Caro diario 2
L’inceneritore è pulito, lo dice Enia.
L’inceneritore è ambientalmente compatibile, lo dice Enia.
Dalla Delibera della Giunta Provinciale di Parma 938/2008 del 15 ottobre.
Punto 20.
“Considerata l’elevata quantità di particolato fine assorbito, la parte arborea oggetto di cure periodiche (potature, ecc.)
dovrà essere smaltita come rifiuto (speciale)”.
Punto 41.
“In merito alla salute pubblica, l’impianto e l’area circostante saranno oeggto di un attento monitoraggio ambientale
secondo le indicazioni del progetto della Regione Emilia Romagna Moniter; Enia Spa si farà carico di effettuare
il monitoraggio della salute della popolazione potenzialmente esposta (secondo il modello di dispersione e ricaduta degli inquinanti presentato da Enia)
sulla base di di specifici protocolli, ivi inclusi testi di mutagenesi”.
Un quadro assolutamente rassicurante.
Il boschetto “assorbi ceneri” diventa un rifiuto speciale.
Lo saranno anche le persone che abitano in zona?
Lo saranno anche i dipendenti delle aziende dello Spip, rifiuti speciali?
E i prodotti di cui andiamo fieri nel mondo, con i quali facciamo business? Rifiuti speciali.
Il controllo sugli inquinanti sarà affidato alla stessa società che inquina, chissà quale accuratezza nel misurare i danni che loro stessi producono!
Dal bilancio di sostenibilità 2006 di Enia Spa.
“Consapevole del ruolo che un’azienda di servizi pubblici ha sul territorio di riferimento, Enìa riconosce
alla salvaguardia dell’ambiente un’importanza fondamentale per un percorso di crescita coerente ed
equilibrato. L’Azienda si impegna a preservare la qualità ambientale del territorio in cui opera e a promuovere
la tutela delle risorse naturali nel pieno rispetto della legislazione e sulla base di principi di
sviluppo sostenibile”.
e ancora
“Sostenibilità ambientale, ossia minimizzare gli impatti ambientali diretti e indiretti e diffondere
una cultura di attenzione all’ambiente per preservare l’ambiente naturale a beneficio delle future
generazioni”.
Ovvero quando alle parole seguono solo parole parole parole.
8 .Continua










