autobus alimentato con biometano prodotto da liquidi fognari
E’ possibile che la chiave per l’energia «pulita» si possa trovare nelle fogne? Questa è l’idea che s’è avuta a Oslo dove le autorità cittadine intendono introdurre autobus che utilizzeranno biocarburante estratto dagli scarichi fognari. Dal 2010 i nuovi bus saranno in servizio sulle strade della capitale norvegese.
«E’ una situazione con un doppio vantaggio: è neutrale per le emissioni di CO2, difficilmente inquina l’ambiente, è meno rumorosa e rinnovabile all’infinito», afferma Ole Jakob Johansen, uno degli incaricati del progetto dell’amministrazione cittadina di Oslo. Il biocarburante, che è metano generato dalla fermentazione del fango fognario, arriverà dal centro di trattamento di Bekkelaget che tratta le acque reflue di 250mila cittadini della capitale.

Stoccoloma dispone già di 70 bus che utilizzano il biometano, che presto alimenterà da 350 a 400 bus a Oslo. Foto: Lisa MacKinnon
«Andando in bagno, una persona produce l’equivalente di otto litri (2,1 galloni) di diesel ogni anno. Ciò non può sembrare molto, ma moltiplicato per 250mila persone, è sufficiente per rifornire 80 bus per 100mila km (62mila miglia) ciascuno», dice Johnesen.
Comparato al gasolio, il biometano è un gigantesco passo in avanti. Oltre ad essere neutrale per le emissioni di CO2, la sua combustione produce il 78% in meno di ossidi d’azoto e il 98% meno particolato, sostanze che producono malattie respiratorie, oltre ad una rumorosità ridotta del 92%.
Anche il costo è vantaggioso, dice Johansen. Tutto compreso, il costo di produzione del biometano rispetto ad un litro di gasolio è di 0,72 Euro, mentre il gasolio costa in Norvegia più di 1 Euro al litro.
«Il carburante è meno caro ma il costo dei nuovi bus e la loro manutenzione è più elevato. Complessivamente si può parlare di un aggravio di costi del 15%», afferma Anne-Merete Andersen di Ruter, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico a Oslo.
Contrariamente alla prima generazione del bioetanolo, ottenuto da granaglie e piante, il biometano ha l’ulteriore vantaggio di non intaccare le risorse alimentari, né richiede l’utilizzo di fertilizzanti e di preziosa acqua.
«Abbiamo atteso per lungo tempo quest’iniziativa. E’ estremamente positiva per il clima e per la qualità di vita urbana», sottolinea Olaf Brastad dell’organizzazione ambientalista Bellona. «Non vedo alcuna implicazione negativa. Al contrario, è un ottimo modo per utilizzare energie rinnovabili che sono state sempre a disposizione, ma che attendevano solo di essere sfruttate».
L’iniziativa, se verrà estesa al secondo impianto di trattamento e integrata dal biometano ottenuto dagli scarti del cibo, potrebbe fornire sufficiente carburante per 350 e fino a 400 autobus di Oslo.
«Se tutta la flotta potesse essere convertita a biometano, si potrebbero ridurre le emissioni di CO2 di circa 30mila tonnellate all’anno», secondo Ruter. Il biometano è stato introdotto in diverse città, compresa la città francese di Lille e a Stoccoloma in Svezia, dove 70 di questi bus sono già in servizio. «Ci sono stati inizialmente alcuni problemi ma ora questi sono stati risolti e constatiamo che tale biocarburante ottiene ottimi risultati», afferma Sara Anderson, specialista in biocarburanti del sistema di trasporto pubblico di Stoccolma.
E per coloro che rimangono scettici, Johansen sottolinea che «non c’è alcun cattivo odore».
Fonte
(Agenzia France-Presse)










