caro diario 9
Una degli argomenti più abusati dai sostenitori dell’inceneritore è quello napoletano.
Attenzione, signori, non vorrete finire come a Napoli?
Se vi volete salvare non c’è che l’inceneritore, prendere o lasciare.
Tema efficace perché le immagini della città sotto assedio riecheggiano ancora chiare nelle nostre menti,
quei cumuli fumiganti, quelle montagne maleodoranti di fianco alle scuole.
Poi arrivò il Nostro e in quattro e quattr’otto il “rudo” sembrò sparire come d’incanto.
Ieri sera ho finalmente visto “A biutiful cauntri”, film inchiesta-verità, di Esmeralda Calabria, Andrea D’Ambrosio e Peppe Ruggiero,
sulle reali condizioni di una regione come la Campania che è stata una delle terre verdi per eccellenza e ora è in rianimazione con prognosi riservata.
La Campania e l’ambiente.
Ecco dove è andato il rudo di Napoli: lo hanno spostato lontano dagli obiettivi delle telecamere e dalla folla dei turisti,
come spostare con una scopa il mucchietto raccolto in un’altra posizione della stessa stanza, dietro il tavolo.
La spazzatura di Napoli è ancora tutta là, a nord della metropoli.
Con un termine che sa di presa in giro, in Campania si sono inventati le eco-balle, in teoria materiale inerte pronto per essere “termovalorizzato”,
nella pratica monnezza sottovuoto impossibile da bruciare perché sarebbe l’Apocalisse.
Le eco balle sono sistemate in impressionanti muraglie in aree defilate e stanno lì sigillate sotto il sole.
Dentro non si sa cosa stia succedendo perché questa spazzatura è il peggio del peggio, una mistura secco umido pazzesca, un mix di percolati e metalli, plastiche e carta, organico e tessuti.
Non è Cdr (Combustibile derivato dai rifiuti) perché la norma prevede la separazione secco umido e la separazione tra materiale combustibile e non.
Nessuno le vuole le eco balle, perché sono balle ma non eco.
Sono balle ecologiche, bugie sull’ecologia, ecologia di bugie, mistificazioni all’italiana.
In cui non cade l’Europa che lo scorso dicembre ha condannato l’Italia per mancata attuazione della disciplina sui rifiuti.
In uno dei siti ci sono la bellezza di 2 milioni di eco balle.
Il 29 maggio un rogo come tanti nel territorio a nord di Napoli: perfino le immagini di Google Eart rilevano gli incendi.
A biutiful cauntri racconta il dramma di una popolazione assediata dalle discariche abusive, dalle fabbriche inquinanti e cancerogene,
racconta dell’abbandono della gente a se stessa, della fuga dei politici e delle maestranze.
Della morte delle greggi e delle bufale per la diossina che ormai permea l’aria.
E’ un terribile racconto reale di come un territorio sia dannato per sempre per colpa dell’ingordigia di pochi.
Per colpa anche delle industrie del Nord che smaltiscono le loro nefandezze in queste terre di camorra, complici del disastro.
Un film che lascia letteralmente senza parole.
Che anche i nostri amministratori dovrebbero vedere per affrontare con maggiore cautela il tema dei rifiuti e della loro soluzione,
per capire che una volta acceso l’impianto di incenerimento diventa incontrollabile su cosa entra e cosa ne esce.
Che i tassi di diossina presenti vicino agli impianti di incenerimento sono ormai cosa certa e preventivabile
e quella diossina entrerà nei nostri foraggi, nei nostri formaggi, nei nostri biscotti, nella nostra verdura.
Come diceva una napoletano verace, meditate, gente, meditate.










