Archive for luglio, 2009
Metro addio; il Comune rinuncia
Fonte Repubblica.it Prma
La metropolitana finisce nel cassetto. Addio opera centrale del mandato amministrazione. Dopo i rumors e le mezze ammissioni (”C’è crisi, mancano soldi…”) con una comunicazione inviata alla presidenza del consiglio dei ministri e al ministero dell’Economia (che sarebbe depositato aggli atti del Cipe) il sindaco si sarebbe detto, in sostanza, non più interessato alla realizzazione dell’infrastruttura. Un dietrofront non legato, tuttavia, dalla scarsità di risorse per andare avanti con il progetto ma da una precisa volontà dell’amministazione. A questo proposito, c’è chi dice che cantieri aperti in piena campagna elettorale, nel 2012, non avrebbero avuto un buon riscontro alle urne. Fatto è che il pre Cipe ieri aveva dato il via libera al progetto definitivo (vedi documento pubblicato) e inviato il tutto per l’approvazione al Cipe in programma oggi. Pronto a sua volta ad approvare le modifiche a suo tempo richieste e apportate in corso d’opera da MetroParma al tracciato. Non solo, il Cipe era pronto (e in particolare il ministero dell’Economia e quello delle Infrastrutture), da quel che si apprende, a scucire ulteriori 37,5 milioni di euro in moda coprire i costi aggiuntivi. Ma dal Comune sarebbe arrivato lo stop. “Non siamo più interessati”.
Una scappatoia (arrivata a puntino) tuttavia la offrirebbe un emendamento contenuto nel decreto anti crisi del governo approvato dalla Camera e in base al quale gli stanziamenti già erogati dallo Stato per la realizzazione di grandi opere pubbliche (per la metro circa 170 milioni di euro dalla Cassa depositi e prestiti), nel caso gli enti locali non siano più interessati a procedere, saranno ripartiti tra lo Stato e i Comuni coinvolti che li utilizzeranno per altri lavori. Magari meno impattanti sulla città e più redditizi in termini di consenso. In particolare il Comune (sogetto beneficiario) avrebbe comunicato l’intenzione di avvalersi di questa norma (collegata al decreto 9 bis 78/2009) che consente di riconvertire i mutui già erogati dalla Cassa Depositi e prestiti e riversarli su altre opere pubbliche rinunciando così al contempo a ulteriori stanziamenti per l’opera. Per cui il ministero dell’Economia avrebbe ritenuto di non dover procedere. A questo punto il ministero delle Infrastrutture avrebbe fatto mettere a verbale che gli stanziamenti comunque erano stati individuati.
Il “fifty fifty” tra piazza Garibaldi e il governo consentirà all’amministrazione di incassare i soldi necessari a pagare, innanzitutto, la penale all’ati aggiudicataria del progetto (Pizzarotti - CoopSette) a cui la giunta Vignali aveva appaltato i lavori dopo bando di gara. Un esborso pari al 10% del valore complessivo dell’infrastruttura che ammonta a circa 250 milioni di euro. Nel frattempo, però, in questi anni, MetroParma è andata avanti pagando progettisti, consulenze e quant’altro per complessivi dieci milioni di euro circa che, a questo punto, non sarebbero serviti a nulla. Il rischio, alla fine dei conti, è di ritrovarsi pure con un danno patrimoniale. Nella stessa riunione il Cipe ha invece dato il via libera alla metrotramvia di Bologna assegnando 56 milioni.
Il Comune, da parte sua, a differenza delle fonti appurate da Repubblica, sostiene e ribadisce che “non è stato inviato alcun documento di rinuncia, che l’amministrazione non ha detto no alla metropolitana e che l’esame di approvazione dell’infrastruttura da parte del Cipe è stato semplicemente rinviato”.
la Lega Nord chiede, con la voce di Zorandi, le dimissioni del sindaco Vignali.
A Zorandi va la solidarietà di Libera Politica, ma il segretario provinciale
Corradi deve spiegare come sia possibile fare alleanze con il gruppo dirigente
del PdL, che sostiene ( o manovra ) il succitato sindaco.
la Lega Nord con
questo comportamento ambivalente si rende corresponsabile della caduta libera
dell’etica dei gruppi di potere della politica a Parma
Libera Politica crede,
che la maggioranza dei cittadini giudica negativamente l’operato
dell’amministrazione comunale, quindi sia giunto il momento di chiamare a
raccolta la brava gente di Parma, per riflettere su come superare le difficoltà
presenti in ogni quartiere, partendo però dal rinnovato impegno per una
politica dal forte connotato etico
il nostro appello va alle coscienze dei
concittadini, siamo fiduciosi che i parmigiani sapranno reagire con o senza
l’intercessione della Madonna, che Corradi poteva evitare di disturbare
Emilio Conforti e Paolo Leporati
Tangenziale sud- Tratto di competenza comunale
Durante queste calde giornate di Luglio mi è tornata alla mente una situazione verificatasi durante l’ultimo acquazzone che si è abbattuto su Parma: incidenti e situazioni di pericolo in diversi tratti della tangenziale sud. Ci siamo quindi attivati per cercare di capirne i motivi, verificando anche sul posto: e ne sono uscite delle belle!!
Il tratto di tangenziale sud di competenza comunale che va dal ponte sul torrente Cinghio a via Emilio Lepido presenta lunghi tratti ad altissima pericolosità causati dal fondo stradale e dalla totale scomparsa di segnaletica orizzontale oltre che dalla segnaletica verticale fuorviante ed assurda. Nel tratto che va dal ponte sul Cinghio al sovrappasso del campus (sia carreggiata sud che carreggiata nord) il fondo stradale è ancora rappresentato dall’asfalto steso durante la cantierizzazione(binder) (il cantiere è chiuso ormai da due anni): il manto di usura non è mai stato steso. Questa mancanza ha fatto si che, soprattutto nelle corsie di sorpasso, le caditoie ed altri chiusini dei sottoservizi, realizzati, giustamente, alla quota del manto di usura, risultino ora parecchi centimetri al di sopra del manto esistente causando così due fenomeni pericolosi: il primo è quello che sulla corsia di sorpasso esistono pericolose variazioni repentine del piano stradale che possono procurare mancanza di aderenza con conseguenti incidenti più o meno gravi. Il secondo si verifica in caso di pioggia. Infatti, essendo le caditoie troppo al di sopra della quota del piano esistente, le acque meteoriche non riescono a defluire con la necessaria velocità ed, accumulandosi, formano ampissime pozzanghere proprio nelle corsie interne provocando gravi rischi di acquaplaning, di tamponamenti e/o testacoda in quanto i poveri automobilisti che se le trovano improvvisamente sul percorso, pigiano repentinamente sul freno e/o sterzano improvvisamente verso l’altra corsia, rischiando così di coinvolgere in situazioni di pericolo un numero maggiore di veicoli.
Altri e numerosi avvallamenti sono presenti anche nel tratto che da via Traversetolo arriva a via Budellungo sia in carreggiata nord, sia in carreggiata sud. In alcuni punti, addirittura, la situazione è peggiorata a seguito dei recenti lavori di ripristino del manto di asfalto, che evidentemente non sono stati fatti a regola d’arte.
Inoltre in più punti la segnaletica orizzontale è totalmente scomparsa, causando confusione con conseguenti pericoli nella canalizzazione del traffico.
Oltre a ciò i limiti di velocità presenti sono totalmente illogici e cervellotici. Per esempio non si capisce come mai nel tratto tra via Montanara e via Langhirano direzione sud, che è praticamente rettilineo e presenta solo una semicurva in corrispondenza del ponte sul Cinghio, abbia un limite di velocità di 70 km/h, mentre all’inizio del sovrappasso del campus che è una curva con un raggio parecchio più stretto della semicurva sopradetta il limite incredibilmente passa da 70 a 90 km/h (20 km/h in più!!!) e che, ancora più assurdamente continua anche in corrispondenza dell’ancor più stretta curva del sottopasso di strada Argini.
A questo punto rivolgiamo alcune domande all’Amministrazione Comunale di Parma:
- come mai non è mai stato steso il manto di asfalto di usura;
- come mai non è stata tracciata la segnaletica orizzontale;
- come mai esistono detti limiti di velocità su un tratto che è ancora di totale competenza comunale;
- chi è che deve controllare la qualità dei lavori appaltati dal comune;
- che cosa intende fare il comune per risolvere tutti questi problemi.
Ci permettiamo anche una richiesta: la cittadinanza di Parma riuscirà mai a vedere un provvedimento disciplinare nei confronti di chi, esecutore dei lavori, dipendente, funzionario, dirigente o Assessore, è responsabile di queste manchevolezze che, come è stato riportato dai media, hanno creato non solo disagi ma anche pericoli ai cittadini?

caro diario 12
> Nonostante alcuni timidi miglioramenti la raccolta differenziata sul
> territorio provinciale di Parma è ancora alla preistoria.
>
> Sembrerà una sciocchezza ma basta analizzare i dati è la prova è evidente.
>
> Percentuali di raccolta differenziata nella nostra provincia con dati
> riferiti all’anno 2007.
>
> Albareto: 12,71%
>
> Bardi: 18,16%
>
> Bedonia: 14,67%
>
> Berceto: 15,83%
>
> Corniglio: 10,65%
>
> Palanzano: 15,39%
>
> Pellegrino: 16,05%
>
> Solignano: 17,55%
>
> Terenzo: 18,95%
>
> Tornolo: 12,25%
>
> Valmozzola: 15,76%
>
> Varsi: 18,95%
>
> Il deserto dei Tartari. Tra differenziare nulla e queste cifre la
> differenza è davvero striminzita.
>
> Cosa si è fatto in questi anni? Poco o nulla. E’ come se di fronte al
> dovere di pagare le tasse si accettasse il fatto che alcuni pagano ed
> altri no. Oppure accettare che ognuno decida in autonomia quanto pagare.
>
> Torniamo al concetto di gerarchia di priorità, dettata da tutte le
> normative nazionali e comunitarie.
>
> Primo la riduzione della produzione di rifiuti (prevenzione).
>
> Secondo il riutilizzo.
>
> Terzo il riciclaggio, inteso come ritrattamento dei rifiuti in un processo
> di produzione per la loro funzione originaria o per altri fini, compresi
> il riciclaggio organico (compostaggio o fermentazione
>
> anaerobica biometanigena), lo spandimento sul suolo (per i fanghi di
> depurazione), ed il recupero,
>
> ad esclusione del recupero energetico;
>
> Quarto e buon ultimo il recupero energetico.
>
> Dai dati sopraesposti si evince che i principi del legislatore sono stati
> esattamente capovolti.
>
> Primo gettare tutto nel cassonetto indifferenziato, poi se resta qualcosa,
> infilatelo nella campana del vetro o della plastica.
>
> Una situazione che si protrae da anni, e nessuno che si sia dato la briga
> di affrontarla a muso duro.
>
> Non che gli altri comuni siano degli assatanati ricicloni.
>
> Ricapitolando 5 comuni sono sotto il 5%, 16 tra il 15 e il 25%, 13 tra il
> 35 e il 50%.
>
> Tredici sono sopra il 50%
>
> Parliamo allora di Sorbolo che nel 2007 ha differenziato il 73% dei
> rifiuti, o di Mezzani che è arrivato al 72,92, o a Soragna, al 67,33%.
>
> Queste tre realtà dimostrano nei fatti che la raccolta differenziata è
> possibile, realizzabile.
>
> Fin da ora.
>
> Basta modificare radicalmente la modalità e l’organizzazione della
> raccolta.
>
> I cittadini sono sensibili a queste tematiche.
>
> Basta spiegare loro i vantaggi e magari concretizzarli anche attraverso
> una tariffazione puntuale.
>
> Si paga per quello che si produce, quindi meno produco meno spendo.
>
> Eppure la soluzione di Provincia e Comune è stata soltanto quella di
> vedere nel futuro di Parma un forno inceneritore sovradimensionato, che
> lederà la qualità della vita dei futuri abitanti del nostro territorio.
>
> Amen.
Caro diario 11
La quantità elevata di rifiuti urbani prodotta da Parma si giustifica col
> fatto che questi rifiuti sono costituiti non solo dagli scarti delle
> abitazioni, ma anche da rifiuti assimilati prodotti da attività del
> commercio (negozi, bar, alberghi, ecc.), dei servizi (uffici ecc.) e del
> settore artigianale di minore dimensione che sono sottoposti a
> tariffazione del servizio.
>
> Sono compresi anche rifiuti assimilabili derivanti da attività produttive
> che potrebbero essere stati conferiti impropriamente poiché sono, a tutti
> gli effetti, rifiuti speciali di origine industriale e quindi non
> assoggettabili a tariffazione.
>
> Si può comunque segnalare che la maggiore intercettazione di rifiuti
> urbani (ed in particolare dei rifiuti speciali assimilati e non
> assimilati) risulta particolarmente evidente nei contesti che sono
> caratterizzati dalla massiccia adozione di cassonetti di grandi
> dimensioni, a causa della maggiore difficoltà ad operare un controllo dei
> conferimenti.
>
> Con il passaggio ai cassonetti grandi non è più possibile sfruttare il
> controllo che, in presenza di contenitori di dimensioni ridotte prossimi a
> casa, viene tradizionalmente esercitato dalle utenze domestiche, portate a
> segnalare i problemi derivanti da eventuali usi impropri da parte di
> utenze produttive.
>
> Peraltro il gestore che effettua la raccolta è spesso spinto a posizionare
> contenitori in numero superiore a quanto sarebbe necessario, in modo da
> ridurre il rischio che, in presenza di ritardi nell’effettuazione degli
> ordinari giri di raccolta, vengano depositati rifiuti all’esterno dei
> cassonetti, con conseguenti problemi economici (maggiori costi di
> personale) e di decoro. Con l’incremento del numero dei contenitori viene
> ulteriormente favorito il conferimento dei rifiuti di origine non
> domestica. Si crea quindi un circolo vizioso poiché tra le utenze
> produttive, che pagano la tassa o la tariffa raccolta rifiuti solo per gli
> scarti non generati dal processo produttivo, alcune potendo usufruire di
> un grande cassonetto nei pressi dell’azienda tendono a servirsene anche
> per smaltire i propri rifiuti speciali non assimilati.
>
> Si crea quindi il rischio di veder aumentare la quota di rifiuto
> “indistinto” che necessita di smaltimento finale poiché i rifiuti speciali
> industriali ed artigianali, spesso monospecifici e dunque altrimenti
> facilmente recuperabili tramite circuiti di raccolta dedicati, una volta
> conferiti nel circuito di raccolta ordinario.
>
> Lo dice la Provincia e noi ci chiediamo.
>
> Cosa si è fatto per eliminare questa assurda situazione in cui i cittadini
> pagano per le aziende?
>
> Anche in salute?
>
> Come mai gli enormi cassonetti punteggiano ancora tutto il nostro
> territorio e continuano a raccogliere ogni tipo di rifiuto?
>
> Qualcuno aldilà della scrivania ci può dare una risposta?
CONVOCAZIONE: CONSIGLIO DI QUARTIERE PABLO
Il Consiglio di Quartiere è convocato in seduta pubblica di prima convocazione il giorno:
GIOVEDI’ 30 LUGLIO 2009
ORE 21,00
Presso la sede del Quartiere in Via E. Ovest 18/a per la trattazione degli argomenti all’ordine del giorno:
- Approvazione verbale del 25/06/2009;
- Comunicazioni;
- Incontro con Assessore Sassi in merito a: aree verdi, servizi di raccolta rifiuti e prevenzione zanzara tigre nell’area del quartiere;
- Esame documentazione relativa bilancio partecipativo 2010;
Si ricorda ai Sigg. Consiglieri che la documentazione relativa agli argomenti all’O.d.G. è in visione presso la segreteria 48 ore prima del Consiglio.
P.S.
Libera politica : visto l’importanza degli argomenti trattati in fatto di ambiente invita la cittadinanza a seguire il consiglio stesso. Durante il dibattito, i cittadini potranno porre domande all’assessore, e a ai consiglieri
SOCIAL CARD ATTENTI ALLA SCADENZA
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Libera politica ricorda a tutti i possessori della carta acquisti (social card), utilizzabile per la spesa alimentare e per le spese di luce e gas, estese anche alle spese farmaceutiche, che l’attestazione del reddito ISEE (valida 12 mesi) può scadere anche nel corso dell’anno e se non si rinnova immediatamente l’INPS non provvederà alla ricarica della carta acquisti.
Si ricorda che per avere diritto alla “social card” (carta acquisti) il reddito ISEE, in corso di validità, deve essere inferiore ai 6.000 euro annui.
Questa situazione di estrema precarietà del diritto dà la misura di quanto sia farraginoso e cervellotico un provvedimento come la “social card” che impone ai titolari molti obblighi e non dà alcuna certezza del godimento del diritto nel tempo, quindi un provvedimento che, oltre ad essere economicamente misero, è senz’altro da rivedere.
Paolo Leporati
SCUDO FISCALE UNO SCHIAFFO A PENSIONATI E LAVORATORI.
Se lo scudo fiscale diventerà legge rappresenterà uno schiaffo a pensionati e lavoratori – ha dichiarato la segretereia di libera politica che pur vivendo situazioni di ristrettezza, e spesso di miseria, sono costretti a pagare le tasse fino all’ultimo centesimo.
Il problema vero è quello di colpire l’evasione fiscale e far pagare le tasse a tutti: non si possono colpire sempre gli stessi, cioè pensionati e lavoratori, e poi premiare chi ha il portafoglio gonfio e non fa il proprio dovere nei confronti del Fisco e del Paese.
Paolo Leporati
Caro diario 10
L’assessore all’ambiente del comune di Parma Cristina Sassi si fa viva per rispondere ad una puntata di sporco diario (Uau!).
Afferma su Polis Quotidiano il suo impegno verso l’aumento della raccolta differenziata, passata a Parma dal 31% del 2007 al 45% di oggi.
Chissà cosa intende fare per raggiungere il 65% previsto per legge entro il 2010 (è dietro l’angolo, non credete?).
Poi l’assessore ragguaglia orgogliosamente sul calo della produzione pro capite di rifiuti: 616 kg nel 2006, 570 kg nel 2008.
Chissà se la Sassi è informata che a livello nazionale, nel 2006, la produzione pro capite era di 550 kg?
Forse, se avesse letto il dato, non si vanterebbe di un risultato così al di sotto della media nazionale,
che nel 2007 ha raggiunto i 546 kg, ben al di sotto del valore di Parma e con un anno di anticipo.
Ma l’assessore insiste, dicendoci che è grazie alla raccolta differenziata spinta che migliorano le performance.
Allora ci chiediamo come mai nel centro storico di Parma si sporchi ancora la frazione secca con l’organico,
non essendo ancora attivata la raccolta differenziata dei rifiuti di cucina.
Come mai in tutto il comune di Parma non sia già attiva la raccolta differenziata spinta porta a porta.
Come mai ci siano ancora per le strade i cassonetti, primi responsabili di questo dato, assurdamente alto,
di produzione pro capite, segnale non di impegno verso la raccolta differenziata ma esattamente del contrario.
Nei cassonetti va a finire di tutto, anche i rifiuti delle aziende.
Ci venga a dire, finalmente, come sono composti i rifiuti urbani di Parma, cosa c’è dentro questa enorme massa di materiali
che ci viene a costare un occhio della testa, mentre potrebbe essere trasformata in nuova materia, creando addirittura bilanci in utile e nuovi posti di lavoro.
Ci dimostri davvero nei fatti che il comune di Parma vuole incrementare la raccolta differenziata per non sprecare nulla
e dare la possibilità ai cittadini virtuosi di risparmiare sulla bolletta, pagare per quello che effettivamente gettano come rifiuto
e premiare per il tempo e l’impegno che dedicano alla differenziazione.
Sta passando proprio ora il mezzo Enìa che scarica i cassonetti nella via: cosa trova dentro queste cloache?
Cassette in legno e plastica del fruttivendolo, inutilmente sprecate. Inerti e latte di vernice dell’impresa edile che sta ristrutturando qui di fianco,
bel risparmio per loro, bella spesa per noi cittadini (e aumento della produzione pro capite).
E un bel tuffo nell’otto volante delle emissioni, non ci saranno anche rifiuti pericolosi?
Dai suoni emessi mentre si rovesciano i cassonetti, bottiglie di vetro, buttate dentro da chissà chi. Tolti i cassonetti sarebbe impossibile.
E poi quella bella scia di olezzo maleodorante, da vomito.
E’ la frazione organica che imputridendosi forma gas e percolato già all’interno del compattatore,
decine e decine di Arbre Magic a zonzo per la città. Violetta di Parma.
Cristina Sassi afferma che “l’obiettivo dell’Amministrazione è considerare gli aumenti delle percentuali della raccolta differenziata come tappe di un cammino fatto insieme”.
Molte bene. Ci dica l’assessore a quale percentuale di differenziata l’amministrazione comunale intende arrivare, così scopriremo una volta per tutte le carte sul progettato inceneritore.
Parliamoci con le cifre, i dati, la matematica.
Ci dica la verità, Assessore.
Provi per una volta a rispondere nel merito senza trincerarsi dietro il silenzio o le patinate pagine di pubblicità progresso.
Se continua a togliere legna dal camino, cosa brucerà il camino?
Cercasi precario PD

Dopo aver letto l’ennessima provocazione di Grillo ritengo che nella vita , possa esserci un limite a tutto. Il limite di un comico che sostanzialmente dice la verità ma nello stesso tempo è bravo a strumentallizzare tutti quelli che in lui credono e condividono le sue denunce. Allora io mi faccio una domanda. Cosa serve mettere in piedi le liste civiche cinque stelle? Cosa serve denunciare tutto quello che nel nostro paese non va, attraverso raccolta di firme petizioni ecc ecc.? Tanto vale che il buon Grillo dicesse alla sua pseudo gente: Iscriviametevi all’ PD o all’ Italia dei Valori. Sicuramente il comico in questione, farebbe sicuramente bella figura. Sono sparate che non si devono fare neanche provocariamente. Bisogna cominciare a distinguere quali sono le liste civiche serie. Mi spiego: Quelle liste che hanno contenuti programmi progetti sulle città, che noi tutti vorremmo. Ambiente, sociale, viabilità, progettualità sui giovani, ecc ecc. Politiche serie. Ftte da persone serie che fanno parte della società civile, e sicuramente non sono amici degli amici. Ecco cosa potrebbe essere il nuovo civismo. Un civismo dell’era moderna fatto di giovani o meno giovani. Fatto in prima persona. Mettendoci la faccia anche sbagliando. Senza che nessuno possa mettere quel bavaglio di censura, come sanno fare i partiti. Allora è giunto il tempo di attivarci tutti, e di portare il proprio contenuto senza che un domani ci si possa sentire spiazzati, ma in pace con la propria coscenza. La politica è una cosa seria. Non è un varietà come Grillo pensa: i suoi met-up sono solo strumentali. Anzi direi virtuali. Leggetene qualcuno. Per rendersi conto che viviamo al limite della follia. Per quanto riguarda il PD è un partito morto che non sa trovare la propria identità. Questi continui cambi al vertice di gente vecchia riciclata, opsoleta fanno accappaonare la pelle, e di questo ne beneficia solo il partito di plastica. Cioè il PDL. Ma ci rendiamo conto come siamo messi in Italia? Male. Male come in tante amministrazzioni governate da gente incapace non per meriti, ma per amicizie. Esiste una totale incompetenza nel governare la cosa pubblica. Aiuto!!!! Ecco perchè abbiamo deciso che fosse giunto il momento di dar vita a qualcosa di veramente importante sul civismo a Parma. Non certificazioni a 5 stelle , ma bensì ad un movimento nuovo, giovane, con idee, e ideologie. Libera Politica; Nato in contrapposizzione ai partiti. Quei partiti che non sono espressione della gente, ma sono solo per pochi intimi. Quelli che se hai una cosa giusta da dire, non te la passano per paura che, tu possa rubargli chissa che cosa. Forse prestigio,l potere, visibilità. . Non possono perdere tutto questo : si suiciderebbero . Tutto questo, non ci interessa interessa anzi: Superate le barriere destra sinistra. guardiamo con attenzzione alle persone, hai progetti, hai contenuti. Grillo tutto questo non lo fa. Allora concludendo, grillo ritorni a fare comico, i partiti ritornino tra la base, senza essere quei comitati d’affari illussionisti solo durante le campagne elettorali, mentre noi del civismo ci occupperemomo dei problemi della gente, anche perchè sappiamo che alla mattina ci alzeremo per andare a lavorare confrontandci con la realtà di sempre. I nostri problemi sono i vostri problemi. Meditate gente meditate.
Paolo lepoarti















