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Archive for ottobre, 2009

10 domande a Pietro Vignali

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Nuova pagina Parma in alto nelle classifiche di Legambiente. Ma cosa succederà con l’inceneritore?
Il sindaco non ha tempo ma le domande che gli vorremmo fare sono queste.

Dieci domande per dieci risposte, ma il silenzio, in questi ultimi tempi, pare sia la risposta più conveniente.

Le 10 domande al sindaco di Parma Pietro Vignali.

  1. Come prima autorità sanitaria della città è certo che la costruzione dell’inceneritore di Parma non causerà gravi danni alla salute dei suoi amministrati?Inceneritori: industrie insalubri di classe 1 (art.216 RD 1265/34 DM 5.9/1194)
  2. Come mai di fronte ad una alternativa meno costosa ed impattante come i centri di trattamento meccanico biologico dei rifiuti l’amministrazione non ha neanche preso in considerazione questa possibilità?Inceneritore: 180 milioni di euro - TMB: 5 milioni di euro
  3. Come mai il progetto dell’inceneritore non prevede le discariche speciali per le ceneri tossiche che l’inceneritore produrrà?
  4. Dove verranno stoccate le ceneri tossiche prodotte dall’inceneritore considerate dallo stesso piano come rifiuti speciali?
  5. Coma mai il comune di Parma sostiene l’incremento e lo sviluppo della raccolta differenziata e nel contempo costruisce un impianto da 130.000 tonnellate annue di rifiuti? Cosa si intende bruciare in questo impianto?
  6. La zona dello Spip annovera la dislocazione di importanti aziende del comparto alimentare di rilevanza internazionale come Barilla, Greci, Battistero. Queste aziende sono state informate di tutti i rischi sanitari ed economici che corrono per la loro vicinanza all’impianto?
  7. Come intende salvaguardare i marchi Dop e Igp locali e la vocazione della nostra provincia alle eccellenze alimentari riconosciute a livello mondiale?Dlgs 228 del 18/05/2001: Non idonee ad ospitare inceneritori le zone agricole caratterizzate per qualità e tipicità dei prodotti.
  8. Cosa succederà alle aziende che producono Parmigiano Reggiano e sono dislocate attorno all’impianto? A Brescia, nella zona attorno all’inceneritore, il latte presenta valori di diossina tali da far scattare il divieto di commercializzazione di tutti i prodotti delle aziende coinvolte
  9. Il metodo dell’incenerimento dei rifiuti è considerato anti-economico fatto salvo l’intervento dei contributi cosiddetti Cip 6. E’ vero che l’impianto di Parma non si avvarrà di tali contributi?
  10. Cosa sente dentro di sé un ex assessore all’ambiente che da il via libera ad un inceneritore?

Sassi nello stagno. (senza alcun riferimento a persone o cose)

Aldo Caffagnini

Firma la petizione contro l’inceneritore a Parma!

Visita il sito via http://www.gestionecorrettarifiuti.it/


Scritto da: Paolo Leporati

ottobre 29th, 2009 at 8:14 pm

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Libera poitica e i GAS

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In risposta alle affermazioni di Aldo Caffagnini, il nostro movimento non ha mai cercato di imbarcare il movimento gas (gruppo acquisto solidale) in libera politca. Abbiamo sempre pubblicato i comunicati, e vorremmo continuare a farlo.  Nella chiaccherata fatta con il Sig, Aldo caffagnini, ho espressamente spiegato cosa fossimo noi e dove volevamo arrivare. Abbiamo spiegato, cosa volevamo fare, a livello politico, per vedere se c’erano i margini di una collaborazzione ben distinta. Non abbiamo mai proposto a Caffagnini di entrare nel movimeto, perchè lo stesso non ha spiaccacato una parola, ma si è limitato ad ascoltre e a valutare, anzi lo abbiamo invitato ai nostri incontri in modo democratico. L’attacco fattomi sul blog di repubblica mi sembra del tutto inopportuno perchè non ho mai espresso giudizi sulla loro associazzione. Ognuno è libero di associarsi come crede. Non ho mai sferrato atacchi nei confronti dei gas, anzi ho manifestato con loro, nella battaglia del termovalorizzatore, il 17 ottobre, facendo sfilare le bandiere a sostegno della giusta causa. Invito il Sig. Caffagnini, a valutare bene i soggetti di Libera Politica distinguendo chi ormai non ci appartine più. Confido in un ritorno collaborativo, con l’associazione gas  e nella ripublicazzione di comnunicati, per le giuste cause, e per le battaglie su un tema caldo come il termovalorizzatore. Invito anche l’associazzione gas a riflettre e a non confondere Leporati, con altri soggetti.

Paolo Leporati

Libera Politica

Scritto da: Paolo Leporati

ottobre 29th, 2009 at 4:20 pm

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Quanti voti muove in città il famigerato apparato di partito del PD?

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Andrea Marsiletti: “Anche alla luce delle primarie di Bersani provo a misurare il peso della rete di militanti, amministratori, sindacalisti, associazioni, clientele…”.

Alle primarie dei giorni scorsi che hanno eletto Pierluigi Bersani nuovo segretario del PD nella città di Parma hanno partecipato 11.642 persone. Appena appreso il dato mi sono posto le due domande più banali: “Sono tanti voti o pochi?” e “Alle primarie ha partecipato anche la cosiddetta società civile o sono andati a votare sempre i soliti?“.
Da qui mi è venuta la domanda più ambiziosa, tutta politichese, ma sfiziosa ed intrigante, a cui nessuno sa dare risposta: “Quanti voti muove il famigerato apparato del centrosinistra di Parma, ovvero quello degli ex DS-Margherita, ora PD?“.
Eh, sì, provare a quantificare la temuta, invidiata e idealizzata rete della sinistra di Parma fatta di iscritti, militanti appassionati e loro parenti, residui delle cellule del PCI e delle sezioni della sinistra DC, pezzi di sindacato, amministratori pubblici con il loro codazzo di collaboratori co.co.co, avvocati, revisori dei conti, progettisti, consulenti che vivono sulle spalle degli enti pubblici, associazioni collaterali, relazioni, elenchi, mailing list e clientele varie mi pare una sfida che valga la pena di qualche ragionamento.
Qui viene l’ingegnere che è in me, sperando di non aver perso la dimestichezza con i numeri e con la logica dei miei corsi universitari, contaminato come sono da anni vissuti in mezzo alla politica e ai suoi riferimenti spesso irrazionali.
Quali i parametri da utilizzare per quantificare “l’apparato di un partito”? Ritengo esso, per definizione, possa stimarsi nella sua capacità di mobilitazione, contatto e diffusione capillare che al momento delle elezioni si concretizza in gestione ed indirizzo del voto.
Parto dai numeri, nudi e crudi.
Alle ultime regionali 2005 in città la somma delle preferenze raccolte dai tre candidati “PD” (o meglio ex DS ed ex Margherita) nella lista Uniti nell’Ulivo (Peri, Garbi e Passera) è stata pari a 13.062 voti.
Alle ultime comunali di Parma del 2007 la sommatoria delle preferenze di tutti i candidati presenti nelle due liste di area PD, “Uniti nell’Ulivo” e “Insieme per Peri”, è risultata essere 11.286.
Alle europee 2009 la somma delle preferenze espresse dentro lista del PD è stata pari a 12.342.
Non cito gli appuntamenti delle elezioni politiche e provinciali perché, come noto, in quelle competizioni non è possibile esprimere preferenze.
E le primarie?
Alle primarie 2007 che hanno eletto Walter Veltroni segretario del PD in città hanno partecipato 12.111 persone.
Alle ultime primarie di Bersani, quelle di qualche giorno fa, come detto, hanno votato in 11.642.
Dalla declinazione di questi numeri emerge una coerenza di valori impressionante che sballa negli anni e nei vari appuntamenti elettorali al massimo di qualche centinaio di voti avanti o indietro, che non può essere casuale ed induce una evidente continuità tra l’elettorato raggiunto dai candidati che esprime le preferenze e il popolo delle primarie.
In pratica in città tra gli ex DS-Margherita, oggi PD, c’è uno zoccolo duro di circa 12.000 che è contattato ed è disponibile a farsi contattare, che risponde, che scrive il nome del suo politico sulla scheda, che va ai gazebo delle primarie… e ciò che altro è se non “la rete”, il dispiegamento della potenzialità organizzativa, l’apparato di cui sopra?
Alcune considerazioni finali.
1. numericamente l’apparato degli ex DS-Margherita negli ultimi anni è rimasto invariato, ovvero non è cresciuto né diminuito nel passaggio dai due partiti fondatori al PD;
2. considerato che il centrosinistra in città è all’opposizione da più di 10 anni e quindi lontano dalle stanze del potere che sono il migliore strumento per alimentare l’apparato e le clientele, una capacità mobilitativa di 12.000 persone, ovvero del 13% del totale del corpo elettorale cittadino che è pari a 93.000 persone (dato politiche 2008), non mi pare poca cosa;
3. alle primarie del PD va a votare solo l’apparato… e affermo ciò prendendo atto asetticamente dei numeri senza venature polemiche nei confronti di queste ultime primarie che in tempi non sospetti ho giudicato in modo positivo pur con alcune contraddizioni a livello locale su cui mi soffermerò nella prossima occasione perché, se è vero come è vero che oggi sono in versione veltronian-buonista, parimenti non sarebbe da me sottrarmi alla polemica.
Adesso sappiamo che il famigerato apparato vale 12.000 voti.
Come volevasi dimostrare. cvd.

Andrea Marsiletti

Scritto da: Paolo Leporati

ottobre 29th, 2009 at 3:32 pm

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Non confondiamo il movimento civico con qualcosa d’altro

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Paolo Leporati

Paolo Leporati

Gentili lettori, volevo fare un sentito ringraziamento a Lucia Fantetti che ha collaborato con noi, per la crescita del nostro movimento civico. Purtoppo Lucia ha deciso di percorrere una strada tutta sua, e noi possiamo dare un in bocca al lupo per lla scelta da lei fatta. Quando in aprile abbiamo deciso di dare vita a libera politica, è nato un entusiamo molto forte. Purtroppo durante questi mesi, la Fantetti non si è sentita gratificata dal nostro lavoro, duro lento , ma che si consoliderà nel tempo. Forse, ha scambiato il movimento civico per qualcosa d’altro. Libera politica, nasce per fare politica attorno a tutti quei temi cari hai cittadini. Nel nostro piccolo, lavoriamo giorno dopo giorno per diffondere le nostre idee, e i nostri contenuti i nostri pensieri. Lo facciamo in modo corretto e onesto, portando a conoscenza dell’ opinione pubblica i fatti della nostra città, sperando che le cose possano cambiare in meglio per il bene de tutti. Una città a misura d’uomo, la parma che noi vorremmo vedere in futuro dettata da progetti scelt, che vadano nell’ interesse di tutti. Per fare questo, dietro i vuole l’”esercito” in senso lato occorono persone che volgiano fare politica, e condividerne anche la scelta programmatica. Un movimento civico non lo si costruisce dall’ oggi al domani. Occorre parlare con un mumero di persone infinite, e tra loro idividuare i soggetti che possano dre il loro contributo, come attivisti. Purtroppo non siamo nessuno e come tali, ci considerano. Pensano che siamo dei benemeriti sfigati, perchè non abbiamo il grande nome, o il politico di turno dietro le spalle. Tutti sono capaci di costruire la casa chiamando l’impresa, ma noi la casa la stiamo costruendo con le nostre mani, giorno dopo giorno, e il tempo sarà arbitro nel dire se avremo lavorato bene o male. Noi crediamo, che la nave non si abbandoni, alle prime difficoltà o critiche. Si deve remare, per lo stesso verso. Questo lucia forse non l’ha capito. Il suo comportamento, è paragonabile ai topi che fuggono, quando il vascello affonda. Non funziona così. Libera politica continurà nella lotta facendo opposizzione al di fuori dei palazzi, e cercheà di dialogare con sogetti, che intenderanno portare un contributo politico, e non assistenzialistà Naciamo, non per fare volontariato. Nasciamo per fare politica nel bene e nel male. A volte si sbaglia, a volte ci si azzecca. La nostra finalità è non molare mai e per questo andiamo avanti, e i risultati, arriveranno per conto loro. Le menti ci sono basta usarle in modo sensato. Doveroso è augurare buona fortuna a Lucia per l’apporto dato in questi otto mesi. Buona fortuna

Paolo leporati

Coordinatore cittadino giovani e donne

Libera politica

Scritto da: Paolo Leporati

ottobre 29th, 2009 at 3:05 pm

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Vedova sul Rapporto Ecosistema Urbano

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”Nella fase di crisi economica e ambientale che stiamo vivendo, sembra assurdo che ancora non ci si renda conto della necessità di politiche e strategie di gestione a favore dell’ecosostenibilità”. È critico il commento di Alberto Maria Vedova, responsabile per l’Ambiente del movimento Italia dei Diritti, di fronte ai dati forniti dal 16° rapporto di Legambiente in collaborazione con l’Istituto di Ricerche Ambiente Italia e il ‘Sole-24 Ore’, che mette a confronto le prestazioni ambientali dei 103 capoluoghi di provincia italiani. Secondo lo studio nel Bel Paese si registra una battuta d’arresto nelle politiche ambientali urbane e una scarsa agilità nello sfruttare le opportunità, anche economiche, offerte da una più attenta e lungimirante gestione dei rifiuti, della mobilità e dell’energia. In particolare, la ricerca di Legambiente vede primeggiare ancora una volta solo comuni del centro-nord, mentre il Meridione resta ancora indietro. Nella classifica, Roma si posiziona soltanto 62°, bocciata sul fronte della mobilità e della gestione energetica e dei rifiuti. Nonostante ciò, l’assessore capitolino all’Ambiente, Fabio De Lillo, ha affermato come ci sia stato un miglioramento rispetto agli scorsi anni, con il recupero di otto posizioni grazie alle campagne di informazione per l’adozione di buone pratiche quotidiane e l’assunzione di uno stile di vita più sostenibile. “Nel resto del mondo e in particolare nei paesi scandinavi, il trasporto pubblico, il corretto smaltimento dei rifiuti, il riciclo, il risparmio idrico e l’efficienza energetica sono all’ordine del giorno - continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro -. Quando manca poco più di un mese alla Conferenza ONU sui cambiamenti climatici, dove si decideranno nuove strategie per far fronte a questa situazione, l’Italia si presenta ancora una volta indietro e soprattutto senza nessun piano che permetta di dimostrare una minima volontà di cambiamento”. Riguardo poi alla posizione della Capitale all’interno della classifica, Vedova ha affermato: “È impensabile che a Roma ci sia un parco di 70 auto e 14,37 moto ogni 100 abitanti e che vengano prodotti 646 chilogrammi di rifiuti per persona. Auspichiamo che siano al più presto messi in atto dei piani strategici e che le Istituzioni dimostrino un maggiore impegno nelle politiche di sostenibilità ambientale. De Lillo si dice soddisfatto che la Capitale abbia recuperato otto posizioni, ma Roma e l’Italia hanno bisogno di azioni più concrete”.

Scritto da: Paolo Leporati

ottobre 28th, 2009 at 7:51 pm

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Tassa sulla lode all’esame di maturità, l’Italia dei Diritti si indigna

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Roma, 28 ottobre 2009 - “Una decisione scorretta e meritocratica. Un principio raccapricciante che rende vano il riconoscimento della lode”.  Questo il commento di Annalisa Martino, responsabile Scuola e Istruzione del movimento Italia dei Diritti, riguardo alla decisione da parte del Fisco di tassare i bonus elargiti agli studenti che hanno superato l’esame di maturità con 100 e lode in pagella. Secondo l’Agenzia delle Entrate, i bonus, che nel 2008 ammontavano a 1.000 euro, poi ridotti a 650 euro quest’anno, non vanno considerati come borse di studio, ma come redditi ottenuti in base ai risultati raggiunti e quindi assimilabili a termini di legge ai rapporti di lavoro a tempo determinato e tassati a ritenuta a titolo d’acconto (il 20%). I licei che hanno avuto il merito di portare all’esame di maturità ragazzi capaci di ottenere la lode, dovranno trasformarsi in sostituti d’imposta, compilando e inviando all’Agenzia delle Entrate il Cud. L’obbligo riguarderà  solo gli studenti che godono anche di altri redditi e che comunque superano la soglia degli 8.000 euro annui. Chi non ha altri introiti non sarà tenuto ad alcuna tassa sulla lode. È stato più ironico nei confronti del provvedimento il commento di Vittorio Marinelli, responsabile per la Tutela dei Consumatori del movimento presieduto da Antonello de Pierro: “Il fisco fa bene e merita un bel voto con la lode per la meritoria iniziativa. È ora che i ragazzi la smettano di perdere tempo con inutili studi e che si dedichino ad attività molto più redditizie per la Nazione- ha continuato sarcasticamente l’esponente dell’Italia dei Diritti -. I recenti casi di Noemi e della D’Addario e dei tronisti dimostrano come se ci si impegna nella vita si possono ottenere ottimi risultati. L’importante - ha concluso Marinelli - è che la gioventù, facile a farsi corrompere da sfaticati nullafacenti come Socrate e a seguire, imparino quali sono i veri valori e i fondamenti da perseguire.”

Scritto da: Paolo Leporati

ottobre 28th, 2009 at 7:48 pm

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Rifiuti tossici al posto di bestiame a Enna, la reazione dell’Italia dei Diritti

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Roma, 28 ottobre 2009 - “Come al solito l’Italia si fa riconoscere. In un territorio già piegato dalla mafia, come la Sicilia, c’è ancora chi saccheggia e deturpa il territorio. Un plauso alla guardia di finanza che ha scoperto chi, ancora una volta, sfrutta i soldi dello Stato per operazioni losche invece di rilanciare l’economia”. Questo il commento di Roberto Soldà riguardo all’operazione di maxisequestro avviata dalla Guardia di finanza per un finto allevamento di bestiame a Catenanuova, in provincia di Enna. La struttura, che secondo i documenti doveva ospitare i bufali, in realtà era una discarica a cielo aperto. L’indagine ha fatto emergere un’ingente truffa ai danni dello Stato finalizzata alla percezione di finanziamenti pubblici Por e la commissione di reati ambientali. L’azienda “Allevamento bufalo mediterraneo Sicilia”, aveva ottenuto il contributo statale grazie alla presentazione di un piano industriale di ristrutturazione di uno stabilimento esistente con acquisto di animali, macchinari e impianti per l’allevamento di bufali destinati alla produzione di latte e mozzarelle. Le fiamme gialle hanno invece trovato all’interno dell’area degradata la presenza della società Ofelia ambiente srl, operante nel settore dello smaltimento dei rifiuti e proprietaria di un impianto di compostaggio. I capannoni destinati al ricovero del bestiame erano adibiti a deposito di immondizia e con la presenza di amianto, mentre l’impianto di compostaggio, poi, operava in difformità alle disposizioni sulla gestione e sul recupero dei rifiuti risultati, peraltro provenienti da altre regioni, tra cui la Campania. “Sembra di rileggere, di fronte a queste vicende, il seguito del romanzo Gomorra di Roberto Saviano - ha commentato Alberto Maria Vedova,  il responsabile dell’Ambiente per l’Italia dei Diritti - . L’impatto ambientale provocato da questi signori non è ancora calcolabile, ma si presuppone che sia  devastante, considerando che c’erano scorie di amianto. L’Italia dei Diritti - ha concluso l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro  - si augura che chi di competenza impedisca il ripetersi di certi episodi che, oltre a confermare la scarsità dei controlli delle forze dell’ordine, continuano a far sprofondare il nostro Paese in un vortice di reati ambientali, soprattutto dopo le sconcertanti rilevazioni in merito alla nave dei veleni”.

Scritto da: Paolo Leporati

ottobre 28th, 2009 at 7:47 pm

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Il caso Assirelli

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Il “caso Assirelli” rischia di diventare l’ennesimo episodio gestito con poca trasparenza e con seri dubbi sulla legittimità e liceità degli atti di questa Amministrazione. Nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale sono state richieste all’assessore Bernini spiegazioni nel merito di questa assunzione per lo meno “particolare” del figlio di Mario Assirelli, segretario vicario del sindacato Sulpm della municipale, in seno all’assessorato alla Sicurezza, che aveva a suo tempo fatto affermazioni molto “morbide” riguardo al comportamento tenuto dai vigili indagati per il caso Bonsu.

Colpisce questa operazione non solo per le parentele e il rapporto - per lo meno “scomodo” - con il caso Bonsu, ma per l’oggetto stesso dell’incarico, definito da Bernini “di supporto all’attività del settore sicurezza per il raggiungimento degli obiettivi prefissi”. Ma come è possibile fare un bando di selezione per la ricerca di una figura di alta professionalità ex art. 110 comma 1, per un posto su dotazione organica, che non poteva essere altro che quello di responsabile della sicurezza urbana, ai sensi della nuova macrostruttura approvata e poi andare ad assumere una persona su un posto al di fuori della dotazione organica, ai sensi dell’art 110 comma 2? Come si può fare un bando con alcuni requisiti e assumere sulla base di altri? D’altronde sembra che nel nostro Comune questo sia una prassi, almeno per la polizia municipale, per la quale lo stesso comandante è stato individuato in una figura che aveva presentato il proprio curriculum ampiamente dopo la scadenza del bando di selezione, quando il bando stesso dava termini perentori.

E poi abbiamo davvero bisogno di questo “supporto” da 150 mila euro in tre anni? Non c’era all’interno altro personale da destinare a questo genere di compito? E soprattutto come si spiega il fatto che al nuovo assunto si affidi lo stesso compito, stesura di un manuale della carta sulla sicurezza urbana, già conferito alla fine dello scorso anno per 20.000 euro ad un altro soggetto?
Credo che sia doveroso per l’assessore e per il Sindaco dare conto di questa assunzione e di questa sovrapposizione di incarichi e soprattutto che sia necessario smetterla di spendere e spandere in consulenze e assunzioni “personali” e di tenere comportamenti amministrativi in spregio alle norme

Scritto da: Paolo Leporati

ottobre 28th, 2009 at 7:45 pm

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Aggressione e pestaggio in via Garibaldi

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Ci sono situazioni che se prese singolarmente possono essere giudicate come episodi di piccola criminalità di tutti i giorni, più che normali e fisiologici in una città delle dimensioni di Parma.
Ma se vogliamo allargare lo sguardo e cogliere correttamente i segnali, allora non possiamo che giudicare questo crescendo di lampi di violenza come un chiaro messaggio d’allarme, un grido che arriva dal cuore della città, un grido che nessuno raccoglie.
Stiamo parlando di via Garibaldi e del pestaggio del poliziotto di lunedì pomeriggio. Un episodio che alza ancora una volta la soglia di gravità di questi ripetuti episodi.
In pieno centro, in pieno giorno, un poliziotto aggredito e picchiato, tenuto fermo per essere conciato per le feste. Crediamo di non abitare in un qualche angolo disperato di mondo dove è solo la legge dei più forti a dettare le regole. Crediamo di non abitare in una megalopoli dove certi quartieri non sono nemmeno attraversati dalle forze dell’ordine. E nemmeno la nostra terra si trova nei pressi di Bagdad o di Kabul.
Siamo nel cuore della Pianura Padana, nella città che lo stesso giorno si giova dei risultati di un sondaggio sull’eco sistema.
Ci sono luoghi in questa Parma dove il buio sconfigge la luce anche di giorno.
Lo ribattiamo sui tasti anche oggi, come un mantra inarrestabile.
Via Palermo, via Trento, via Garibaldi, via Verdi, le piccole laterali… La direttrice della stazione rimane il punto dolente della città che fatica nell’opera di integrazione, incespica nel confondere accoglienza e inazione, integrazione e passività.
In questi anni, da quel 2000 in cui ci siamo mossi, la nostra associazione ha messo in campo tutta la propria energia per riportare l’attenzione sui borghi del centro storico e sulle sue malattie, spesso curabili ma sempre contagiose.
Non ci siamo mai stancati di organizzare eventi culturali e manifestazioni che ripopolassero queste strade di una umanità positiva e propositiva.
Non ci siamo nemmeno mai tirati indietro davanti all’evidenza dei fatti.
Non ci siamo mai fermati davanti a certe gravi situazioni che andavano denunciate.
E non ci siamo fermati nemmeno oggi.
Non siamo però noi le forze dell’ordine, non siamo noi gli addetti alla sicurezza.
Noi siamo i cittadini e i commercianti che possono collaborare e dare una mano, segnalare e suggerire, sostenere e corroborare.
E non abbiamo mai lesinato critiche se le critiche erano necessarie ed elogi quando era il caso, liberi di considerare il benessere del centro storico e dei suoi abitanti senza colore ne appartenenze politiche.
Ancora manca qualcosa da parte di chi è incaricato di questi temi.
Le nostre strade pullulano di nullafacenti, di persone che non possono campare di aria e che quindi ad altre attività devono per forza dedicarsi, che circolano da anni nelle nostre strade senza manifestare problemi di natura economica, pur non essendo impegnati in alcuna attività.
Ancora vediamo case fatiscenti riempite all’inverosimile di inquilini, senza che nessuno verifichi le condizioni igienico sanitarie, i contratti di affitto, le misure di sicurezza, di fatto confermando la sensazione che tutto si possa fare, nulla si rischi.
Ci sono immigrati, ovviamente quasi tutti, che patiscono code negli uffici per convincere del loro lavoro pulito ed altri, una ristretta minoranza, che manifestano incredibile arroganza e si rendono protagonisti di episodi come quello di lunedì.
Quando la città vorrà fare distinzione tra di essi?
Quando la città vorrà verificare i contratti di affitto?
Quando la città manifesterà ferme intenzioni di risposta prima che sia troppo tardi?

Distinti saluti

Associazione I Nostri Borghi

Fabrizio Pallini

Scritto da: Paolo Leporati

ottobre 27th, 2009 at 7:37 pm

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Come vivere con mille euro al mese?

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Paolo lepoarti

Paolo lepoarti

Diventa sempre più difficile  vivere con 1000 euro al mese. Possiamo essere retorici, ma chi in questo momento sta scrivendo ne percepisce, 1200. Se facciamo bene i conti, tra affitto, bollette, e spese varie, lo stipendio, che prendi il giorno 27 di ogni mese, vola via senza accrgersi di non aver goduto nulla. In questa situazione, esistono milioni di italiani. Esistono anche gli italiani, che non guadanano neppure quelli, perchè l’azienza li cassaintegra, oppure li molilità senza problemi. C’è chi addirittura viene licenziato ecc. Allora io sempre che scrivo, mi chiedo: proviamo a far vivere un nostro politico con 1000euro al mese  per circa due anni. Risultato, sarà; ma che cazzo di vita faccio. Si lavora per lo stato, per le banche, per i padroni di casa, ma si lavora per il solo gusto di mangiare altrimenti si crepa. Le soddisfazzioni che una famiglia o un nucleo famigliareha nel suo dna sacrificio. Si fatica ad arrivare alla famigerata terza settimana, o forse ormai alla seconda. Colpadella crisi? Certo. La crisi parolone da spavento. Ma la crisi per chi: per il mondo dello spettacolo,della moda, per i calciatori, per i politici, per chi. Sono incazzattissimo. Sono deluso,  da tutti quei  quaquaraqua, che ci stanno facendo affondare. Pensate: se un giorno di punto in bianco, smettessimo tutti di lavorare non pagassimo più le tasse, se decidessimo di adottare il sistema disubbidiente finiremmo tutti a ramengo, e con noi anche chi continua nella politica a sperperare denaro dei contribuenti. Lo so che sto facendo demagogia o a volte mi lascio andare in fantomatiche frasi banali e del tutto scontate.Posso assicurare che nessuno, sta facendo nulla per combattre un sistema fatto solo di abusi nei confronti dei citadini. Sono partito da lontano, perchè vivo questo diasgio in prima persona, e non credo più che Berlusconi, Bersani,con  la politica fatta di affari, intrecci e interessi, possa portarci lontano. Ecco perchè lotto tutti i giorni affinchè il mio futuro, ormai, attestato attorno alle 50 primavere   possa essere di stimolo alle nuove generazioni e atutti quelli, che come me sono impengnati nel difendere la propria dignità di persone, in una società che di buono ormai sta facendo vedere solo il fondo del barile. Un altra domanda me la  faccio : sto agendo bene? Dovrei fregarmene, e ragionare vivendo alla giornata? Sarebbe megio. Tanto non sarò sicuramente il palladino della causa! Oppure con me ci sono ancora persone di buon senso incazzatissime, che vogliono lottare per cambiare le cose. Gli ideali, in politica non portano soldi, e per questo il sottoscritto, non si aricchirà mai. Tanto la sveglia suonerà sempre alle 5 del mattino. Statene certi. Libera politca nasce con l’intento di lottare per una società migliore, in politica come voi spaete ci vogliono risorse mezzi  e un culo incredibile. Nasciamo senza mezzi e senza risorse e non chiediamo tesseramenti. La libertà assoluta di professare un pensiero libero e democratico nasce dalla voglia di mandare a cagare i partiti, i capibastone e il suo enturage. Non chiediamo due euro per votare il nostro segretario. Non abbiamo finanziamenti  pubblici, ma abbiamo una grande virtù. La libertà di non essere sottomessi, alla volontà altrui. Ecco perchè chiediamo che il nostro movimento sia un movimento civico forte capace  di esprimere il dolore di tuuti quei soggetti che come me, hanno uno stipendio da fame. Dobbiamo costruire l’esercito, per le battaglie dei nostri ideali.  Nessuno, potrà cancellare il nostro simbolo, il nostro modo corretto di fare politica. Saremo sempre in mezzo alla nostra gente, nel bene, e nel male. Saremo un movimento, capce di prtare avanti battaglie e capamagne elettorali, senza soldi, come si faceva un tempo useremo se occorre le nostre armi, affilando i nostri coltelli, con il dialogo, il vecchio ciclostilo, ma sopratutto scendendo nelle piazze senza essere comici, mostrando la nostra busta paga e la nostra faccia. Sicuramente saremo in grado, di inseganre ai professori della politica, che le nostre idee sono diverse dalle loro. Spaete perchè: In politica spesso troviamo medici, ingegnirei avvocati, commercialisi, mai un operaio. Allora noi siamo questi.Una stuentessa un pensionato un operaio ecc.  Vi pare poco? Lascio  a voi cari lettori, il commento di questo sfogo, e scusate se non parlo il politichese, non l’ho ancora imaprato. Scusate se ogni tanto trovate un errore di battitura o la frase è sconessa, ma sono uno di voi.

Paolo Leporati

Libera Politica

Scritto da: Paolo Leporati

ottobre 27th, 2009 at 7:24 pm

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