La TAV e Parma.. così si perse il treno….. Riprendiamolo
Si proprio a Parma manca la fermata dell’alta velocità. Una storia un pò complessa che risale a circa tredici anni fa quando la sinistra barattò con ReggioEmilia la stazione del treno veloce. La giunta, allora guidata dal sindaco Lavaggetto Stefano decise che ha Parma la stazione dell’ alta velocità non si doveva fare, perchè il capoluogo emiliano disponeva già dell’ aereoporto Giuseppe verdi. Secondo noi, allora si è persa una grande possibilità. Si è perso il treno. Fu solo un gioco politico, dove anchè le responsabilità dell’ ente Provincia, fu determinante. Ancora oggi, non si ha la volontà con l’assessore Peri alla mobilità per la Regione, di affrontare un tema così importante come la fermata dell’ alta velocità. Da allora ad oggi la città è cambiata, con l’autority alimentare, Parma città d’arte, il festival Verdi, la capitale della food vally, La via francigena, le terre verdiane,il turismo e gli eventi, la stessa università. Il Sindaco dovrebbe impegnarsi nel riproporre il tema, che lo stesso Ubaldi non più di due anni fa rilanciò con forza sui giornali. Il comune e la provicia devono aprire un tavolo di concertazione con la Regione, per trovare una soluzione ad un problema che i cittadini di Parma sentono loro sia dal punto di vista straegico, visto la posizione geografica, ma anche importante vista la dimensione importante che il capoluogo di provincia ricopre in regione. Questa proposta deve far riflettre chi in questo momento amministra la città, e la provincia e possa dare quelle risposte necessarie, per rendere credibile una politica che a Parma è sempre più in difficoltà. Oggi la Frecciarossa che collega i due capoluoghi è scheggiata fra Lombardia e Emilia per una corsa di prova dove era invitata la stampa. Domenica, invece, la Tav inaugura al pubblico. Per Parma, quella che adesso in tema trasporti attende l’arrivo della metropolitana, è tempo di riflettere. Con la testa bisogna tornare al periodo prima delle elezioni del 1998, quelle vinte dal sindaco Elvio Ubaldi. Lo stesso Ubaldi parlò più volte di grande sconfitta per la città con la perdita della stazione andata ai “cugini” di Reggio Emilia. Parma infatti era destinata a diventare il nuovo crocevia dell’alta velocità: strategica per la Tirreno Brennero, universitaria, ospita la Fiera, industrie di livello, aeroporto, Cepim, Efsa, ecc.
Era perfetta, anche geograficamente, per diventare la nuova Mediopadana. In Emilia Romagna però tutte le città principali, spinte dai vari partiti politici, alzarono la mano candidandosi come eventuali stazioni Tav. Partì la trattativa fra le Ferrovie italiane, Tav, Governo, Regione, Provincia e Comune. In quel periodo, al tempo dell’accavallamento al potere fra Berlusconi e Prodi, in molti parlarono del peso specifico che l’ex premier Romano Prodi ebbe nella spinta verso la collocazione della Mediopadana a Reggio Emilia, la sua Reggio Emilia.
La città ducale non ottenne la Tav, con tanto di rimproveri della città industriale nei confronti dell’allora sindaco Stefano Lavagetto. Parma con i soldi dell’alta velocità (che comunque fra i finanziamenti a pioggia arrivarono anche qui per via della realizzazione della rete nel territorio) ha finanziato la tangenziale e i raccordi con il casello della A1. E in futuro avrà anche una sua fermata Tav/Tac nella nuova stazione di Bohigas: sarà una fermata di interscambio ma per i parmigiani non ci sarà la possibilità diretta di salire sulla freccia che in un’ora collega Milano e Bologna.
Il segretario cittadino
Paolo Leporati










