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Metro addio; il Comune rinuncia

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Fonte Repubblica.it Prma

La metropolitana finisce nel cassetto. Addio opera centrale del mandato amministrazione. Dopo i rumors e le mezze ammissioni (”C’è crisi, mancano soldi…”) con una comunicazione inviata alla presidenza del consiglio dei ministri e al ministero dell’Economia (che sarebbe depositato aggli atti del Cipe) il sindaco si sarebbe detto, in sostanza, non più interessato alla realizzazione dell’infrastruttura. Un dietrofront non legato, tuttavia, dalla scarsità di risorse per andare avanti con il progetto ma da una precisa volontà dell’amministazione. A questo proposito, c’è chi dice che cantieri aperti in piena campagna elettorale, nel 2012, non avrebbero avuto un buon riscontro alle urne. Fatto è che il pre Cipe ieri aveva dato il via libera al progetto definitivo (vedi documento pubblicato) e inviato il tutto per l’approvazione al Cipe in programma oggi. Pronto a sua volta ad approvare le modifiche a suo tempo richieste e apportate in corso d’opera da MetroParma al tracciato. Non solo, il Cipe era pronto (e in particolare il ministero dell’Economia e quello delle Infrastrutture), da quel che si apprende, a scucire ulteriori 37,5 milioni di euro in moda coprire i costi aggiuntivi. Ma dal Comune sarebbe arrivato lo stop. “Non siamo più interessati”.

Una scappatoia (arrivata a puntino) tuttavia la offrirebbe un emendamento contenuto nel decreto anti crisi del governo approvato dalla Camera e in base al quale gli stanziamenti già erogati dallo Stato per la realizzazione di grandi opere pubbliche (per la metro circa 170 milioni di euro dalla Cassa depositi e prestiti), nel caso gli enti locali non siano più interessati a procedere, saranno ripartiti tra lo Stato e i Comuni coinvolti che li utilizzeranno per altri lavori. Magari meno impattanti sulla città e più redditizi in termini di consenso. In particolare il Comune (sogetto beneficiario) avrebbe comunicato l’intenzione di avvalersi di questa norma (collegata al decreto 9 bis 78/2009) che consente di riconvertire i mutui già erogati dalla Cassa Depositi e prestiti e riversarli su altre opere pubbliche rinunciando così al contempo a ulteriori stanziamenti per l’opera. Per cui il ministero dell’Economia avrebbe ritenuto di non dover procedere. A questo punto il ministero delle Infrastrutture avrebbe fatto mettere a verbale che gli stanziamenti comunque erano stati individuati.

Il “fifty fifty” tra piazza Garibaldi e il governo consentirà all’amministrazione di incassare i soldi necessari a pagare, innanzitutto, la penale all’ati aggiudicataria del progetto (Pizzarotti - CoopSette) a cui la giunta Vignali aveva appaltato i lavori dopo bando di gara. Un esborso pari al 10% del valore complessivo dell’infrastruttura che ammonta a circa 250 milioni di euro. Nel frattempo, però, in questi anni, MetroParma è andata avanti pagando progettisti, consulenze e quant’altro per complessivi dieci milioni di euro circa che, a questo punto, non sarebbero serviti a nulla. Il rischio, alla fine dei conti, è di ritrovarsi pure con un danno patrimoniale. Nella stessa riunione il Cipe ha invece dato il via libera alla metrotramvia di Bologna assegnando 56 milioni.

Il Comune, da parte sua, a differenza delle fonti appurate da Repubblica, sostiene e ribadisce che “non è stato inviato alcun documento di rinuncia, che l’amministrazione non ha detto no alla metropolitana e che l’esame di approvazione dell’infrastruttura da parte del Cipe è stato semplicemente rinviato”.

Scritto da Paolo Leporati

luglio 31st, 2009 at 5:51 pm

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