Caro diario 11
La quantità elevata di rifiuti urbani prodotta da Parma si giustifica col
> fatto che questi rifiuti sono costituiti non solo dagli scarti delle
> abitazioni, ma anche da rifiuti assimilati prodotti da attività del
> commercio (negozi, bar, alberghi, ecc.), dei servizi (uffici ecc.) e del
> settore artigianale di minore dimensione che sono sottoposti a
> tariffazione del servizio.
>
> Sono compresi anche rifiuti assimilabili derivanti da attività produttive
> che potrebbero essere stati conferiti impropriamente poiché sono, a tutti
> gli effetti, rifiuti speciali di origine industriale e quindi non
> assoggettabili a tariffazione.
>
> Si può comunque segnalare che la maggiore intercettazione di rifiuti
> urbani (ed in particolare dei rifiuti speciali assimilati e non
> assimilati) risulta particolarmente evidente nei contesti che sono
> caratterizzati dalla massiccia adozione di cassonetti di grandi
> dimensioni, a causa della maggiore difficoltà ad operare un controllo dei
> conferimenti.
>
> Con il passaggio ai cassonetti grandi non è più possibile sfruttare il
> controllo che, in presenza di contenitori di dimensioni ridotte prossimi a
> casa, viene tradizionalmente esercitato dalle utenze domestiche, portate a
> segnalare i problemi derivanti da eventuali usi impropri da parte di
> utenze produttive.
>
> Peraltro il gestore che effettua la raccolta è spesso spinto a posizionare
> contenitori in numero superiore a quanto sarebbe necessario, in modo da
> ridurre il rischio che, in presenza di ritardi nell’effettuazione degli
> ordinari giri di raccolta, vengano depositati rifiuti all’esterno dei
> cassonetti, con conseguenti problemi economici (maggiori costi di
> personale) e di decoro. Con l’incremento del numero dei contenitori viene
> ulteriormente favorito il conferimento dei rifiuti di origine non
> domestica. Si crea quindi un circolo vizioso poiché tra le utenze
> produttive, che pagano la tassa o la tariffa raccolta rifiuti solo per gli
> scarti non generati dal processo produttivo, alcune potendo usufruire di
> un grande cassonetto nei pressi dell’azienda tendono a servirsene anche
> per smaltire i propri rifiuti speciali non assimilati.
>
> Si crea quindi il rischio di veder aumentare la quota di rifiuto
> “indistinto” che necessita di smaltimento finale poiché i rifiuti speciali
> industriali ed artigianali, spesso monospecifici e dunque altrimenti
> facilmente recuperabili tramite circuiti di raccolta dedicati, una volta
> conferiti nel circuito di raccolta ordinario.
>
> Lo dice la Provincia e noi ci chiediamo.
>
> Cosa si è fatto per eliminare questa assurda situazione in cui i cittadini
> pagano per le aziende?
>
> Anche in salute?
>
> Come mai gli enormi cassonetti punteggiano ancora tutto il nostro
> territorio e continuano a raccogliere ogni tipo di rifiuto?
>
> Qualcuno aldilà della scrivania ci può dare una risposta?










