L’”Elogio di Guareschi” scritto da un autorevole intellettuale come Claudio Magris per il Corriere della Sera (23 luglio) è un altro importante tassello del processo che, da alcuni anni e grazie soprattutto alle iniziative svolte per il recente centenario dalla nascita, sta risarcendo l’autore del “Mondo piccolo” dopo l’emarginazione e le discriminazioni a lungo subite ad opera dell’establishment intellettuale e politico. Magris, scrivendo che Giovannino Guareschi “è stato un vero scrittore popolare”, ricorda appunto come sia stato “messo in disparte da molta critica”: per “ragioni ideologiche” e “per una concezione falsamente sofisticata” della letteratura, per “un pregiudizio supponente nei confronti di ciò che appare facile e popolare”.
Queste parole non possono che far piacere a chi ama questo grande autore e a chi come il sottoscritto ha dedicato all’impegno politico guareschiano alcuni anni di studio e un paio di saggi (”Guareschi, l’eretico della risata” e il più recente “Non solo Don Camillo. L’intellettuale civile Giovannino Guareschi”, edito da L’Uomo Libero, www.luomolibero.it) che hanno l’unico, involontario merito di essere tra i purtroppo pochissimi su tale aspetto. L’attenuazione dell’ostracismo verso questo scrittore tanto amato dai lettori e dal pubblico, infatti, non ha ancora lasciato spazio ad un’adeguata attività critica e filologica. (continua…)