Padre Secondo Ballati, dopo nove anni, si appresta a lasciare la chiesa dell’Annunciata in Oltretorrente e la direzione della mensa di Padre Lino. Sarà presto trasferito a Piacenza dove ricoprirà l’incarico di guardiano del convento e del santuario di Santa Maria di Campagna. Il nuovo parroco dell’Annunciata sarà Adriano Della valle, 64 anni, ad oggi in servizio nella parrocchia Stella Maris di Milano Marittima. Gli avvicendamenti sono stati decisi a Bologna nel corso del capitolo provinciale dei Frati Minori che si tiene ogni tre anni per decidere gli spostamenti dei francescani. Il trasferimento dalla cattedrale dell’Oltretorrente di Padre Secondo Ballati, 52 anni originario del modenese, è previsto per i primi giorni di ottobre. Il religioso è col tempo diventato un punto di riferimento imprescindile per i bisognosi della città alla guida del convento e della mensa e per tutti i fedeli. Da tutti i parmigiani e dal movimento Libera Politica un caro saluto a Padre Secondo.
Continua il teatrino a distanza tra Villani e Zorandi sul tema caldo della sicurezza. i due si affrontano come in un macht a colpi di comunicati stampa in un botta e risposta sulle pagine dei quotidiani sul problema del fronte criminalità. La soaup opera rende i due personaggi protagonisti di una diattriba senza senso. Com’è possibile che la politica debba cadere così in basso? Esercito si, esercito no? Esercito forse? sara mai possibile che con tutti i problemi che ci sono, il ruspante Zorandi, debba cadere nelle provocazioni del cinghialone Villani? E pensare che i due erano alleati nelle provinciali 2009.” Alleati si fa per dire”. Il Caro Giuseppe Luigi è stato l’artefice della disfatta del povero Lavagetto. Mentre la Lega tirava il caretto, Il cordinatore del PDL se la rideva sotto i baffi. Allora ecco per incanto, spuntare l’esercito quello che col 40% in meno, sparava colpi di mortaio sullo SCHWARZENEGGER di Felino. Esercito di non votanti. Eserciti, solo sulla carta.Quali eserciti nella mente dei due antagonisti? L’esercito dei disaffezzionati ai partiti. A Parma, i militari non si sono mai visti. Sicuramente il pachetto sicurezza varato dal governo centrale in materia di città sicure prevede l’impiego dei militari e delle ronde nelle città affinchè i territori diventino più sicuri. L’esercito ha solo un compito di prevenzione,( proprio come le ronde), ma non quello di polizia giudiziaria. Allora Villani e Zorandi perchè non hanno proposto di far crescere le forze di polizia anche in materia di occupazzione per la tutela del territorio? L’aumento di polizia e carabinieri, e polizia locale fa si che si crei occupazzione, e nel frattempo era necessario investire più risorse per permettere maggiori servizi sul pattugliamento del territorio. Questo invece non è avvenuto. Si propone l’esercito. I militari servono per altri scopi. Il ministro dell’ interno lo dovrebbe sapere bene. Questo è un argomento che ha tenuto, e terrà banco ancora per un pezzo. Intanto il teatrino farsa tra PDL e Lega continua imperterrito. Perchè dietro le quinte ci penserà Corradi a ricucire uno strappo tra l’eretico Zorandi, e il sindaco ombra della città (Villani). Intanto i parmigiani afflitti da altri problemi, si sono stancati dei botta e risposta. I parmaigiani vogliono che si parli dei problemi reali e concreti; e quello dell’esercito sicuramente non lo è. Allora diciamo basta con queste manie di protagoniso che servono solo all’ apparire, a comparire nella Parma che conta. Il protagonismo non giova a nessuno, ma le idee le proposte su argomenti concreti e necessari posso aprire discussioni interessanti sul panorama politico istituzionale. Non possiamo nasconderci che va tutto bene. Anzi . Villani e Zorandi dovrebbero passare dalle parole ai fatti. Solo così riusciremo finalmente a dare risposte concrete a chi realmete vorrà parlare di politica intesa nel vero senso della parola.
Paolo leporati
Segretario cittadino libera politica movimento civico Parma
Perché così non va!! Sì non va! Una società che se ti poni scelte di vita responsabili, consapevoli, rivolte al futuro ti boicotta o ti emargina! Ti mette nelle condizioni o di desistere o di ammalarti. Scegli tu!!
L’arte, l’innovazione, la ricerca… le scelte etiche, coerenti tra l’essere e il fare, cose da dimenticare.
Usano i musei e i monumenti per il turismo… senza un briciolo di saperi e passione.
A schiaffi andrebbero presi, tutti i giorni!… questa banda di idioti al comando!
Non c’è più un sentire di vita, ma di denari… e per far cosa? Cosa sanno produrre? Luoghi cementificati. Economie obsolete tenute in piedi con soldi pubblici. Catene di smontaggio animale seriali. Disastri ambientali e mentali. L’uomo al servizio di un sistema necrofilo da lui stesso finanziato: lo chiamano debito pubblico!
Una società che sottomette tutto alla pressione economica manipolata. Stili di vita da rovina fisica e cerebrale. Bombardamenti pseudo informativi e propagandistici disgustosi. Dentro niente!! Spesso la menzogna. Basta vedere di cosa si nutre l’imbecillità del gossip!! I suoi personaggi… E quanti aspirano ad essere così!! Il tragico è che è tutto pagato da noi… con i nostri consumi.
Testimoni di una società decadente, allo sfacio. Politici, impiegati del sistema economico finanziario. Giornalisti divenuti copywriter pubblicitari.
Musulmani costretti a lavorare le carni di porco, a trasgredire il Ramadan per lavorare nei campi.
Papa Ratzinger, quando emetterai l’urlo di dolore per le stragi degli animali, per la devastazione ambientale, per le nefaste produzioni industriali, gli abusi di consumi contro la salute. Tutto da lì parte!! La coscienza di un popolo è nei consumi quotidiani. E il contesto cambia più rapidamente se uomini leader o carismatici hanno la forza di seminare e sostenere valori. Nuove frontiere. Far sentire la loro presenza come testimoni del tempo. Ma si sa, purtroppo, che i leader sono messi lì dal sistema perché nulla cambi se non ciò che è stato determinato.
Questa è una società che attenta alla vita individuale, all’equilibrio psicofisico. O fai quello che è previsto e inserito nel loro schema o sei morto! Una società vecchia imbolsita su consumi disastrosi. Amministratori che ancora non hanno capito niente della nuova civiltà digitale. La pensano come “informatica” ben che vada!! E noi dovremmo farci guidare da persone così? E’ da circa 40 anni che si sta costruendo il nuovo mondo del codice alfanumerico.
Possibile che la schizofrenia sia divenuta un valore da coltivare? Una persona non riesce ad essere quel che è! E’ costretta a coltivare la duplice personalità.
Ma come si può sentire uno che pratica il veganesimo ed è costretto, per esigenze economiche, a lavorare in un mangimificio o in un macello? O a prestare la propria opera ad economie di derivazione animale? Esiste anche un’altra realtà!
Chi governa ha il dovere di tutelare le differenze e consentire a quelle persone il loro l’esercizio, l’espressione delle proprie capacità! Lo recita anche la Costituzione!!… non solo madre natura.
Come può sentirsi un musulmano costretto a rinnegare il proprio credo religioso lavorando cosce di maiali?
Perché si pratica una educazione alimentare ipocrita, che non ostacoli e sia funzionale all’economia dei luoghi?
Perché si deve incentivare una nutrizione distruttiva, senza senso? Perché si devono riempire scaffali di prodotti “che nuociono alla salute” senza dirlo?
Perché si devono creare infelici che producono un danno enorme, piuttosto che sostenere le persone nelle loro potenzialità? Ridotte invece a vite senza futuro. E si generano sprechi di servizi assistenziali burocratici dove spesso ogni dignità è perduta. Forse è così che si vuole!
Si indebita un popolo, una nazione per gli scopi meschini di una élite di farabutti che ha come obiettivo solo il proprio tornaconto.
Si usa il debito pubblico per tutelare gli interessi di banche e dei capitali.
E’ un disastro umano… e non riesco a vederne via d’uscita! (19/08/2009)
L’”Elogio di Guareschi” scritto da un autorevole intellettuale come Claudio Magris per il Corriere della Sera (23 luglio) è un altro importante tassello del processo che, da alcuni anni e grazie soprattutto alle iniziative svolte per il recente centenario dalla nascita, sta risarcendo l’autore del “Mondo piccolo” dopo l’emarginazione e le discriminazioni a lungo subite ad opera dell’establishment intellettuale e politico. Magris, scrivendo che Giovannino Guareschi “è stato un vero scrittore popolare”, ricorda appunto come sia stato “messo in disparte da molta critica”: per “ragioni ideologiche” e “per una concezione falsamente sofisticata” della letteratura, per “un pregiudizio supponente nei confronti di ciò che appare facile e popolare”.
Queste parole non possono che far piacere a chi ama questo grande autore e a chi come il sottoscritto ha dedicato all’impegno politico guareschiano alcuni anni di studio e un paio di saggi (”Guareschi, l’eretico della risata” e il più recente “Non solo Don Camillo. L’intellettuale civile Giovannino Guareschi”, edito da L’Uomo Libero, www.luomolibero.it) che hanno l’unico, involontario merito di essere tra i purtroppo pochissimi su tale aspetto. L’attenuazione dell’ostracismo verso questo scrittore tanto amato dai lettori e dal pubblico, infatti, non ha ancora lasciato spazio ad un’adeguata attività critica e filologica. (continua…)
Si lavora solo per le spese fisse. spesso le famigli sono sempre più indebitate e raggingere la fatidica terza settimana ormai è un problema sociale. Non è possibile avere spese così elevate, mentre gli stipendi sono sempre l’anello debole della società. Ormai i salri sono fermi da oltre quindici anni e hanno sempre meno valore. Sappiamo bene di ripetere cose che ormai sono scontate, ma ricordarle spesso fa bene, Non dobbiamo abbassare la guardia su un problema che è grave. Quando qualcuno dice che siamo fuori dalla crisi sono balle mediatche. Per tastare il polso invece bisogna veramenteche qualchuno vada all’ interno di una famiglia per capire da vicino, come reagisce il termometro economico-finanziario del nucleo. In due mesi tra bollette telefoniche bollette riguardanti l’energia eletrrica e le forniture del gas, le bollette dei rifiuti. l’affitto. l’eventuale rata dell’ auto, l’acquisto dei libri di testo ecc ecc, il contribuente deve fare i conti con uscite pari al 100% dellle entrate. Allora noi ci chiediamo, come sia possibile vestirsi, mangiare, fare le ferie, eccecc, per far ripartire quei consumi necessari per far ripartire l’economia. Possiamo dunque permetterci il lusso in quattro di andare a mangiare una pizza in quattro, costo almeno 60 euro di fronte ad una rata dei rifiuti di almeno 100 euro. Così non va. Nel modo dei tastassati le spese fisse si aggirano intorno lla 75% del reddito annuo che un lavoratore dipendente percepisce. Il resto? Si spera di metterlo da parte per inconvenienti improvvisi, che spesso sono dietro l’amgolo. Le risposte dal mondo politico non arrivano. Non sono chiare, e nemmeno soddisfacenti. Così purtroppo siamo arrivati ad un punto di esasperazione. Quasi di rassegnazzione. Impotenti di non riuscire a reagire, senza fare nulla. Allora la politica i sindacati le assocciazzioni dei consumatori, le istituzioni, che fine hanno fatto? Quali sono le risposte che dovrebbero arrivare da parte di questi soggetti? Siamo veramente equiparrati al resto dei nostri concittadini europei? Noi possiamo affermare con fermezza di no. Abbiamo il dovere di ribellarci. Dobbiamo tutti insieme in qualche modo di cercare con tutte le nostre forze di far capire che così, non arriveremo fuori da un tunnel che dura ormai dal lontano 2001. Solo ne usciremmo cercando di cambiare il modo di fare politica cercandole quelle soluzioni ai problemi che siamo costretti a subire quotidianamente. Abbiamo il dovere di i nostri posti di lavoro le nostre famiglie. Non dobbiamo sempre subire: Allora diamoci da fare tutti insieme anziani, e giovani, donne e uomini contro un sistema che per ora, difficilmente potrà cambiare.
Busta paga gonfia di tasse e contributi. E’ il cuneo fiscale il grande responsabile. Scambio di accuse Governo/opposizione.
E’ allarme. L’opposizione accusa: «il Governo è immobile». ll portavoce di Silvio Berlusconi Capezzone replica: «Fu Prodi ad aumentare le aliquote». il Presidente del Codacons Carlo Rienzi: «Sugli stipendi italiani pesa il caro vita».
ROMA – Rapporto Ocse: retribuzione di 21.374 dollari, l’Italia è al 23esimo posto sui 30 in graduatoria. I lavoratori guadagnano in media il 17% in meno in rapporto all’Europa, e va meglio anche in Grecia e Spagna. Rispetto alla Gran Bretagna addirittura il 44% in meno. Il cuneo fiscale è il principale responsabile.
Cesare Damiano Responsabile Lavoro PD
Il dato certo, ai voglia di accusarsi a vicenda, è che siamo ventitreesimi su 30, per quanto riguarda il salario netto, invece siamo sesti in graduatoria per il peso delle tasse e dei contributi. Questo è l’impietoso rapporto dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), che analizzando la tassazione degli stipendi, fa emergere un quadro preoccupante del livello dei salari e degli stipendi in Italia.
Con un salario netto di 21.347 dollari, guadagniamo meno oltre che degli Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania e Francia, anche della Spagna e addirittura della Grecia. Secondo lo studio, a parità di potere di acquisto, e tenendo conto dello stipendio netto annuale di un lavoratore, gli italiani guadagnano il 17% in meno della media Ocse.
Daniele Capezzone Portavoce Berlusconi
In Italia, i salari e gli stipendi subiscono una penalizzazione, raffrontandoli con l’Ue a 15 (27.793 di media) e con l’Ue a 19 (24.552). Facendo i conti, in un anno, un italiano guadagna mediamente il 44% in meno di un inglese, il 32% in meno di un irlandese, il 28% di un tedesco e il 18% di un francese.
Nel nostro Paese salari e stipendi medi non arriva a 16.000 euro l’anno, poco più di 1.300 euro al mese. Sulle nostre buste paga pesa anche il cuneo fiscale, (che è lo strumento che calcola la differenza tra quanto pagato dal datore di lavoro e quanto effettivamente finisce in tasca al lavoratore). Quindi tra una persona dal salario medio, senza carichi famigliari, e un’altra sposata e con due figli il peso di tasse e contributi oscilla dal il 46,5% al 36%: in questa speciale classifica l’Italia balza purtroppo dal ventitreesimo al sesto posto.
I dati Ocse, sono veramente scioccanti, un campanello d’allarme, eppure l’opinione pubblica fa passare sotto tono queste anomalie e rincorre invece le notizie che si occupano della bella Noemi Letizia e del suo “papi”Silvio Berlusconi.
Carlo Rienzi Codacons
Il Codacons interviene con Carlo Rienzi:«i dati dell’Ocse impongono una detassazione dei salari. Non solo L’Italia non solo è tra gli ultimi paesi per i bassi salari percepiti dai lavoratori ma risulta in pessima posizione anche per quanto riguarda il potere d’acquisto dei cittadini, considerando infatti salari e livello di prezzi e tariffe il nostro paese ne esce davvero male. La riprova arriva dai dati sui consumi da tempo al palo. Per consentire all’Italia di ritornare competitiva rispetto al resto d’Europa serve una reale detassazione degli stipendi e una riduzione generalizzata dei listini al dettaglio».
Gianfranco Rotondi Ministro Attuazione programma
Se il Ministro dell’Attuazione del Programma Gianfranco Rotondi sostiene che – «i dati Ocse sono da tenere in considerazione, ma non va dimenticato il grosso sforzo che il Governo ha fatto finora sul fronte dell’economia rilanciando il sistema – Paese»; e Daniele Capezzone rincara – «La sinistra che commenta i dati Ocse sui salari è stranamente smemorata. Furono Prodi e Visco, con la loro sbagliatissima prima finanziaria, ad aumentare le tasse a tutti, alzando le aliquote fiscali anche alle fasce più deboli» -; l’ex ministro Cesare Damiano del PD rilancia – «i dati dimostrano quanto sarebbe necessario un intervento del governo, con risorse fresche e aggiuntive per potenziare il potere d’acquisto delle retribuzione e delle pensioni», e ancora «il governo Prodi aveva provveduto a diminuire in modo significativo il cuneo fiscale e che invece bisognava proseguire su questa strada» -; Paolo Ferrero (Prc) parla di «dati scioccanti» e di «politica anti-operaia» dell’esecutivo.
Lo scambio di accuse tra la sinistra e il Governo Berlusconi, rappresenta il solito gioco del rimpiattino ma non possono cancellare un fatto: in tasca agli operai e agli impiegati italiani, vanno meno soldi di tutti gli altri colleghi, siano essi dell’Europa così detta forte (quella dei 15), sia dell’Europa dei 19, per guardare in casa nostra, se poi teniamo conto dei paesi più industrializzati, allora ci dovremmo solo vergognare.
Il segretario cittadino
Paolo Leporati Libera politica movimento civico Parma
Il “pacchetto sicurezza” mette in seriamente in pericolo la libertà d’ognuno di noi. Nel pacchetto sicurezza vi è una norma che colpisce esplicitamente la libertà d’espressione in rete. L’emendamento del Sen. Giacomo D’Alia dell’UDC è stato pensato per imbavagliare quanti usano internet per costruire momenti di comunicazione critica e non omologata
La norma è inutile e dannosa. Inutile perché viene introdotta in nome della lotta contro i reati di istigazione a delinquere via internet quando esistono già numerose misure giuridiche atte a perseguire eventuali abusi e reati commessi tramite internet.
La norma è pericolosa perché prevede di perseguire chi “invita a disobbedire alle leggi”, una formulazione così vaga da consentire di colpire qualunque espressione critica, qualunque informazione che possa “disturbare il manovratore”, qualunque linguaggio non in sintonia con quello del potere dominante e del pensiero unico.
E’ necessario avviare subito una campagna di sensibilizzazione, dentro e fuori il web, che metta in guardia contro i seri pericoli di incursione dell’esecutivo nei confronti della libertà di espressione in internet. Giornali on line, siti di comunicazione orizzontale, blog, tutti saranno tenuti sotto stretta sorveglianza e minacciati. Si vuole demandare il controllo e il filtraggio preventivo ai fornitori di connessione con il pericolo che, a fronte di “rischio eventuale” vengano sospesi interi siti e link, il tutto a discrezione del Ministero dell’Interno e non della magistratura.
Il provvedimento mira a colpire la libertà di espressione e introduce una vera e propria “censura preventiva”. Esso si inquadra perfettamente nella filosofia del “pacchetto sicurezza” che limita fortemente la libertà di stampa (vedi la vicenda delle ‘intercettazioni’), introduce zone grigie nella separazione dei poteri dello Stato come nel caso delle “ronde”. E’ facile immaginare “ronde telematiche” dove presunti “vigilantes” denunceranno il pericolo di “reati possibili” chiedendo al governo di oscurare interi siti.
Serve una larga mobilitazione, dentro la rete e nella società, per far conoscere e respingere questo ennesimo attacco alla libertà di espressione e informazione. Serve una mobilitazione che chieda l’immediato ritiro della norma (ex emendamento D’Alia) che consente la censura preventiva in internet. Promuovi la campagna e divulga le necessarie informazioni di questo articolo
Non sono in molti a saperlo. Ma è addirittura già dal 2002 (con circolare del 19 settembre 2002 - prot. N. 3636-MOT2/C) che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti autorizza l’installazione di impianto gpl sui motoveicoli.
Un risultato al quale si è arrivati dopo una sperimentazione durata oltre un anno e portata avanti con tenacia, attraverso un iter tecnico e burocratico di circa quattro anni.
Molti, non ne hanno nemmeno idea.
E va da se, pertanto, che dalle nostre parti scooter alimentati a gpl si contino quasi sulle dita di una mano.
Peccato. Con una spesa minima, una trasformazione rapida ed una sicurezza garantita, possiamo trasformare il nostro scooter in un mezzo economicissimo ma soprattutto “pulitissimo”, che può circolare anche in caso di limitazioni al traffico per smog. A tal proposito è imbarazzante che nella maggioranza delle ordinanze sindacali sul “blocco” dei veicoli inquinanti, si fa riferimento soltanto alla esclusione per gli “autoveicoli” alimentati a gpl. E allora i 2 ruote? Vabbè, tipico controsenso tutti Italiano.
Fantascienza? Macchè! Se solo talune informazioni circolassero meglio e nei canali giusti, ne trarremmo tutti meravigliosi benefici.
Avete mai fatto caso a quanti 2 ruote circolano nella sola area partenopea? Avete un’idea di quanto consumino ed inquinino tutti insieme? A volte basta poco a migliorare la nostra qualità di vita. Con un minimo impegno e con il giusto approccio culturale le cose possono cambiare. Spesso in meglio.
Dunque, il GPL sugli scooter è già una realtà da anni, come dicevo, costa meno della metà della benzina verde (attualmente circa 0,63 euro/lt) ed inquina pochissimo.
La trasformazione a GPL in tutta regolarità, riguarda gli scooter, i tricicli e i quadricicli. Questa possibilità per ora non è estesa ad altre categorie di motoveicoli in quanto una delle condizioni poste dalla circolare è che i motoveicoli oggetto della trasformazione siano dotati di elementi di carrozzeria che delimitano vani interni e protetti per l’alloggiamento del serbatoio. Per fare un esempio pratico, negli scooter il serbatoio di GPL viene alloggiato nel vano porta casco, generalmente posto nel sottosella.
I motori possono essere sia a due che quattro tempi, con potenza massima - con il sistema di propulsione originario - non superiore a 15 Kw. Vale a dire quindi, per le cilindrate fino a circa 200/250 cc. Per quelli più potenti è sempre consigliabile informarsi prima presso un installatore autorizzato.
I kit e le operazioni di installazione devono rispondere alle caratteristiche previste dal Regolamento Europeo 67/01, particolarmente esigente in fatto di sicurezza.
Le officine autorizzate ad effettuare la trasformazione sono le stesse già accreditate per l’installazione degli impianti GPL sugli autoveicoli presso gli Uffici periferici del Dipartimento dei trasporti terrestri.
I motoveicoli che montano il kit, così come previsto per le autovetture, devono effettuare il regolare collaudo. La trasformazione viene poi annotata sul libretto di circolazione. Dall’esterno, quindi, non si noterà alcuna modifica. E si potrà circolare anche quando vi sono limitazioni di circolazione per smog.
Il kit prodotto, praticamente invisibile una volta montato, replica in piccolo tutti i componenti di un sistema simile a quello utilizzato per le autovetture.
Può essere installato agevolmente a bordo di un normalissimo scooter, posto in parallelo a quello a benzina o miscela, ed è composto da elementi tradizionali quali: un riduttore di pressione a due stadi con sicurezza incorporata, un miscelatore aria/gas, un serbatoio ad elevata autonomia dotato di valvola di carica standard, un limitatore di riempimento manuale ed una valvola di sovrappressione.
La commutazione gas/benzina e viceversa può avvenire manualmente o elettronicamente, anche in marcia. <!–[if !vml]–><!–[endif]–>
La bombola ha capienza di 6,5 litri, ma per legge la sua capacità è sfruttabile all’ottanta per cento, quindi si può contare su un volume di 5.2 litri. Per cui è facile immaginare i costi di esercizio e l’autonomia, specie se consideriamo che molti maxiscooter moderni già fanno più di 20 km/lt.
C’è poi un evaporatore (dove il GPL passa dallo stato liquido o gassoso) ed un diffusore applicato al carburatore. L’evaporatore è la parte che ha richiesto più studi perché, attraversandolo, il gas passa dalla pressione di stoccaggio nel serbatoio (una decina di bar) a quella ambiente ed il processo che asporta calore può provocare il congelamento del gas stesso.
Sui motorini (50 cc) comunque, questo problema non sussiste perché il consumo di gas è così basso che la sua evaporazione naturale è sufficiente a garantire la quantità di combustibile necessario. Nei motocicli di potenza più alta, fino a 12-15 cavalli, è stato invece sviluppato un sistema specifico già brevettato.
Il sistema GPL garantisce basse emissioni, aumento dell’autonomia e mantenimento delle prestazioni a benzina o miscela.
Oltre al risparmio notevolissimo, il gpl fa automaticamente rientrare nei limiti antinquinamento anche gli scooter non catalizzati altrimenti destinati,prima o poi, ad una non voluta demolizione.
L’impatto ambientale di un’ alimentazione a GPL è minore grazie alla mancanza di Benzene (assente o quasi), di MTBE (antidetonante presente, invece, nella benzina verde), di aldeidi e composti aromatici.
Si verificano minori emissioni di HC e di CO, ma superiori emissioni di Nox, sia pur ben al di sotto della soglia massima.
Il kit costa circa 350/400 euro,ingombra e pesa poco; l’unica condizione necessaria per l’installazione dell’impianto è quella di trovare lo spazio per la bombola, che quasi sempre, come già detto, va ad occupare il vano portacasco sotto la sella.
Sul versante delle prestazioni, il motore ha un rendimento leggermente inferiore rispetto all’alimentazione a benzina, di circa il 5/7% ed assolutamente impercettibile nella guida.
Anche la sicurezza è elevata: durante i numerosi test effettuati con i crash test (incidenti simulati) in caso di impatto un serbatoio di gpl è addirittura più sicuro di un serbatoio di benzina.
Durante il periodo di sperimentazione non sono state registrate particolari anomalie o malfunzionamenti: è stata controllata l’usura dei pistoni e dei cilindri sui motori a 2 tempi, il consumo di olio nei 4 tempi (indice di malfunzionamento dei motori), ma vi sono state “usure” paragonabili a quelle che si verificano utilizzando un normale motore a benzina.
Degna di nota la notizia che in alcune regioni Italiane, come in Emilia Romagna già dal 2005, siano stati dati in dotazione alla Polizia Municipale alcuni scooter alimentati a gpl (e metano).
Tuttavia non bisogna dimenticare che se non saranno aumentati i punti di rifornimento in città, anche con stazioni carrellabili su “skid”, in modo da non costringere gli utenti a percorrere molti chilometri prima di trovare un distributore GPL, nessuna proposta in tal senso potrà essere accolta in pieno
Paolo leporati
segretario cittadino Libera politica movimento civico parma
E’ possibile che la chiave per l’energia «pulita» si possa trovare nelle fogne? Questa è l’idea che s’è avuta a Oslo dove le autorità cittadine intendono introdurre autobus che utilizzeranno biocarburante estratto dagli scarichi fognari. Dal 2010 i nuovi bus saranno in servizio sulle strade della capitale norvegese.
«E’ una situazione con un doppio vantaggio: è neutrale per le emissioni di CO2, difficilmente inquina l’ambiente, è meno rumorosa e rinnovabile all’infinito», afferma Ole Jakob Johansen, uno degli incaricati del progetto dell’amministrazione cittadina di Oslo. Il biocarburante, che è metano generato dalla fermentazione del fango fognario, arriverà dal centro di trattamento di Bekkelaget che tratta le acque reflue di 250mila cittadini della capitale.
Stoccoloma dispone già di 70 bus che utilizzano il biometano, che presto alimenterà da 350 a 400 bus a Oslo. Foto: Lisa MacKinnon
«Andando in bagno, una persona produce l’equivalente di otto litri (2,1 galloni) di diesel ogni anno. Ciò non può sembrare molto, ma moltiplicato per 250mila persone, è sufficiente per rifornire 80 bus per 100mila km (62mila miglia) ciascuno», dice Johnesen.
Comparato al gasolio, il biometano è un gigantesco passo in avanti. Oltre ad essere neutrale per le emissioni di CO2, la sua combustione produce il 78% in meno di ossidi d’azoto e il 98% meno particolato, sostanze che producono malattie respiratorie, oltre ad una rumorosità ridotta del 92%.
Anche il costo è vantaggioso, dice Johansen. Tutto compreso, il costo di produzione del biometano rispetto ad un litro di gasolio è di 0,72 Euro, mentre il gasolio costa in Norvegia più di 1 Euro al litro.
«Il carburante è meno caro ma il costo dei nuovi bus e la loro manutenzione è più elevato. Complessivamente si può parlare di un aggravio di costi del 15%», afferma Anne-Merete Andersen di Ruter, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico a Oslo.
Contrariamente alla prima generazione del bioetanolo, ottenuto da granaglie e piante, il biometano ha l’ulteriore vantaggio di non intaccare le risorse alimentari, né richiede l’utilizzo di fertilizzanti e di preziosa acqua.
«Abbiamo atteso per lungo tempo quest’iniziativa. E’ estremamente positiva per il clima e per la qualità di vita urbana», sottolinea Olaf Brastad dell’organizzazione ambientalista Bellona. «Non vedo alcuna implicazione negativa. Al contrario, è un ottimo modo per utilizzare energie rinnovabili che sono state sempre a disposizione, ma che attendevano solo di essere sfruttate».
L’iniziativa, se verrà estesa al secondo impianto di trattamento e integrata dal biometano ottenuto dagli scarti del cibo, potrebbe fornire sufficiente carburante per 350 e fino a 400 autobus di Oslo.
«Se tutta la flotta potesse essere convertita a biometano, si potrebbero ridurre le emissioni di CO2 di circa 30mila tonnellate all’anno», secondo Ruter. Il biometano è stato introdotto in diverse città, compresa la città francese di Lille e a Stoccoloma in Svezia, dove 70 di questi bus sono già in servizio. «Ci sono stati inizialmente alcuni problemi ma ora questi sono stati risolti e constatiamo che tale biocarburante ottiene ottimi risultati», afferma Sara Anderson, specialista in biocarburanti del sistema di trasporto pubblico di Stoccolma.
E per coloro che rimangono scettici, Johansen sottolinea che «non c’è alcun cattivo odore».
Con l’introduzione degli incentivi per la rottammazzione e per l’acquisto di auto nuove vede il mercato in netta ripresa. ormai le soluzioni adottate dalle case automobilistiche sul tema ambiantale è molto sentito per la salvaguardia dell’ amiente e del pianeta. Grazie alle nuove tecnologie sul mercato, e gli ecoincentivi statali si vedono sempre più sul mercato prodotti capaci di basse emissioni di co2 per km. Molti consumatori attenti al portafoglio scelgono di viaggiare su autovetture con doppia alimentazione metano o gpl, in alternativa alla benzina che ha raggiunto (nonostante il greggio si attesti attorno ai 75 dollari al barile) prezzi esorbitanti. Su questo, ne beneficia direttamente l’ambiente, e i veicoli con questo tipo di carburante sono cresciuti nel nostro paese, oltre al milione. Il probema, però rimane legato alla sicurezza del veicolo. Infatti i crash test sono testati su autovetture non ancora trasformate. Il peso delle bombole, i tubi che alimentano il motore in fase di spinta, le valvole di sicurezza, e l’alloggio delle bombole, rendono questi tipi di veicoli poco sicuri, infatti, nessun crash test viene effettuato dopo l’omologazione. Non bastano le cinque o le quattro stelle per rendere un veicolo sicuro dopo le simulazioni d’urto. Il veicolo con l’aggiunta di componeti estranei, non è del tutto sicuro. ecco allora la necessità di una legge che imponga ai costruttori ti adottare tutte quelle misure di sicurezza necessaria affinchè il consumatore finale benefici di quelle garanzie in caso di urti violenti. Questo tutt’ora non succede. Sicuramente viaggiare a metano o a gpl è salutare per l’ambiente, ma servono regole chiare in modo che chi sceglie tutto questo la faccia in totale serenità e tranquillita. Regole che devono essere scritte in una legge chiara che non lasci dubbi d’interpretazione.
Nonostante il pachetto sicurezza varato dal governo in materia di sicurezza nelle nostre città il problema criminalità è da bollino rosso . Dopo questo pacchetto siamo veramente sicuri? Le cronache dei giornali dicono il contrario. Ci sono troppi balordi e nulla facenti. Queste persone inutili alla nostra società civile possono delinquere a qualsiasi ora del giorno, e in certi quartieri (vedi via Palermo la stazione ferroviaria , l’oltretorrente il quartiere Pablo, e i parchi cittadini) possono essere padroni indisturbati del territorio. Le nostre donne vittime deboli di individui senza scrupoli vengono rapinate per pochi euro, e deturpate di in diritto essenziale la propria libertà . Libertà di muoversi all’interno delle nostre città. I nostri anziani spesso vittime deboli di un sistema truffaldino senza precedenti diveta il reato di una catena debole molto antipatica. Potremmo farvi innumerevoli esempi. La domanda che ci porgiamo è la seguente. Dopo il varo del pachetto i nostri sindaci sono davvero pieni di potere? Il decreto, che introduce un tema caldo come quello delle ronde è così efficace? Il cittadino che ha ancora nel suo dna il senso civico e il rispetto delle regole, deniuncia già, i fatti criminosi alle forze dell’ ordine. Il probema secondo noi è politico. Ormai siamo arrivati al punto che la politica si carichi sulle spalle il problema che degenera giorno dopo giorno. Le città, e Parma , non fa eccezzione non è più l’isola felice di un tempo e tutti insieme dobbiamo fare uno sforzo e combattere col pugno di ferro, tutti quei soggetti italiani e non, che sono nulla facenti arroganti e delinquenti. Ci vuole una restrizione per questi individui affinchè non siano parassitari di una società, che non li riconosce pìù. Loro non accettano l’ integrazione tutto gli è dovuto. In Italia, ma anche a Parma esistono i diritti, che senza essere accompagnati dai doveri, privano l’individuo della suo dignità. Per questi sbandati esistono diritti diritti e solo diritti. Neanche un dovere. Abbiamo tradizioni culturali troppo diverse. Si sentono i padroni in casa nostra. Negli atteggiamenti, nel comportamento nel loro spavaldo modo di fare. Allora libera politica dice basta. Lancia un apello alle istituzioni affinchè si possa fare di pìù , e in modo molto rigido, facendo capire ai falsi buonisti, che queste persone devono essere cancellate dalle nostre città. Dobbiamo riapproppriarci dei nostri territori, dei nostri spazi, e delle nostre tradizioni. Solo così le nostre donne, i nostri anziani, i nostri bambini potranno essere liberi e non ostaggi della propria terra.