Caro diario 10
L’assessore all’ambiente del comune di Parma Cristina Sassi si fa viva per rispondere ad una puntata di sporco diario (Uau!).
Afferma su Polis Quotidiano il suo impegno verso l’aumento della raccolta differenziata, passata a Parma dal 31% del 2007 al 45% di oggi.
Chissà cosa intende fare per raggiungere il 65% previsto per legge entro il 2010 (è dietro l’angolo, non credete?).
Poi l’assessore ragguaglia orgogliosamente sul calo della produzione pro capite di rifiuti: 616 kg nel 2006, 570 kg nel 2008.
Chissà se la Sassi è informata che a livello nazionale, nel 2006, la produzione pro capite era di 550 kg?
Forse, se avesse letto il dato, non si vanterebbe di un risultato così al di sotto della media nazionale,
che nel 2007 ha raggiunto i 546 kg, ben al di sotto del valore di Parma e con un anno di anticipo.
Ma l’assessore insiste, dicendoci che è grazie alla raccolta differenziata spinta che migliorano le performance.
Allora ci chiediamo come mai nel centro storico di Parma si sporchi ancora la frazione secca con l’organico,
non essendo ancora attivata la raccolta differenziata dei rifiuti di cucina.
Come mai in tutto il comune di Parma non sia già attiva la raccolta differenziata spinta porta a porta.
Come mai ci siano ancora per le strade i cassonetti, primi responsabili di questo dato, assurdamente alto,
di produzione pro capite, segnale non di impegno verso la raccolta differenziata ma esattamente del contrario.
Nei cassonetti va a finire di tutto, anche i rifiuti delle aziende.
Ci venga a dire, finalmente, come sono composti i rifiuti urbani di Parma, cosa c’è dentro questa enorme massa di materiali
che ci viene a costare un occhio della testa, mentre potrebbe essere trasformata in nuova materia, creando addirittura bilanci in utile e nuovi posti di lavoro.
Ci dimostri davvero nei fatti che il comune di Parma vuole incrementare la raccolta differenziata per non sprecare nulla
e dare la possibilità ai cittadini virtuosi di risparmiare sulla bolletta, pagare per quello che effettivamente gettano come rifiuto
e premiare per il tempo e l’impegno che dedicano alla differenziazione.
Sta passando proprio ora il mezzo Enìa che scarica i cassonetti nella via: cosa trova dentro queste cloache?
Cassette in legno e plastica del fruttivendolo, inutilmente sprecate. Inerti e latte di vernice dell’impresa edile che sta ristrutturando qui di fianco,
bel risparmio per loro, bella spesa per noi cittadini (e aumento della produzione pro capite).
E un bel tuffo nell’otto volante delle emissioni, non ci saranno anche rifiuti pericolosi?
Dai suoni emessi mentre si rovesciano i cassonetti, bottiglie di vetro, buttate dentro da chissà chi. Tolti i cassonetti sarebbe impossibile.
E poi quella bella scia di olezzo maleodorante, da vomito.
E’ la frazione organica che imputridendosi forma gas e percolato già all’interno del compattatore,
decine e decine di Arbre Magic a zonzo per la città. Violetta di Parma.
Cristina Sassi afferma che “l’obiettivo dell’Amministrazione è considerare gli aumenti delle percentuali della raccolta differenziata come tappe di un cammino fatto insieme”.
Molte bene. Ci dica l’assessore a quale percentuale di differenziata l’amministrazione comunale intende arrivare, così scopriremo una volta per tutte le carte sul progettato inceneritore.
Parliamoci con le cifre, i dati, la matematica.
Ci dica la verità, Assessore.
Provi per una volta a rispondere nel merito senza trincerarsi dietro il silenzio o le patinate pagine di pubblicità progresso.
Se continua a togliere legna dal camino, cosa brucerà il camino?










