visto coinvolti i proprietari delle automobili danneggiate in Via Barilla; riporto quanto dichiarato da uno di loro sul blog della Gazzetta on-line: “….telefonando al comune per avere ragguagli di come potermi rivalere (avendo probabilmente delle immagini di quella telecamera) e fare svolgere una indagine come si deve (non una semplice denuncia che rimane in un cassetto e serve solo per l’assicurazione), mi è stato risposto che quella telecamera (che è stata posta dopo un primo atto vandalico di ignoti che hanno incendiato un cassonetto e il parchimetro delle righe blu) non è ancora attiva, ovvero sia è finta. Si noti bene che è stata installata due anni fa”. E continuano a sbeffeggiare la città con continue promesse di aumentare la sicurezza: forse non gli resta che utilizzare lungo le strade i vigili urbani di cartone.

Come più volte dichiarato anche in tante altre situazioni questa amministrazione sta prendendo in giro la città, sta offendendo l’intelligenza degli elettori e, cosa ancora peggiore, sta depauperando quel tesoro di civiltà, di sicurezza, di tradizioni sociali e culturali, di capacità imprenditoriali e di risparmio che a Parma veniva universalmente riconosciuto. Ora invece, sparate mediatiche a parte, siamo conosciuti per il caso Bonsu, per l’omicidio Gurinder, per la Carta di Parma mai applicata, per la moschea abusiva, per il continuo fiorire di comitati contro le iniziative di questa incomprensibile amministrazione. Stanno vendendo il patrimonio della nostra città: mandiamoli a casa.

Andrea Zorandi

Scritto da: Paolo Leporati

febbraio 6th, 2010 at 2:44 pm

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a fianco di Antonello un no secco al nucleare

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“Intendiamo ribadire il nostro secco no al nucleare ed esprimiamo solidarietà alle regioni Basilicata, Campania e Puglia, che hanno avuto il coraggio di sfidare con legge regionale un provvedimento legislativo altamente discutibile.

Mi auguro che altre regioni italiane seguano questo esempio per contrastare una legge che, oltre a mettere in pericolo la sicurezza e la salute dei cittadini, mortifica e calpesta anche l’istituto democratico della consultazione referendaria, tramite il quale gli italiani, nel 1987, avevano già espresso il loro pensiero sul tema. I signori al governo della nazione che hanno più volte già dimostrato di non legiferare a favore della popolazione, ma spesso addirittura contro, non devono dimenticare che secondo la Costituzione il popolo è sovrano, almeno fino a quando qualcuno non riuscirà anche a cambiare questo concetto”. È decisamente critico il giudizio di Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, sulla decisione del Consiglio dei ministri di impugnare dinnanzi alla Corte costituzionale le normative regionali di Puglia, Campania e Basilicata che vietano installazioni nucleari sul loro territorio. L’iniziativa è stata promossa dal ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, secondo il quale si sarebbe creato un conflitto di competenza poiché le leggi regionali avrebbero invaso l’autorità esclusiva dello Stato in materia di tutela ambientale, di sicurezza interna e di concorrenza. La battaglia su questo tema tra governo centrale e governi locali sembra appena all’inizio.

“Il fatto di impugnare l’iniziativa legislativa delle tre ‘regioni coraggio’ - rincara la dose De Pierro - è l’ennesima conferma delle contraddizioni che caratterizzano da sempre l’attuale esecutivo, che ha mostrato più volte di non avere le idee chiare su come si amministra uno stato. Da un lato, questo Governo, per assecondare le idee secessioniste, poi ammorbidite nelle espressioni verbali ma non certo nella sostanza, avanzate da sempre dalla Lega, si attesta su posizioni volte a provvedimenti in chiave federalista; dall’altro lato, impugna immediatamente una normativa locale che ha osato sfidare uno sciagurato disegno nazionale”.

Quanto alla presa di posizione assunta dal titolare del Dicastero dello Sviluppo Economico, il leader dell’Italia dei Diritti non ha dubbi: “Chiederei al ministro Scajola semmai, solo per un istante, abbia pensato di costruire una centrale nucleare nella sua Imperia o dintorni, visto che si continuano a prendere in giro i cittadini sulla sicurezza di tali impianti. Tutto ciò viene smentito sia dalla storia, che ha purtroppo dovuto registrare immani tragedie, sia dal fatto che le assicurazioni si rifiutano categoricamente di stipulare polizze assicurative a favore di stabilimenti nucleari. E questo - chiosa caustico De Pierro - fa pensare che in effetti non siano poi tanto sicure, come demagogicamente i nostri governanti vorrebbero farci credere per mascherare la loro assoluta incapacità nel cimentarsi in investimenti e iniziative su forme di energia alternativa”

http://www.italymedia.it/notizie/attualita-e-cronaca/2672-nucleare-de-pierro-attacca-le-decisioni-del-governo-schierandosi-con-le-regioniAntonello De Pierro

Scritto da: Paolo Leporati

febbraio 6th, 2010 at 2:05 pm

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Ritorno della Banda della Magliana, il commento di Girlando

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banda della magliana

banda della magliana

Il viceresponsabile romano dell’Italia dei Diritti: “Pene più severe e maggiori fondi alle Forze dell’Ordine”. “Siamo di fronte all’ennesima prova dell’esistenza di apparati deviati dello stato che operano fianco a fianco alla criminalità organizzata”. E’ il commento di Giuliano Girlando, viceresponsabile romano dell’Italia dei Diritti, relativo alle ultimissime rivelazioni di Antonio Mancini, l’ex appartenente alla Banda della Magliana, secondo cui l’organizzazione criminale che ha insanguinato Roma tra la metà degli anni settanta e i primi anni novanta esisterebbe ancora e continuerebbe ad investire i proventi delle attività illecite con la complicità d’imprenditori senza scrupoli. E’ stato lo stesso Mancini ad affermare che i propri soldi sono finiti sul conto di Danilo Coppola, uno dei così detti ‘furbetti del quartierino’, passati agli onori delle cronache per i tentativi di scalate alle banche conclusisi con la bancarotta e il carcere. “Ci chiediamo - continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - se nel corso degli anni sia stato fatto abbastanza per porre un freno a fenomeni di questo genere. E’ evidente che una connivenza tra politica e criminalità c’è tutt’oggi e serve a coprire operazioni economiche volte al riciclaggio del denaro sporco. Certo è - conclude Girlando - che senza l’inasprimento delle pene e l’elargizione di maggiori fondi alle Forze dell’Ordine non vedremo mai la luce fuori dal tunnel”.

Scritto da: Paolo Leporati

febbraio 4th, 2010 at 5:51 pm

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Faccia tosta

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Roberto Corradi

Roberto Corradi

Con quella faccetta benevola da ex democristiano, il segretario della Lega Corradi ci riprova a portare il suo partito in Giunta comunale di Parma. Dopo diversi tentativi andati a vuoto nei mesi scorsi, per avere un assessore nella città ducale, il tosto Corradi si dichiara disposto ad offrire vitto e alloggio all’assessore alla sicurezza del comine di Verona, purchè il sindaco Vignali si reanda disponibile al suo volere. Corradi motiva la necessità di avere un leghista a Parma, perchè la città ha un clima di totale insicurezza. Parma secondo Corradi è zona franca per ogni tipologia di delinquenti, che si muovono  come in un paese del Far West  senza sceriffo.

La descrizione che Corradi fa del clima che si respira a Parma è condivisibile, ma il segretario della Lega non è credibile quando esplica la soluzione del problema. Non è forse Maroni il ministro degli Interni e anche grande amico di Vignali, quale estensore della Carta di Parma sui problemi della sicurezza delle città ? Non è l’assessore Fecci esponente di rango del Pdl locale, partito al quale la Lega deve fedeltà assoluta ? Allora Corradi perchè continui ad abbaiare alla Luna ? Allora amici della Lega volete diventare peggiori dei comunisti, quando non avevano il coraggio di vedere la realtà e sostenevano che Stalin era un bravuomo. Si perchè il vostro Stalin in dimensione nostrana si chiama Berlusconi !

Scritto da: Emilio

febbraio 4th, 2010 at 3:59 pm

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Gra carnevale

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Medioriente day

Medioriente day

Quando quel pagliaccio di Ghedaffi la scorsa estate venne a Roma, a differenza di quanto successe negli Usa dopo pochi mesi, Berlusconi gli permise di piantare la tenda beduina nella città eterna. Fù una bella dimostrazione di una carnevalata fuori tempo. Ma Berlusconi non sa essere scortese con gli amici, anche se rappresentano i maggiori nemici della democrazia come i presidenti di Russia e Bielorussia. Dice una massima “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei “.

Di questi tempi fare carnevalate è più concesso, poichè ne è stagione. E Berlusconi non si può smentire. Così si è prodigato durante la visita in Israele. Anche nella tenda di Ghedaffi l’evento ha avuto la giusta attenzione.

Ghedaffi, nella giornata del discorso di Berlusconi al Parlamento israeliano in Gerusalemme, ha appreso che il nostro capo del governo ha elogiato gli israeliani per i bombardamenti su Gaza, quindi è sobbalzato nella sua tenda. E, sempre nel medesimo giorno, sentendo telefonicamente il capo palestinese Abu Mazen, ha appreso che sempre Berlusconi a Betlemme ha definito le vittime dei bombardamenti di Gaza vittime come gli ebrei della Shoah. Quindi ha pensato di essere stato abbondantemente superato come pagliaccio.

Pertanto quando Berlusconi dovrà affrontare il prossimo viaggio all’estero, per completare la mascherata potrà vestirsi del giaccone regalo di Putin, quindi chiedere  in prestito a Ghedaffi la tenda beduina per domiciliarsi.

Scritto da: Emilio

febbraio 4th, 2010 at 10:12 am

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Buonuscita record per Galan, lo sdegno di Soldà

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il governatore uscente del Veneto Galan

il governatore uscente del Veneto Galan

Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “Sarà dura far digerire una cosa così ai cittadini che versano in grave difficoltà”
“Come potremmo mai spiegare una buonuscita di tale entità ai cittadini che hanno difficoltà nel mantenere un posto di lavoro, o che si trovano in cassa integrazione o sono in cerca di un’occupazione?”. Questo è il commento del vicepresidente dell’Italia dei Diritti Roberto Soldà alla notizia dell’attribuzione di un trattamento di fine rapporto record al presidente uscente della Regione Veneto Giancarlo Galan, pari a 93.629,10 euro. Tale cifra spetterebbe a qualsiasi ex governatore con almeno due mandati alle spalle, come anche i 46.814,55 euro per qualsiasi altro consigliere non rieletto ma con una legislatura al suo attivo. “Ancora una volta - conclude Soldà - i politici si dimostrano del tutto incapaci di intercettare le problematiche degli elettori, chiudendosi nella ristretta cerchia dei privilegi loro accordati. Sento in giro tante dichiarazioni roboanti contro la casta, cui però non fanno mai seguito concrete azioni di contenimento dei costi. La speranza è l’ultima a morire, ma finora gli esempi in controtendenza sono stati ben pochi”.

Scritto da: Paolo Leporati

febbraio 3rd, 2010 at 8:12 pm

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Ricette con il contagocce alla Asl 4 di Chiavari, le osservazioni di Ferraioli

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Italia dei  diritti

Italia dei diritti

Il responsabile ligure dell’Italia dei Diritti: “Va bene il rigore, ma la salute pubblica non è derubricabile a mera questione di bilancio”
Genova, 3 febbraio 2010 - “Sono apertamente solidale con la protesta dei medici che si battono contro un’imposizione che li limita fortemente nella valutazione e scelta dei farmaci più idonei alla cura di determinate patologie”. Maurizio Ferraioli, responsabile per la Liguria dell’Italia dei Diritti, ha così criticato la richiesta inoltrata dalla Asl 4 del Tigullio ai medici di famiglia di contenere le prescrizioni di medicine per non far lievitare la spesa, stabilendo un tetto annuale di budget in termini di numero massimo di confezioni, con tanto di sanzioni in caso di sforamento. “E’ intollerabile - ha aggiunto l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro- scaricare sui professionisti di famiglia delle responsabilità ragionieristiche che non competono loro. Le Asl sono aziende a tutti gli effetti che vanno gestite da personale qualificato e oculato, ma non si può condizionare la salute pubblica a un vincolo di bilancio sganciato da necessità di carattere terapeutico. Tanto più in una realtà come quella in questione, dove c’è una forte presenza di popolazione anziana”. A questo proposito è intervenuto anche Manlio Caporale, responsabile per Sanità dell’Italia dei Diritti, che ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Deve essere possibile valutare il quantitativo di medicinali sulla base del numero di unità di pazienti presi in carico e delle patologie riscontrate, ma non la tipologia, che rientra nell’ambito della discrezionalità del singolo operatore. Sono però le aziende sanitarie a dover effettuare questi controlli, basandosi sui dati presenti nel loro archivio”.

Scritto da: Paolo Leporati

febbraio 3rd, 2010 at 8:09 pm

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