Lo sontrino fiscale, il grande assente
Sepesso alla mattina, ci rechiamo al bar a prendere il caffè, ne approfittiamo e facciamo due chiacchere tra amici, un rito consolidato per milioni di italiani. Cosa c’è di meglio, di un espressino al bar, che ci aiuta ad affrontare una giornata di lavoro con il sorriso sulle labbra? Fin qui nilla di strano. Quando ivece ci rechiamo alla cassa, ecco il solito gestore furbacchione, che apre il cassetto del registratore di cassa, infilando il nostro sudato euro. Cosa vogliamo denunciare con quete nostre affermazzioni? Vogliamo dirvi che su quella tazzina tanto gustata, il bar non pagherà nemmeno un centesimo di tasse, perchè il soldino viene incassato a nero. Allora ci chiediamo, perchè tanta disonestà in queste attività dove un contribuente dovrebbe attenersi alle regole, emettendo lo scontrino fiscale obbligato dalle leggi vigenti senza che sia il cliente a chiedere il vanto di un diritto. Allora tutti non fabbiamo gli stessi diritti. Come dicevo ieri nell’ articolo dello scudo fiscale, dobbiamo tutti, ma tutti fare la nostra parte. Bisogna che anche le attività commerciali la smettano in questa furbesca operazione d’inganno verso il povero cittadino sempre vittima della ladroneria. Libera politica propone che ci siano più controlli da parte delle autorità preposte per combattre anche la piccola evasione che quotidianamente avviene senza indugi.
Paolo Leporati
Segreteria cittadina










