Dialetti o inni? La lega abbagliata dal sole
Nel caldo torrido dell’estaste 2009, tra anticiloni delle azzorre afa e umidità, il tormentone dell’ estate arriva da Pontida con Bossi e Calderloli. Il primo tra l’isegnamento dei dialetti come materia didattica, il secondo preso tra un enigma misterioso Inno di Mamaeli o Va pensiero? evidentemente il caldo torrido proveniete dall’ Africa deve aver operato sulla psiche di questi due signori, che rappresentano la massima istituzione del paese, senza redersi conto, che i problemi sono altri. Tagli alla scuola e alle università probemi sociali, disagio giovanile, problemi seri legati al mondo del lavoro ecc ecc. Noi ci preocupperammo principalmente di questi. Evidentemente i due signori un po appannati dalle temperature tropicli, si preoccupano solo di dialetti e di inni. Facciamo un passo indietro. Sicuramente il recupero delle tradizioni della nostra cultura, è un valore aggiunto. Un valore spesso dimenticato e trascurato, in una società, che negli ultimi anni ha visto una trasformazione radicale e multirazziale. Tradizioni perse, che nemmeno i giovani vogliono riscoprire. Il mondo cambia alla velocità della luce, e purtroppo dico purtroppo, siamo ancora una volta il fanalino di coda nell’insegnamento di quelle materie didattiche, come l’inglese e l’informatica. Il mondo evolve la scuola no. Pensate un po, fino a sessanttanni fa i dialetti si parlavano come lingua principale nelle varie regioni, ed era molto difficile comunicare con il resto del paese. Un trentino non aveva dialogo con un palermitano, a meno che ci fosse un interprete. Ora negli anni duemila un italiano non comunica con un senegalese un cinese un francese ecc ecc. Lo strumento unico rimane sempre la lingua inglese. Libera politica pensa che queste siano le soluzioni disponibili affinchè la comunicazione possano essere alla portata di tutti. L’insegnamento dei dialetti come materia didattica nelle scuole, non puo essere una soluzione vincente Spesso molte persone, non conoscono nemmeno la linga italina, figuriamoci i dialetti. Pensiamo che i problemi , come dicevamo prima, siano altri. Se proprio si vuol recuperare quelle tradizioni, è dovere delle amministrazzioni attivarsi come modo di socialità attraverso le circoscrizioni mettendo a disposizione corsi gratuti, da tenersi alla sera, proprio come diversivo dalla solità rutine che la vita ci offre quotidianamente. le commeddie dialettali possono essere uno strumento e una risorsa utile ed importante . Questo pensate è il tormentone della stagione estiva 2009. Per l’inno, la tradizione vede Mameli in vantaggio su Verdi. Orami, l’orecchio è abituato a Fratelli d’Italia. Perchè Cambiare? La Lega, forza di governo si occupi dei problemi seri. Il popolo leghista si svegli prima al mattino, e non beva tutto quello, che gli viene propinato da chi, sale sul palco e spara cazzate, che fanno solo rabbrividire la pelle. Gli appluausi conserviamoli per le cose importanti.
Paolo Leporati
Segretariio cittadino Libera Politica movimento civico Parma










