Asili aziendali il Comune di Parma dovrebbe prendere quella strada
Libera politca rilancia sugli asili aziendali
Le mamme lavoratrici di città, molte volte, incontrano serie difficoltà logistiche: non riescono a muoversi nel traffico cittadino in modo spedito per accompagnare i loro pargoli all’asilo. L’asilo, poi, per le mamme lavoratrici, è anche una soluzione efficace per farle sentire sicure di non lasciare il piccolo in mani sbagliate, oppure di sentirsi obbligate a non lavorare per badare a lui.
Ecco! Eliminato un problema se ne presenta un altro: la mamma ha ritrovato la sua vita di donna lavoratrice, non si sente inutile; questo, però, significa sacrificio e vuol dire sottrarre del tempo al proprio bambino senza goderselo in molti momenti della giornata.
Per sopperire a questo “inconveniente” e venire incontro socialmente a mamma e bambino, sono nati gli asili nido aziendali. Una mamma può prendere, come si suol dire, “due piccioni con una fava” perché non ha lo stress di dover correre da una parte all’altra della città per accompagnare il piccolo e poi fuggire a lavoro. Senza contare poi che questo metodo permette, ad una mamma, di avere più informazioni sul suo bambino.
È un servizio offerto dalle aziende in cui si lavora per migliorare la vita dei dipendenti, per offrire spazi dedicati ai bambini, evitando di far affrontare al bambino il trasferimento casa-asilo- ufficio- casa, in modo traumatico e troppo nervoso. Questo è anche un modo per migliorare la produttività della lavoratrice in azienda, visto che non dovrà più spendere tempo a cercare l’asilo nido di fiducia, la persona affidabile cui lasciare il bambino o perdere tempo nel tragitto per accompagnare il bambino e poi recarsi a lavoro.
L’altro obiettivo di questi asili nido aziendali è quello di favorire un ritorno a lavoro (dopo la maternità) più rilassato possibile, visto che questo è un periodo abbastanza delicato in cui il senso di responsabilità rende abbastanza preoccupate le neomamme.
Attualmente si stanno diffondendo gli asili nido aziendali ed il loro sviluppo è anche favorito dalle agevolazioni economiche che per legge possono essere elargite per la loro costruzione. In effetti, esse sono concesse anche grazie alla collaborazione delle aziende con le autonomie locali.Al nido aziendale è presente un personale qualificato che educa il bambino e lo aiuta ad imparare giocando. Il bambino è molto più rilassato perché sa che la sua mamma non è lontana da lui.
Queta vuole essere una risposta allo scellerato progetto voluto fortemente da Lasagna e condiviso da Lavagetto, in una lettrera apparsa sui giornali nei giorni scorsi, vede impegnato il comune di Parma sul progetto “Tagesmutter” (mamme di giorno). Si tratta di una donna formata, che offre educazione e cura a bambini di altre famiglie presso la propria abitazione. Dure critiche arrivano dalle parti sociali per conto della Cgil locale del segretario generale Paolo Bartoletti che critica con una nota polemica il progetto presentato dall’assessore al welfare.
Bartoletti conclude in una nota polemica tutte le perplessità riguardanti il bando e conclude con un interrogativo;
Come mai n una Regione come la nostra, in cui la legislazione sui servizi all’infanzia è tra le più innovative e integrate tra offerta pubblica e offerta privata (si pensi, oltre ai servizi tradizionali, che richiederebbero comunque di essere incrementati e ampliati, ai centri gioco, agli spazi bimbo, all’educatrice famigliare, all’educatrice domiciliare), il Comune emette un bando al di fuori di una normativa regionale?










