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Archive for ottobre, 2009

Brunetta punta alla legge 104

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Dopo i “fannulloni” Renato Brunetta mette nel mirino la legge 104, o meglio, l’uso che se ne fa. Secondo il Ministro della Pubblica Amministrazione, infatti, la legge che consente permessi per l’assistenza a parenti disabili sarebbe “benemerita e importante” ma “usata in maniera opportunistica”. Brunetta ha stimato che gli abusi si aggirerebbero tra il 30% e il 50% nel settore pubblico e ha annunciato una revisione di cui si sta occupando il Parlamento per riportarla al suo originale spirito.

“Se da una parte condivido il sospetto che si faccia, di questo come di altri strumenti legislativi, un uso distorto, dall’altra penso che più che una riforma della legge serva una riforma della mentalità della gente”, ha dichiarato Pamela Aroi, responsabile dell’Italia dei Diritti per le Politiche Sociali. “Ben venga una riforma - conclude la rappresentante del movimento presieduto da Antonello De Pierro - , anche perché è una legge in vigore da tanto e che deve adattarsi nel tempo, ma il lavoro maggiore va fatto sull’uso che ne fanno di coloro che ne beneficiano”.

Scritto da: Paolo Leporati

ottobre 31st, 2009 at 2:02 pm

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Le forze dell’ordine dovrebbero rappresentare una tutela per i cittadini, non una possibile minaccia

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Il caso di Stefano Cucchi, morto nel reparto detenuti dell’ospedale Pertini  il 22 ottobre scorso, fa ancora discutere. Il ragazzo di 31 anni, fermato presso il Parco degli Acquedotti poiché in possesso di alcuni di grammi di droga, avrebbe infatti subito pesanti lesioni al viso e alla schiena immediatamente dopo l’arresto. L’Arma, chiamata in causa, respinge ogni accusa, mentre il medico dell’ospedale parla di una caduta dalle scale. La famiglia, alla ricerca della verità, ha divulgato ieri le foto del figlio deceduto dove sono evidenti i segni del pestaggio.
Vittorio Marinelli, responsabile del Lazio per l’Italia dei Diritti, ha commentato sconcertato: “I carabinieri sbagliano a non litigare tra loro per addossarsi la responsabilità dell’accaduto. I fatti del G8, infatti, confermano come i picchiatori della caserma di Bolzaneto siano stati tutti promossi e anzi,  dopo la carneficina abbiano avuto semmai un incremento negli scatti di carriera. L’Italia sembra essere disseminata di scale - continua ironicamente Marinelli - in ogni qual dove; basti pensare alle migliaia di bambini che cadono ogni giorno da queste strutture architettoniche. Anche Regina Coeli, quindi, potrebbe competere come altezza se non al nuovo grattacielo di Dubai che sarà alto mille metri, perlomeno con  l’Empire State Building di New York”.
Stefano Cucchi è solo l’ultimo della lunga serie di presunti o accertati pestaggi da parte delle forze dell’ordine: Aldrovandi, picchiato da quattro poliziotti che sono ancora liberi; Sandri, ucciso da un colpo esploso dalla pistola di un agente della Stradale.
“A parte questo vi è da rivedere tutta la cultura poliziesca - conclude l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro -, in quanto i comportamenti degli agenti di polizia spesso sono più simili a quelli di ultras da stadio rispetto a quelli che dovrebbero essere propri di un tutore dell’ordine. Basti solo pensare a come il Comune di Roma, non molto tempo fa, abbia dovuto pagare un corso per insegnare agli agenti della Municipale le buone maniere. Forse, se al posto di  spendere tanti soldi per le pistole, il Comune avesse investito in scale similari, avrebbe risparmiato ottenendo gli stessi risultati”.

Paolo Leporati

Scritto da: Paolo Leporati

ottobre 31st, 2009 at 1:40 pm

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Crisi, “le misure del Comune sono insufficienti”

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La gravità della crisi economica è un dato purtroppo inequivocabile anche per molte famiglie di Parma. Perdita del lavoro, cassa integrazione, pensioni al minimo e difficoltà ad arrivare alla fine del mese, sono fenomeni sempre più diffusi.
In Consiglio Comunale ho più volte espresso il convincimento che le misure anticrisi pubblicizzate dal Comune siano in realtà insufficienti e del tutto inadeguate a fronte delle aspettative create mediaticamente. Ma c’è un fatto che ora ritengo particolarmente grave e che dimostra l’effettivo scarso interesse dell’Amministrazione Comunale verso i problemi della gente e la sola ricerca dell’immagine.
La Regione ha approvato nel mese di luglio una serie di provvedimenti a sostegno dei lavoratori colpiti dalla crisi e di altre fasce deboli per l’accesso alle prestazioni sanitarie.
Questi provvedimenti riguardano le prestazioni specialistiche ambulatoriali e l’assistenza farmaceutica e hanno valore dal 1 agosto al 31 dicembre 2009. La delibera regionale ha previsto che possano beneficiare dell’erogazione gratuita dei farmaci di fascia C (quelli a pagamento) le famiglie indigenti individuate dai Servizi Sociali di ciascun Comune.
Ad oggi mi risulta che ancora nessuna delibera sia stata adottata dal Comune di Parma per stabilire i criteri di indigenza delle famiglie, affinché possano fruire di questa misura e mi risulta che le persone che si recano agli sportelli comunali si sentono rispondere dagli operatori che non hanno ricevuto indicazioni. Siamo ormai a novembre: Come mai non è ancora stato fatto nulla?
Non era questo un atto concreto prioritario dovuto ai cittadini e peraltro senza spesa per il Comune? Che cosa dice il Comune ai suoi cittadini più in difficoltà? Che tra una conferenza stampa e l’altra dell’assessore al Welfare non si è trovato il tempo e il modo di fare una atto che li avrebbe messi in condizione di avere un beneficio immediato?
O pensa di uscire con il solito ormai frusto rimpallo di responsabilità, cercando di addossare la colpa a qualcun altro? La cosa è gravissima perché denota un disinteresse che fa male e indigna e attesta solo che per questa Amministrazione le priorità sono altre.

Maria Teresa Guarnieri

Scritto da: Paolo Leporati

ottobre 31st, 2009 at 1:36 pm

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Piero Ricca e il ministro Mara Carfagna

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Piero Ricca giornalista d’assalto cerca di farsi spiegare la meritocrazia dal Ministro Mara Carfagana

Scritto da: Paolo Leporati

ottobre 30th, 2009 at 9:04 pm

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DOVERE CIVICO

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QUANDO I CITTADINI, PER INDIFFERENZA O TIMORE, NON DENUNCIANO LE ILLEGALITA’ PALESI, CHE GLI AMMINISTRATORI PUBBLICI COMMETTONO, NE DIVENTANO CORRESPONSABILI. IL DEGRADO MORALE DELLA NOSTRA SOCIETA’ E’ FAVORITO ANCHE DA TALI COMPORTAMENTI. SE UN SINDACO, COME MASSIMO RESPONSABILE DEL GOVERNO DEL MUNICIPIO, CONTINUA AD AVALLARE ILLEGITTIMITA’ GESTIONALI DI CONCORSI E DI APPALTI PUBBLICI, CHE SI VERIFICANO NELL’ENTE CHE AMMINISTRA, DEVE ESSERE DENUNCIATO. INFATTI AGLI AMMINISTRATORI PUBBLICI ED AI POLITICI IN GENERALE VA SEMPRE RICORDATO, CHE IL LAVORO CHE SVOLGONO E’ AL SERVIZIO DEL CITTADINO, E CHE IL LORO CATTIVO OPERATO SARA’ SEMPRE CRITICABILE DALL’OPINIONE PUBBLICA O PEGGIO SANZIONABILE DALLA MAGISTRATURA. NEL PAESE SI FA SEMPRE PIU’ GRAVE LO SCONTRO TRA POTERE POLITICO E POTERE GIUDIZIARIO, CON SEMPRE MAGGIORI  E GRAVI RESPONSABILITA’ DI ALCUNI POLITICI CHE, CON LO SCUDO DEL CONSENSO ELETTORALE, PENSANO DI ESSERE AL DI SOPRA DELLA LEGGE. DOVER CIVICO E’ SFATARE TALE ARROGANTE PRETESA. QUINDI SE ANCHE QUALCHE AMMINISTRATORE DEL NOSTRO COMUNE PENSA DI ESSERE IMMUNE DAL RISPETTO DELLE LEGGI, IN FRETTA DEVE RICREDERSI. E AL SIGNOR SINDACO CHIEDIAMO DI VIGILARE CON GRANDE ATTENZIONE, POICHE’ LA LEGGE LO RENDE RESPONSABILE ANCHE DEL LAVORO DEI SUOI COLLABORATORI. IL NOSTRO SITO SI APRE COSTANTEMENTE CON UNA BOZZA DI MANIFESTO CIVICO, CHE HA COME IDEALE LA RISCOPERTA DEL DOVERE CIVICO. DOVERE NON SEMPRE RISPETTATO DAGLI ATTUALI AMMINISTRATORI, CHE NOI VORREMMO PIU’ VIGILI ANCHE NEL LORO INTERESSE.

Scritto da: Emilio

ottobre 30th, 2009 at 3:55 pm

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CLASSIFICA DI LEGAMBIENTE: L’ECOSISTEMA PARMA È GIÀ IN CRISI E PEGGIORERÀ CON L’IMPIANTO DI INCENERIMENTO

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Il comune di Parma ha colto nella classifica Legambiente sull’ecosistema urbano, una ottima posizione.

Sono dati importanti ma anche gravemente privi di importanti precisazioni.

Innanzitutto va notato che la classifica “Legambiente ecosistema urbano” viene stilata a livello nazionale, sulla base di ciò che viene inviato dalle diverse amministrazioni, relativamente ai soli parametri richiesti.

Quindi è una classifica del tutto imprecisa, tenuto conto dei dati che altre amministrazioni non hanno voluto o potuto inviare.

Crediamo che i cittadini meritino un quadro più completo, che riporti i dati che interessano maggiormente lo stato di salute e la reale situazione sulla via della prevenzione delle malattie.

Parma è al 57esimo posto per valori medi annui di polveri sottili (dietro Taranto e Palermo), al 44esimo posto per le emissioni di biossido di azoto tra i capoluoghi di provincia, al 50esimo per il rischio ozono (media del numero dei giorni di sforamento), al 33esimo posto per auto circolanti in città (60 auto ogni 100 abitanti), al 33esimo posto (su un totale di 103) per l’estensione di verde fruibile pro capite in area urbana, al 18esimo per le politiche energetiche (risparmio e fonti rinnovabili) dietro Modena, Bologna, Piacenza e Ferrara (per restare in regione), al 24esimo per produzione annua pro capite di rifiuto: 568,6 chili per abitante, 82esima posizione con 196,1 litri per abitante al giorno per il consumo di acqua: e ne perdiamo il 35%.

Ci sembra che la qualità dell’aria e del consumo di acqua siano elementi dai quali non si possa prescindere in una classifica volta a premiare i comuni virtuosi dal punto di vista ambientale.

E le conclusioni che derivano dalle posizioni menzionate affermano senza ombra di dubbio quale sia davvero  la qualità dell’eco sistema Parma.

Sarebbe troppo lungo riportare tutta la bibliografia degli studi epidemiologici che in questi anni hanno confermato il legame fra inquinamento e malattie dell’uomo, specie dei bambini.

Basti pensare al dato, impressionante, fornito dall’OMS qualche tempo fa: negli anni 2002-2004 il numero dei morti imputabili all’inquinamento da traffico veicolare si è aggirato sulle 8000 unità!

Il nostro pensiero non può non andare al 2012, quando sarà operativo l’inceneritore da 130.000 tonnellate di rifiuto bruciate all’anno, che, come si legge nella valutazione di impatto ambientale di Enìa stessa, redatto in occasione della Conferenza dei Servizi, aumenterà la quantità di polveri sottili emesse in atmosfera.

Cosa ne sarà allora della classifica Legambiente?

Cosa ne sarà della salute dei parmigiani?

Scritto da: Paolo Leporati

ottobre 30th, 2009 at 12:39 pm

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Contro la metropolitiana di parma attivo gruppo su facebook

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il face contro la metropolitiana di Parma

il face contro la metropolitiana di Parma

Il popolo di Facebook si mobilita contro la metropolitana di Parma.
In poche settimane si è infatti costituito un gruppo contro la sua realizzazione ormai prossimo ai 2.000 iscritti denominato “No alla metropolitana di Parma! Mettiamoci la faccia”. Il numero dei sostenitori è in continua crescita grazie al tam tam della rete, inviti ad amici e condivisione del link sulle pagine personali di Facebook di tanti parmigiani.
Gli aderenti sono per lo più giovani (ma non manca qualche volto noto della politica locale) che hanno deciso di metterci il loro nome e cognome, oltre che la faccia con la propria foto, per contrastare un progetto definito nei post “inutile”, “insostenibile economicamente”, “uno spreco di denaro pubblico”, “sproporzionato per Parma”…
Il gruppo, come esplicitato nella sua descrizione, è “apolitico” e ha lo scopo di “dare forza alla sinistra e al sindaco Vignali per fermare un’opera che vogliono solo i poteri forti della città”.
Obiettivamente una bella testimonianza di impegno civile e di partecipazione e passione politica.

Andrea Marsiletti

Scritto da: Paolo Leporati

ottobre 30th, 2009 at 12:31 pm

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Cultura parmigiana

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Rinascimento Parmigiano” come se fosse l’inizio di un cambiamento in cui si matura un nuovo modo di concepire il mondo… Figurarsi, dai politici! Basterebbe uno sguardo alle periferie… Guardare negli occhi le persone, osservare che lavoro, se ce l’hanno, svolgono…
Uno sforzo di invenzione Sommi! Soprattutto per non mentire banalizzando arti e storia.
Il Rinascimento è stato determinato da prìncipi che hanno chiamato a corte artisti, li hanno mantenuti, han dato loro laboratori, strumenti e mezzi per l’esercizio della loro creatività o delle loro scienze.
Se si vuole un mutamento si deve partire dalle persone, non dalle cose! E’ l’Umanesimo la cultura della civiltà Rinascimentale: la nascita del libero pensiero, il valore dell’individuo, dell’intellettuale e dell’artista, il ruolo dell’arte come conoscenza e interpretazione del mondo, un nuovo impegno sociale e civile.

In questi giorni nella sala Consiliare del Comune di Parma hanno presentato il programma triennale: Sindaco Vignali, Assessore Sommi, non potete continuare a mistificare la cultura con opere edili e spettacoli!… Come sempre prevale lo spettacolo intrattenimento e i mortiferi apparati celebrativi. Ovviamente nessuna partecipazione e condivisione progettuale, Aula Consiliare Comune di Parmama l’accordo con i soliti noti e, calato dall’alto, il piano delle iniziative con tipico taglio promo pubblicitario. La consueta mancanza di trasparenza fa da cornice… l’aspetto economico infatti viene sempre celato, perché ciò che a voi nuoce è la base etica assente o manipolata. Ma non manca la nenia rituale: “Non ci sono soldi!” Eppure per gli appalti li trovate, così come per chiamare i nomi che celebrano il nostro fallimento culturale.

Vedere quella sala municipale di intellettuali del regime, dai più gettonati ai meno famosi, ad aspettare l’osso del Sindaco e dell’Assessore è avvilente! Rimane una foto storica ricordo dei rappresentanti di una cultura che non c’è più e che non soddisfa nemmeno i palati nostalgici, ma è solo funzionale per altro. E voi lo chiamate Rinascimento parmigiano?
Pensate di fare il Rinascimento con i Festival? Con queste kermesse? Sono divenuti solo uno strumento di sparizione delle risorse e marketing turistico, non una concentrazione gioiosa di una forma artistica, musicale, letteraria espressione di un radicato pensiero e produzione del luogo, richiamo per un confronto culturale. Sono solo cachet che girano!

Vi è poi, ormai, la mania, scopiazzata, delle case di qualcosa!! Luoghi utili prima per l’assegnazione di appalti, poi per i lottizzati, amici e amanti! Spesso divengono inceneritori di ricchezza… ad elevato costo sociale… Case della burokratia!… asili di povertà e depressione. Nulla a che vedere con il museo dell’”arte contadina” lasciato in eredità dalla passione di Ettore Guatelli.
A quelli esistenti ora aggiungeremo: Palazzo del Governatore, la Casa della Poesia, Casa della Cultura, Piazza William Shakespeare, Teatro dello Spettacolo Popolare.
Volete far passare interventi edilizi e di restauro per attività culturale? Rientrano, credo, nella necessaria valorizzazione del patrimonio immobiliare locale. Ma sostenere, incentivare il fare cultura è altro sforzo e richiede altri interventi.

Non è con le celebrazioni, non è con i nomi celebri, non è con le case di qualche cosa… Non è così che si fa cultura, ma sostenendo chi la produce. Perché chi è impegnato in attività artistiche e non ha ancora canali economici capaci di remunerare la sua produzione, non deve poter contare su un sistema che lo sostenga nelle sue pratiche di vita? Viceversa si finanzia con risorse collettive lo spettacolo che può contare su sponsor, spettatori, diritti di riproduzione e idonee strutture pubbliche. Per non dire poi delle anomalie dei costi di certe star: Volete Maazel? pagatevelo!… Volete Temirkanov, una quisquilia!… mettete mano al portafogli! Queste modalità di spettacolo si devono auto sostenere, non possono attingere per il 90% alle risorse pubbliche e prosciugare tutti i mezzi della produzione culturale.
E se si mantengono giustamente le orchestre e le compagnie stabili, perché non si mantengono scrittori, pittori, musicisti (non ancora scritturati), anziché lasciarli nel dimenticatoio?… in attesa che maturino la loro dimensione. Non dico certo in eterno, ma per la loro capacità di produzione, periodicamente verificata. Almeno per quegli anni che consentano loro di trovare un percorso. Perché l’opera dell’ingegno, fuori dagli schemi istituzionali, non deve avere pari dignità dell’opera manuale?
La cultura indigena deve trovare percorsi di vita. L’artista produce se stesso non ha la mente rivolta al mercato… né può essere un dopo lavoro! Le singolarità devono essere messe nella condizione di operare, alla ricerca dell’espressione del loro potenziale… Sappiamo tutti che il mercato è drogato!… e non è l’unico metro di misura, anzi! Così scrivo da anni sulla necessità di dar vita a una Agenzia artistica in grado di creare filiere economiche e valorizzare le singolarità: “L’artista non vive nel mercato!… né alla corte delle mafie! Deve essere messo nelle condizioni di operare nella sua scelta di vita. Gli artisti, se riconosciuti, e non importa a quale livello, devono poter contare su operatori culturali che sappiano gestire la loro opera. Devono essere messi nelle condizioni dignitose di esercitare la loro creatività, esprimere loro stessi. Devono poter contare su un sistema che pur non facendoli ricchi, ne valorizzi il potenziale e non li abbandoni nel dimenticatoio. E oggi questo è inesistente. Devono essere premiati, sostenuti, da parte delle Istituzioni e delle Fondazioni, il talento, la creatività, l’intelligenza, che costituiscono il potenziale rigenerativo e il capitale cognitivo della nostra società. Incoraggiare e coltivare questi valori si traduce nell’incrementare il patrimonio di una collettività, renderla competitiva a livello internazionale; soffocarli e reprimerli è compiere un crimine contro la vita“.

Non è con le case di qualcosa, né con le celebrazioni che si cambia il contesto e si fa cultura. Risulta evidente se percorriamo questi ultimi nove anni di musica a Parma.
Nel 2001 è stato inaugurato l’Auditorium di Piano nel Parco Eridania. Fra il 2000 e il 2001 è stato restaurato il Teatro Regio. Nel 2002 è stata inaugurata la casa della Musica nel Palazzo Cusani. Nel 2008 è stato inaugurato il museo del suono nella ex chiesa Santa Elisabetta. Nel 2009 è stato inaugurato l’auditorium del Carmine adiacente il Conservatorio.
Dal 2000 ad oggi oltre ai costi dei contenitori, sono stati spesi credo oltre 70.000.000 di euro per produrre il Festival Verdi.
Beh, ditemi che cosa è cambiato nella cultura musicale parmigiana? Chi nasce qui e ha talento deve espatriare, se trova la possibilità di farlo… gli esempi non mancano!
Può essere considerata Parma città “Capitale della Musica”? Aldilà dei melomani tradizionali qualcosa è stato seminato per interessare e educare le nuove generazioni? Possiamo dire di avere un Festival internazionale quando non è nemmeno presente nei circuiti internazionali dei festival musicali? Si è investito su una base su cui costruire? Si respira in città un’aria di creatività musicale? Vengono lanciati nel mondo strumentisti, voci, direttori? No, niente di tutto questo nonostante le grandi risorse a disposizione. Luoghi per la predazione… Questo è il risultato dello spettacolo. Se qualcuno mettesse le mani su certe carte diverrebbe un festival da via Burla…(per chi legge e non è di Parma, è la nota via per le carceri).

Eppure Parma avrebbe tutte le credenziali per essere una città della cultura, per le tradizioni storiche, per la posizione strategica, per le caratteristiche del territorio, per la dimensione qualitativa, per la sostenibilità, per il potenziale economico… Per la presenza di creatività e talenti riconosciuti… Un luogo della produzione culturale da portare fuori… anziché implodere in un ombelico senza via d’uscita. E rincresce vedere questo potenziale del luogo lasciato andare a male, preda dei faccendieri.

Così scrivevo nella mia relazione che ho trasmesso in rete e pubblicato a seguito degli Stati generali della cultura (un dire che è già irritante):
“Assessore Sommi noi vorremmo avere un assessore anche alla cultura, non solo allo spettacolo e agli eventi! Vorremmo avere un assessore che conosca e coordini le potenzialità di un territorio, non che cali dall’alto i cartelloni, le attività a lui più gradite.
… Noi vogliamo un Assessore che sappia costruire un Assessorato intelligente, attuale, in grado di valorizzare le culture locali.
… Non vogliamo d’altra parte associazioni questuanti, ma riconosciute per il ruolo strategico che svolgono. Siano le realtà economiche, le fondazioni, le associazioni di categoria, gli istituti di credito, i cittadini a finanziare, non su base clientelare, ma per la progettualità e il valore. Non deve certo essere il Comune. E i cittadini a sostenere le realtà meritorie, partecipando e comprando i biglietti. Stop con i biglietti omaggio della cultura. I politici, gli amministratori, gli imprenditori, i cittadini di un Paese civile comprano quei biglietti e partecipano, perché solo così sanno che i progetti avranno futuro.
Vogliamo un Assessorato alla cultura intelligente, partecipato, espressione della volontà del luogo e non occupato negli effimeri eventi che lasciano buchi di bilancio e impoverimento sociale.
Il Comune invece pensi, anziché a produrre spettacoli ed eventi a creare il contesto, le strutture, i mezzi idonei a dare voce alle potenzialità e alla creatività del luogo. Cosa che io fino ad oggi non ho visto.

La gestione digitale dell’Assessorato una cosa ancora da pensare. La città con ambienti intelligenti opera fantascientifica.
Eppure siamo passati dal teatro di prosa (locale), al tetro di posa (cinematografico e televisivo), al teatro digitale (universale, videomatico) collegati in tempo reale.
Il sapere come rete, un concetto teorizzato in digitalcity nel 1999, ma ancora astruso per voi negazionisti dell’ingegno! Continuate a investire nell’hardware senza software. Ma è nel software l’anima. Lo dimostrano le aree in cui è strategico essere collegati in tempo reale e viene quindi applicato in modo spinto: la finanza, le scienze, il militare. Ma si preferisce deprimere le menti intrappolarle in un hardware dispendioso privo di intelligenza… nelle case di qualcosa! Il telelavoro, per voi, un concetto da dimenticare!

Caro Sommi, ormai ti conosco troppo bene. Una finzione totale, anche nella parlata, costruita e studiata per lo schermo, ma vuota! La telecamera rivela la mancanza di naturalezza, chi mente, questo non sfugge all’occhio attento, ma forse ormai sei talmente calato nel ruolo che non te ne rendi neppure conto. Non hai nemmeno il coraggio di dire a Meli ciò che pensi di lui… e io lo posso immaginare! Sei arrivato a lodarlo in televisione per il suo operato!… gli hai attribuito un miracolo per questo Festival Verdi!! Mi ripeto, il miracolo siamo noi per lui!! E il maestro di chitarra lo sa!!
Dimmi, Luca Sommi, quale esempio è questo sovrintendente per i giovani e meno giovani? Per coloro che dedicano la loro passione impegnati in una difficile ricerca artistica? Quale esempio di riferimento per un dialogo con e nella città? La sua remunerazione, così come altre (purtroppo non è solo), sono uno schiaffo all’intelligenza e all’impegno artistico. Ma chi concede questo? Di chi la responsabilità? Perché nascondete i dati? Perché non adottate la trasparenza? Perché umiliate i semplici e favorite i prevaricatori? Con le menzogne e i lestofanti non si va lontano… e non può esserci alcun Rinascimento. Vi do però l’attenuante: non vi rendete conto del danno che state producendo!

D’altra parte come vengono spese le risorse pubbliche è ormai una cosa vergognosa in tutta Italia. Chi è al comando fa man bassa per sé e per gli amici cortigiani… e vediamo poi che ne fanno!! Oggi con vergogna si può pronunciare di essere un Politico, Consigliere, Assessore, Sindaco, Governatore! Siete tutti (mi dispiace anche per chi non se lo merita) riconducibili a qualcosa di sporco, losco, persone del malaffare, dedite alle bassezze del potere decadente. Così vi descrive l’attualità. Crimini e raggiri, nell’Italia dei valori bollati, si celebrano tutti i giorni impuniti nella cosa pubblica… fatti passare per “bene comune” e vediamo cosa sono divenute le città!!… da circonvenzione di incapace… televenditori quotidiani in divisa di qualcosa che sbandierano simulacri e circuiscono in nome del popolo italiano… Cittadini distrutti preda della miseria in un vuoto di umanità!
Una società al cui vertice, non sempre con mandato democratico, stanno persone, la cui cronaca insegna, coltivano il proprio interesse e di fazione. Li scelgono possibilmente ricattabili. E comunque per questi, seppur cadano in profondi baratri, finito l’uso strumentale c’è sempre una corte vicino. Per i semplici e gli ingenui c’è l’abbandono… totale!

La veste di Assessore alla cultura imporrebbe il pensiero libero e franco!… Può forse occuparsi di cultura colui che mente? Chi è disposto a manipolare i contenuti? Può essere Assessore alla cultura chi non risponde a comunicazioni dei cittadini? Sì! Infatti non è cultura è, mi limito, manipolazione demagogica. Cultura è altro!! Il potere d’altra parte è negare la libertà agli altri e produrre dipendenti… servili! Servizio pubblico? Dove? Come? Quando? Solo uno slogan elettorale: “il primo cittadino sei tu!”… muh, e cùcù! (Parma, 24/10/2009)

Luigi Boschi

Scritto da: Paolo Leporati

ottobre 30th, 2009 at 10:33 am

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“Lo Stato deve fornire fondi, mezzi e strumenti”

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“È già troppo tempo che le forze dell’ordine denunciano la situazione instabile in cui si ritrovano.  Non si può pensare che la sicurezza sia garantita riducendo gli operatori di servizio”. Queste le dichiarazioni di Roberto Soldà, vicepresidente del movimento Italia dei Diritti, riguardo alla protesta dei migliaia di operatori delle Forze di polizia contro i tagli alla sicurezza e per la difesa di dignitose condizioni economiche e professionali. Arrivati da tutta Italia a Roma con  le organizzazioni corrispondenti, i manifestanti hanno organizzato un corteo partito da Piazza Bocca della Verità e arrivato in Piazza Navona per il comizio finale. Durante la manifestazione ci sono stati pesanti contestazioni nei confronti del ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta e contro le ronde volute dal ministro dell’Interno Roberto Maroni. Secondo i sindacati il taglio di circa tre miliardi di euro in tre anni al comparto sicurezza e difesa, unito agli effetti dell’ex decreto Brunetta ora convertito in legge, sta producendo una pesante riduzione di personale a causa del mancato turn over e un innalzamento dell’età media dei poliziotti italiani. “Il governo diminuendo del  44% le risorse per le attività operative e organizzative e rinviando di tre anni il rinnovo del contratto collettivo di lavoro non fa altro che smentire gli impegni assunti in campagna elettorale.  La sicurezza è un diritto di tutti - ha concluso l’esponente del movimento presieduto da Antonello de Pierro  - . È opportuno che si rivedano i provvedimenti nel più breve tempo possibile.”

Paolo  Leporati

Libera politica

Scritto da: Paolo Leporati

ottobre 30th, 2009 at 7:05 am

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La delega dei servizi educativi

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Non possiamo pensare che il vice sindaco Buzzi possa essere in grado di occuparsi a tempo pieno all’ assessorato dei servizi educativi. L’annuncio è stato dato martedì dal sindaco Pietro Vignali su richiesta di un interpellanza fatta dall consigliera comunale Carla Mantelli , che sollevava il problema del forte ritardo nel consegnare la delaga di un assessorato determinante . L’annuncio è arrivato durante la seduta del consiglio comunale di martedì 27-10-2009 intorno alle 17.30. Sembrava di assistere ad un annucio, come se si stesse prendendo l’aperitivo al bar. La nostra riflessione in merito alla questione, è stata: perchè non affidare una delega ad un consigliere comunale, come il professor Variati, che vanta una vita spesa come professore prima, e poi come dirigente scolastico al Marconi di Parma? Persona molto preparata sulle tematiche della scuola Il gioco delle poltrone, tra pdl e i suoi alleati ha significato un dato di fatto. Il potere. Libera poltica nel prossimo consiglio di quartiere mette all’ attenzione il problema criticando il metodo, e le competenze senza mancare di rispetto a Buzzi.  Purtroppo i servizi educativi dopo la fuori uscita dalla giunta di Lavagetto hanno subito un percorso travagliato, troppo spesso in mano alla PROGES . Il comune, non deve fare l’immobiliarista, come spesso succede, vedi gli interessi di PROGES con il suo uomo di punta Lasagna al sociale. Non vi sembra che ci siano conflitti d’interesse? A voli il giudizio. Tornado a Variati, lo avremmo visto capce di svolgere questo incarico al meglio. Pensiamo che Buzzi, non abbia tutto il tempo da dedicare all’ infanzia ecc, impegnato a sorvegliare le STU. Ancora una volta parliamo di dilettanti allo sbaraglio. Speriamo che Buzzi si riveda e possa farsi da parte incaricando, una persona capace nello svolgere un incarico così importante, rispetto a quello che lo stesso professore, svolge come consigliere ruolo a lui meno congeniale……..

Paolo Leporati

Libera politica

Scritto da: Paolo Leporati

ottobre 29th, 2009 at 9:12 pm

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