Archive for giugno, 2009
Caro diario 7
Daniele Pezzoni, presidente degli industriali di Parma, non ha dubbi.
Per risollevare l’economia locale uno degli ingredienti principali è la costruzione dell’inceneritore,
un’opera, come riportato dai giornali, “necessaria per migliorare la qualità della vita di Parma”.
Sono allibito.
Chi sono gli informatori del presidente?
Chi sono i guru che gli hanno proposto questo assioma allucinante?
Ma parte della platea che ha ascoltato queste parole non ha aziende che vedranno l’inceneritore dalla finestra dell’ufficio? Io li ho visti, nelle foto ufficiali.
L’inceneritore, azienda classificata come pericolosa ed in classe 1 di rischio, necessaria per migliorare la vita?
Io credo che le parole andrebbero valutate una ad una.
Sappiamo bene che costruire l’inceneritore sarà un bel business per le aziende del settore: 180 milioni di euro la stima dei costi.
Sappiamo bene che la rete del teleriscaldamento è in trepida attesa della caldaia (quanti soldi sono stati già spesi per questa infrastruttura?).
Quindi è giocoforza per gli industriali che dove ci sono progetti in vista sentano l’odore di casa.
Altro è spacciare un eco mostro per un impianto che ci migliorerà la vita.
Parole che rimangono sospese, a metà dell’animo, faticano ad uscire dalla gola e neanche le orecchie riescono a farle entrare senza fatica,
con tutti gli spigoli che si ritrovano.
Dalla Perizia nazionale del corpo medico francese sul tema dell’inceneritore.
“Le diossine sono l’albero che nasconde la foresta. Bisogna immaginarsi un inceneritore come un’enorme sigaretta dalla quale fuoriescono delle polveri (particelle carboniose ed altro),
dei gas acidi come anidride solforosa (SO2), acido cloridrico (Hcl), acido fluoridrico (HF), ossidi d’azoto (Nox), monossido di carbonio (CO), vapore acqueo, anidride carbonica (CO2)
e altri gas serra, numerosi metalli detti “pesanti” (cadmio, tallio, piombo, mercurio ecc.) ed i loro sali, svariate sostanze cancerogene, mutagene e/o tossiche per la riproduzione denominati CMR,
quali le diossine (policlorodibenzodiossine), i furani (policlorodibenzofurani) e gli idrocarburi policiclici aromatici.
A tutto questo si aggiungono, come sottolinea la Commissione europea in un rapporto specifico, numerosi composti organici volatili,
sebbene nessuna informazione adeguata, in grado di valutare il numero e il tipo di questi composti, oltre che i loro impatti diretti sulla salute umana, sia attualmente disponibile o sia mai stata resa pubblica
Tutte queste sostanze , sia volatili che non, sono prodotti della combustione dei rifiuti inceneriti e della reazione delle molecole le une con le altre.
Alcuni CMR , così come i metalli detti «pesanti» si ritrovano nei residui finali di combustione (scorie e ceneri).
Nel fumo e nel catrame d’una sigaretta sono state identificate dalle 2000 alle 3000 sostanze chimiche, delle quali parecchie sono CMR (cancerogene, mutagene e/o tossiche per la riproduzione)
come il cadmio e l’arsenico e si è dimostrato che l’aggiunta dei filtri alle sigarette non è in grado di ridurre significativamente il rischio di cancro.
Lo stesso accade con l’incenerimento. Né i filtri utilizzati, né gli altri processi atti a limitare la fuoriuscita di queste sostanze dall’inceneritore,
né le pretese di messa a norma possono proteggere contro la contaminazione dell’ambiente (aria, acqua, suolo) e questo tanto più che gli incidenti di funzionamento non sono rari,
come a Gely sull’Isere, Mulhouse, Fourchambault, Lunel, Gien, ecc.
L’analogia con la sigaretta non si ferma qui. L’enorme bruciatore rappresentato da un inceneritore moltiplica l’estensione del rischio, poiché non è un individuo particolare che è interessato,
quello che fuma, ma l’insieme delle popolazioni, non soltanto quelle situate direttamente intorno all’inceneritore sotto il pennacchio,
ma anche quelle a grande distanza, in conseguenza della circolazione delle polveri nell’atmosfera e del fissaggio delle sostanze CMR e dei metalli pesanti su di esse”.
Ecco che cosa ci migliorerà la qualità della vita.
quartieri residenziali ecosostenibili
Anche a Parma si ha la grande esigenza di costruire quartieri a basso impatto energetico. Le soluzioni sono alla portata delle amministrazioni che tramite una volontà solo epressamemente politica su un piano urbanistico serio porterebbe benefici all’intera collettività. Bisogna che lo sforzo prodotto tra impresa ed amministrazione sia intergrata il più possibile. esistono soluzioni, che gia vengono sperimentate in paesi anglosassoni, o del nord europa. Allora perchè non prendere esempio? Perchè non investire sulla ricerca di tutti quei materiali ecosostenibili? Perchè non produrre in fase sperimetale le tecnologie già avanzate che possono essere copiate dai paesi più avanzati ? Cosa c’è sotto? forse quegli interessi comuni legati ad appalti spesso non controllati e controllabili. Bisogna che la polis cambi radicalmente il modo di pensare. Il comune e la stessa provincia devono farsi carico di essere i controllori delle città ecosostenibili. Solo così possosiamo essere in grado di fornire proposte progetti, in un mondo che sta cambiano giorno dopo giorno. la politica ha il dovere di essere attenta a tutti questi fenomeni, per non arrivare tardi all’ appuntamento, per non essere sempre il solito fanalino di coda.
Caro diario 6
Una decisione importante come quella di costruire un inceneritore è stata presa a Parma senza sapere cosa ne pensano i cittadini.
Un progetto di questa portata, che avrà ripercussioni sul nostro futuro, è stato adottato con baldanza dai nostri delegati, nonostante molti no e pochissimi sì.
Si arriva ad una decisione di questo tipo dopo aver scartato tutto il resto, dopo aver tentato tutte le strade alternative,
proprio per dimostrare ai cittadini che alternative non ce n’erano?
Proprio quello che a Parma non si è fatto.
Non si è cercata alcuna alternativa.
Ci si è impegnati per spingere la raccolta differenziata sino al massimo delle sue capacità per capire nella realtà dei fatti
di quale dimensione dovevamo costruire l’impianto di incenerimento? No.
La raccolta differenziata è ancora in uno stato adolescenziale. Vediamo ancora i cassonetti per le strade, simbolo questi ultimi di una raccolta dei rifiuti casuale,
che mistifica i risultati, visto che chiunque, privati e aziende, possono liberamente gettare nei cassonetti stradali qualunque tipo di materiale, volendo anche radioattivo.
Il rifiuto secco è stato separato dal rifiuto umido? No.
In centro a Parma, come in altre innumerevoli comunità della nostra provincia, si “sporca” il rifiuto secco con l’umido,
causando un calo drastico della qualità dei materiali, provocando la formazione del famigerato percolato, gettando nella pattumiera, pensate che gioco di parole,
tutta quella materia ancora viva che potrebbe diventare prezioso compost per ridonare energia e vita ai nostri terreni: soldi gettai dalla finestra.
Si è spiegato ai cittadini che cosa emetterà l’impianto? No.
Genericamente Enia ci intrattiene con inesistenti capacità di controllo sui fumi e sui composti che usciranno dal camino.
Sappiamo bene come è stata concimata la pianura attorno all’inceneritore di Brescia, l’impianto migliore del mondo.
Diossine, metalli pesanti, furani, nanoparticelle. Cosa succederà lo possiamo vedere già oggi facendo qualche gita istruttiva attorno agli inceneritori in funzione.
E’ stato spiegato ai cittadini che l’inceneritore avrà tanta fame di materia da contrastare la raccolta differenziata? No.
Guai pronunciare certe parole, eppure sta scritto in piccole parole nel progetto: un inceneritore deve bruciare in continuo raggiungendo temperature ben definite
e per raggiungerle se necessario bisogna incrementare il carburante con la frazione plastica proveniente dalla raccolta differenziata, situazione già capitata a Piacenza.
Si è testato un impianto alternativo come il trattamento meccanico biologico? No.
Non bisogna saperlo assolutamente che esistono alternative e tutte le proposte vanno negate come sogni evanescenti di qualche scriteriato ecologista dell’ultima ora.
Sintetizzando, i rifiuti non esistono. Ci sono solo dei materiali eterogenei che se ben selezionati ritornano nel ciclo produttivo,
ed essendo fatti di materia nobile hanno anche un loro valore che alla fine dell’opera porta utili alla comunità che li produce, alla società che li gestisce.
Queste società in attivo esistono già, basta fare due passi a Vedelago per rendersi conto della semplicità dell’operazione.
Me bisogna negare l’evidenza ed è meglio permettere ai cittadini di mantenere l’insana abitudine di gettare tutto insieme in un grande bidone.
Poi ci pensano loro…
Caro diario 5
Linee Guida Fornitori Filiera Ortofrutta prodotto a Marchio Conad Percorso Qualità – Aziende Agricole.
Il presente documento fornisce le prescrizioni a cui è necessario attenersi per la realizzazione dei prodotti ortofrutticoli a marchio CONAD
Tale documento costituisce il quadro generale degli adempimenti al quale CONAD
farà riferimento per valutare il profilo qualitativo del fornitore e per
verificare la sua capacità a soddisfare continuativamente nel tempo i requisiti prestabiliti.
Requisiti relativi alle aree di coltivazione
Punto 4.1.2.1.
L’azienda agricola deve comunicare al fornitore se le condizioni “ambientali” su
un’area di coltivazione sono significativamente cambiate (es. costruzione
discariche/inceneritori o altri siti particolarmente impattanti, inquinamenti delle
falde, ecc.).
Le grandi aziende non dormono.
I grandi distributori sanno bene che i loro prodotti devono fare bella figura ed avere al loro interno qualità.
Altrimenti non stanno sul mercato.
E un forno inceneritore non fa parte dell’elenco virtuoso.
Cosa succederà sul nostro territorio?
Chi potrà rimanere ancora fornitore di questi marchi?
Fossi nelle aziende sarei fortemente preoccupato e terrei le orecchie bene aperte.
Ma principalmente aprirei la bocca, per far sentire le mie ragioni.
Io che lavoro tutto l’anno, fatico a coltivare il mio pezzo di terra.
E poi mi vengono a costruire un inceneritore che porta un danno definitivo alla mia azienda.
Fossi in loro mi farei sentire finchè sono in tempo.
Farei sentire la mia voce presso i miei sindacati di categoria, chiedendo di essere difeso.
Come succede davanti a qualunque cosa minacci la mia azienda, la mia famiglia, il mio futuro.
Non starei certo zitto in attesa del disastro annunciato.
Mario Tommasini intervista di gigetto dattolico
Teorema Villani
“Con il colpo di scena combinato da Berlusconi e Calderoli, che hanno imposto al gruppo dirigente del PdL di Parma la candidatura Lavagetto per la presidenza dell’ente Provincia, si sono avvertite le prime scosse telluriche che potrebbero fratumare le basi del teorema di potere Villani. Un potere che ha come filosofia la regola latina del dividi e impera. Regola che tradotta nella realtà locale vuol dire amministrare il Comune capoluogo con le forze politiche di oppossizione parlamentare di centro e lasciare ad un’a ltra opposizione compiacente di centro sinistra l’amministrazione dell’ente Provincia.
A Villani va riconosciuta una notevole capacità di fare quella politica che la gente comune non condivide, ma che comunque è un sistema consolidato dei gestione del potere locale. Non è da tanti aver disubbidito ad un’ordine di Berlusconi, Villani lo ha dimostrato con il cambio dei nominativi per le candidature delle precedenti elezioni per il consiglio regionale. Ma se Berlusconi avesse esaurito la pazienza, sarebbe l’inizio di un periodo fausto al cambiamento delle regole che garantiscono la precaria funzionalità del sistema politico locale. Quindi ulteriori complicazioni per la traballante coalizione che regge il Comune di Parma, dove la Lega vorrebbe entrare ma i centristi non sono disponibili ad accoglierla. E dove Ubaldi continuerà a corrodere il sistema, perchè dal prossimo anno sarebbe rieleggibile come sindaco.
Mentre per la Provincia si prospetta un secondo mandato per Bernazzoli, candidato ideale di Villani anche se poco meritevole e clientelare ma funzionale alla regola compromissoria. Bernazzoli come più alta espressione del Pd locale, un partito che vive in uno stato di confusione totale. Per queste ragioni come Libera Politica auspichiamo la rinascita di un forte sentimento civico, che sia espressione dei patrimoni sociali culturali ed economici di tutti coloro che hanno a cuore il futuro della città. Pertanto pensiamo sia ora di costituire un’alleanza fra cittadini elettori, che in futuro non si vorranno più trovare nelle condizioni che denunciava Montanelli, cioè di dover essere costretti a scegliere fra il partito dei capaci di tutto o quello dei buoni a nulla”.
Allora aggiungiamo, che dopo il risultato del ballottaggio abbiamo riscontrato che tutti i ragionamenti fatti sulla politica locale ci davano ragione.
Prendiamo atto che il PDL e la stessa lega escono ridimensionate dopo il voto del 6-7 giuno al turno di ballotaggio.
Il povero Lavagetto si è tolto qualche sassolino dalla scarpa ma detro di lui, il rammarico di non aver avuto il sostegno dei suoi amici nemici. Bisognava sacrificare qualcuno.
Quel qualcuono era giampi nemico acerrimo di Giseppe Luigi di Pantano di Buzzi e di moine quello che in cuor suo soffre ancora della sindrome del 25 Aprile.
Che dirigenza!
Pensate un po a chi abbiamo consegnato la citta!
Intanto dall’altra parte sostenevamo che Bernazzoli uomo dell’ unone industriali che deve portare avanti gli interessi dell unione e il programma che gli stessi, gli avevano scritto, se la rideva e faceva la campagna elettorale nel salotto di casa sua.
Possibile che queste cose le cogliamo in anticipo?
evidentemente abbiamo saputo vedere lontano.
Abbiamo visto, giusto, e facevamo queste riflessioni.
non mi rompete le scatole in Comune, che noi non ve le romiamo in provincia.
Il povero Lavagetto, seppur bravo, portando il suo antagonista al ballotaggio , ora come ora è fuori dai giochi che contano.
Con questo ti diciamo e ti suggieriamo svesti la casacca del PDL e invetati qualcosa di tuo.
Solo così si tornerà ad essere vincenti in vista di un appuntamento grande.
Il Comune di Parma
il coordinamento
Caro diario 4
SPORCO DIARIO
Comune di Trecasali 81%.
Comune di Sorbolo 73%.
Comune di Soragna 81%.
Comune di Sissa 76%.
Comun edi Busseto 74%.
Maggioranze bulgare.
Sono le percentuali di raccolta differenziata dei rispettivi comuni relative all’anno 2007.
E nemmeno si tratta di una raccolta differenziata perfetta, anzi decisamente perfettibile.
Sono percentuali che cancellano in un sol colpo la necessità di un inceneritore.
Non c’è materia da bruciare, manca il carburente.
Invece l’impianto previsto allo Spip di rifiuti da bruciare ne ha una fame pazza.
130.000 tonnellate all’anno.
Con queste previsioni in entrata.
70.000 tonnellate di indifferenziato urbano.
20.000 tonnellate di fanghi da depurazione.
18.000 tonnellate di rifiuti speciali.
15.300 tonnellate da attività di recupero e smaltimento rifiuti
3.500 tonnellate da rifiuti sanitari ospedalieri
3.000 tonnellate da scarti industriali artigianali e commerciali
200 tonnellate da rifiuti di origine ciomiteriali
La pattumiera del mondo.
Là dentro ci andrà di tutto, lo abbiamo capito.
La stessa dislocazione dell’impianto vicino al casello dell’A1 ci fa capire tante cose.
Un pattumiera.
Solo che non basta chiudere il coperchio e dimenticarsene.
Un piccolo particolare sfugge: è quel camino là in alto.
Da lì tutto quello che abbiamo infilato dentro solido uscirà gassoso.
Ceneri, polveri fini, furani, diossine.
Trasformiamo.
Da solido a gas.
Da materia a ceneri.
Ceneri che poi andranno stoccate in discariche speciali perchè altamente tossiche.
All’inceneritore non servirà una raccolta differenziata efficace.
Anzi, il contrario. Come a Brescia.
Benvenuto futuro!
Caro diario 3
Musi Srl, Edil Contract Srl, Comar ProfumerieSrl, TK-Italia Srl, Rogaska Cristallo Srl,
Alessandri Srl, Fip Spa, Form Parma Srl, Freddi Graziano Snc, Linearredo Srl, Rexel Italia Spa,
Union Jack, Enry International, Lazzini Lidio Srl, Parma Ceramiche Srl, Apo Fluid Fprce Srl,
Emil-Mac Srl, Nuova Pulichimica Srl, Intraco Srl, Spada, Ami Srl, Firoldi Romeo Snc, Cavazzoni Srl,
Ravella Srl, Guatelli e Ferraroni Srl, Dall’Argine Sas, Saldotecnica Srl, Executive-Gls, Cr Macchine Srl,
Baretz Snc, Sartori Patrizio Sas, Net System Srl, Rodolfi Giocattoli Srl, Ferraroni, Basi Achille Srl,
Battistero Spa, Barilla Spa, Bonatti Spa, Greci Spa.
Sono tante le società che riceveranno i primi regali dall’inceneritore.
Sono tanti i dipendenti che beneficeranno dell’aria prodotta dall’inceneritore.
Fossi in queste società comincerei a riflettere.
Ci sono nomi eccellenti, ditte meno note, tutte però hanno dirigenti, dipendenti, collaboratori, clienti.
Tutte persone che frequenteranno quella zona attorno allo Spip, tutti respireranno, tutti i giorni, quello che emetterà l’impianto.
I dati che vengono da altri siti dove sono in funzione inceneritori non sono rassicuranti.
L’incidenza di malattie attorno a questi impianti ormai è certa.
E’ questo il futuro che vogliamo?
E’ questa la Parma del futuro che stiamo costruendo?
E’ questa la città evento che stiamo progettando?
Ai simboli di Parma dovremo aggiungere una nuvola scura che permanentemente accompagnerà i nostri panorami?
Ci sono pochi che potranno dire non lo sapevamo, perché le voci ormai circolano.
Tutti saranno consapevoli vittime
AGGREDITI per una domanda al convegno del PD
Caro diario 2
L’inceneritore è pulito, lo dice Enia.
L’inceneritore è ambientalmente compatibile, lo dice Enia.
Dalla Delibera della Giunta Provinciale di Parma 938/2008 del 15 ottobre.
Punto 20.
“Considerata l’elevata quantità di particolato fine assorbito, la parte arborea oggetto di cure periodiche (potature, ecc.)
dovrà essere smaltita come rifiuto (speciale)”.
Punto 41.
“In merito alla salute pubblica, l’impianto e l’area circostante saranno oeggto di un attento monitoraggio ambientale
secondo le indicazioni del progetto della Regione Emilia Romagna Moniter; Enia Spa si farà carico di effettuare
il monitoraggio della salute della popolazione potenzialmente esposta (secondo il modello di dispersione e ricaduta degli inquinanti presentato da Enia)
sulla base di di specifici protocolli, ivi inclusi testi di mutagenesi”.
Un quadro assolutamente rassicurante.
Il boschetto “assorbi ceneri” diventa un rifiuto speciale.
Lo saranno anche le persone che abitano in zona?
Lo saranno anche i dipendenti delle aziende dello Spip, rifiuti speciali?
E i prodotti di cui andiamo fieri nel mondo, con i quali facciamo business? Rifiuti speciali.
Il controllo sugli inquinanti sarà affidato alla stessa società che inquina, chissà quale accuratezza nel misurare i danni che loro stessi producono!
Dal bilancio di sostenibilità 2006 di Enia Spa.
“Consapevole del ruolo che un’azienda di servizi pubblici ha sul territorio di riferimento, Enìa riconosce
alla salvaguardia dell’ambiente un’importanza fondamentale per un percorso di crescita coerente ed
equilibrato. L’Azienda si impegna a preservare la qualità ambientale del territorio in cui opera e a promuovere
la tutela delle risorse naturali nel pieno rispetto della legislazione e sulla base di principi di
sviluppo sostenibile”.
e ancora
“Sostenibilità ambientale, ossia minimizzare gli impatti ambientali diretti e indiretti e diffondere
una cultura di attenzione all’ambiente per preservare l’ambiente naturale a beneficio delle future
generazioni”.
Ovvero quando alle parole seguono solo parole parole parole.
8 .Continua













