Teorema Villani
“Con il colpo di scena combinato da Berlusconi e Calderoli, che hanno imposto al gruppo dirigente del PdL di Parma la candidatura Lavagetto per la presidenza dell’ente Provincia, si sono avvertite le prime scosse telluriche che potrebbero fratumare le basi del teorema di potere Villani. Un potere che ha come filosofia la regola latina del dividi e impera. Regola che tradotta nella realtà locale vuol dire amministrare il Comune capoluogo con le forze politiche di oppossizione parlamentare di centro e lasciare ad un’a ltra opposizione compiacente di centro sinistra l’amministrazione dell’ente Provincia.
A Villani va riconosciuta una notevole capacità di fare quella politica che la gente comune non condivide, ma che comunque è un sistema consolidato dei gestione del potere locale. Non è da tanti aver disubbidito ad un’ordine di Berlusconi, Villani lo ha dimostrato con il cambio dei nominativi per le candidature delle precedenti elezioni per il consiglio regionale. Ma se Berlusconi avesse esaurito la pazienza, sarebbe l’inizio di un periodo fausto al cambiamento delle regole che garantiscono la precaria funzionalità del sistema politico locale. Quindi ulteriori complicazioni per la traballante coalizione che regge il Comune di Parma, dove la Lega vorrebbe entrare ma i centristi non sono disponibili ad accoglierla. E dove Ubaldi continuerà a corrodere il sistema, perchè dal prossimo anno sarebbe rieleggibile come sindaco.
Mentre per la Provincia si prospetta un secondo mandato per Bernazzoli, candidato ideale di Villani anche se poco meritevole e clientelare ma funzionale alla regola compromissoria. Bernazzoli come più alta espressione del Pd locale, un partito che vive in uno stato di confusione totale. Per queste ragioni come Libera Politica auspichiamo la rinascita di un forte sentimento civico, che sia espressione dei patrimoni sociali culturali ed economici di tutti coloro che hanno a cuore il futuro della città. Pertanto pensiamo sia ora di costituire un’alleanza fra cittadini elettori, che in futuro non si vorranno più trovare nelle condizioni che denunciava Montanelli, cioè di dover essere costretti a scegliere fra il partito dei capaci di tutto o quello dei buoni a nulla”.
Allora aggiungiamo, che dopo il risultato del ballottaggio abbiamo riscontrato che tutti i ragionamenti fatti sulla politica locale ci davano ragione.
Prendiamo atto che il PDL e la stessa lega escono ridimensionate dopo il voto del 6-7 giuno al turno di ballotaggio.
Il povero Lavagetto si è tolto qualche sassolino dalla scarpa ma detro di lui, il rammarico di non aver avuto il sostegno dei suoi amici nemici. Bisognava sacrificare qualcuno.
Quel qualcuono era giampi nemico acerrimo di Giseppe Luigi di Pantano di Buzzi e di moine quello che in cuor suo soffre ancora della sindrome del 25 Aprile.
Che dirigenza!
Pensate un po a chi abbiamo consegnato la citta!
Intanto dall’altra parte sostenevamo che Bernazzoli uomo dell’ unone industriali che deve portare avanti gli interessi dell unione e il programma che gli stessi, gli avevano scritto, se la rideva e faceva la campagna elettorale nel salotto di casa sua.
Possibile che queste cose le cogliamo in anticipo?
evidentemente abbiamo saputo vedere lontano.
Abbiamo visto, giusto, e facevamo queste riflessioni.
non mi rompete le scatole in Comune, che noi non ve le romiamo in provincia.
Il povero Lavagetto, seppur bravo, portando il suo antagonista al ballotaggio , ora come ora è fuori dai giochi che contano.
Con questo ti diciamo e ti suggieriamo svesti la casacca del PDL e invetati qualcosa di tuo.
Solo così si tornerà ad essere vincenti in vista di un appuntamento grande.
Il Comune di Parma
il coordinamento










