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Caro diario 6

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Una decisione importante come quella di costruire un inceneritore è stata presa a Parma senza sapere cosa ne pensano i cittadini.
Un progetto di questa portata, che avrà ripercussioni sul nostro futuro, è stato adottato con baldanza dai nostri delegati, nonostante molti no e pochissimi sì.
Si arriva ad una decisione di questo tipo dopo aver scartato tutto il resto, dopo aver tentato tutte le strade alternative,
proprio per dimostrare ai cittadini che alternative non ce n’erano?
Proprio quello che a Parma non si è fatto.
Non si è cercata alcuna alternativa.
Ci si è impegnati per spingere la raccolta differenziata sino al massimo delle sue capacità per capire nella realtà dei fatti
di quale dimensione dovevamo costruire l’impianto di incenerimento? No.
La raccolta differenziata è ancora in uno stato adolescenziale. Vediamo ancora i cassonetti per le strade, simbolo questi ultimi di una raccolta dei rifiuti casuale,
che mistifica i risultati, visto che chiunque, privati e aziende, possono liberamente gettare nei cassonetti stradali qualunque tipo di materiale, volendo anche radioattivo.
Il rifiuto secco è stato separato dal rifiuto umido? No.
In centro a Parma, come in altre innumerevoli comunità della nostra provincia, si “sporca” il rifiuto secco con l’umido,
causando un calo drastico della qualità dei materiali, provocando la formazione del famigerato percolato, gettando nella pattumiera, pensate che gioco di parole,
tutta quella materia ancora viva che potrebbe diventare prezioso compost per ridonare energia e vita ai nostri terreni: soldi gettai dalla finestra.
Si è spiegato ai cittadini che cosa emetterà l’impianto? No.
Genericamente Enia ci intrattiene con inesistenti capacità di controllo sui fumi e sui composti che usciranno dal camino.
Sappiamo bene come è stata concimata la pianura attorno all’inceneritore di Brescia, l’impianto migliore del mondo.
Diossine, metalli pesanti, furani, nanoparticelle. Cosa succederà lo possiamo vedere già oggi facendo qualche gita istruttiva attorno agli inceneritori in funzione.
E’ stato spiegato ai cittadini che l’inceneritore avrà tanta fame di materia da contrastare la raccolta differenziata? No.
Guai pronunciare certe parole, eppure sta scritto in piccole parole nel progetto: un inceneritore deve bruciare in continuo raggiungendo temperature ben definite
e per raggiungerle se necessario bisogna incrementare il carburante con la frazione plastica proveniente dalla raccolta differenziata, situazione già capitata a Piacenza.
Si è testato un impianto alternativo come il trattamento meccanico biologico? No.
Non bisogna saperlo assolutamente che esistono alternative e tutte le proposte vanno negate come sogni evanescenti di qualche scriteriato ecologista dell’ultima ora.
Sintetizzando, i rifiuti non esistono. Ci sono solo dei materiali eterogenei che se ben selezionati ritornano nel ciclo produttivo,
ed essendo fatti di materia nobile hanno anche un loro valore che alla fine dell’opera porta utili alla comunità che li produce, alla società che li gestisce.
Queste società in attivo esistono già, basta fare due passi a Vedelago per rendersi conto della semplicità dell’operazione.
Me bisogna negare l’evidenza ed è meglio permettere ai cittadini di mantenere l’insana abitudine di gettare tutto insieme in un grande bidone.
Poi ci pensano loro…

Scritto da Paolo Leporati

giugno 25th, 2009 at 7:00 am

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