“Noi non rispondiamo”. Ai lettori
Fomte repubblica.it Parma
Il Comune: “Non rispondiamo”
Il 19 novembre, dopo aver ricevuto diverse lettere da cittadini, società appaltanti e partiti politici, Repubblica Parma ha rivolto 10 domande al sindaco e al Comune di Parma sulla questione metropolitana. Dopo 8 giorni di attesa, questa la risposta ufficiale del Comune, pervenuta dal sindaco: “Noi non rispondiamo”. Ai lettori
Le 10 domande
Una serie di domande per aiutare a fare chiarezza su un progetto dal costo complessivo di 341 milioni di euro (di cui 209 a carico dello Stato e 132 gravanti sulle casse del Comune). L’iter di approvazione dell’opera negli ultimi mesi si è arenato al Cipe, rinviando così l’apertura di cantieri annunciati per la seconda metà del 2009. Il contraente generale dell’infrastruttura e l’amministrazione comunale sono su due fronti contrapposti. Abbiamo deciso di rivolgere dieci quesiti al sindaco di Parma Pietro Vignali e a Metro Parma. Un modo speriamo utile e trasparente per diradare le nubi che al momento avvolgono quello che per la città è l’appalto del secolo.
1) E’ ancora strategico il progetto di metropolitana con il quale l’attuale amministrazione si è presentata agli elettori vincendo le elezioni?
2) Credete che la crisi economica imponga un ripensamento sull’utilizzo delle risorse, considerato anche l’indebitamento che l’opera comporta per le casse comunali?
3) Il sindaco di Bologna Flavio Delbono sta cercando (lo ha dichiarato ai giornali) di attuare un piano B che consenta di preservare le risorse statali destinate al metrò di Bologna da converire però su altre infrastrutture. E’ un’ipotesi percorribile anche a Parma?
4) Se sì, l’idea di una o più metrotramvie di superficie- sul tipo di quella allo studio a Firenze- è fattibile?
5) Il sindaco ha più volte ribadito che mancano 37 milioni di euro per il materiale rotabile e che lo Stato si è impegnato a reperire le risorse entro la fine dell’anno. Se copertura statale non ci sarà, l’amministrazione chiederà - dopo il 31 dicembre 2009- esplicitamente il finanziamento al governo?
6) E’ vero cha ad oggi su questo progetto sono stati spesi 26 milioni di euro di denaro pubblico, come afferma la lettera della società consortile aggiudicatrice dell’appalto del 7 novembre scorso?
7) Se questa cifra non corrisponde al vero, quale è l’importo totale effettivamente impiegato ad oggi da parte di Comune e Metroparma?
8 ) Da quali capitoli di bilancio comunale sono stati reperiti i fondi per coprire queste spese?
9) Potete spiegare con precisione che destinazione abbiano avuto questi soldi, secondo quali criteri, quali soggetti pubblici e privati ne abbiano beneficiato?
10) E’ allo studio la possibilità di rescindere il contratto con l’Ati (Associazione temporanea di impresa) aggiudicataria? E’ stato calcolato l’eventuale esborso per penali da pagare?
La Nostra Opinione
Queste sono state le dieci domande posate dal quotidiano online, il Comune di Parma come avete potuto leggere all’ inizio dice non rispondiamo ai lettori. Ancora una volta siamo di fronte al’ arroganza dei nostri amministratori nel gestire la cosa pubblica. Se un proverbio dice: domandare è lecito rispondere è cortesia, il sindaco Vignali, questa cortesia proprio non la conosce come metodo di confronto con chi ha saputo criticare scelte della passata campagna elettorale. I cittadini di Parma devono fare i conti con uno slogan del tutto poco appropriato “Comune Amico”. Ma come fa un comune ad essere amico se non ha la coretesia di rispondere a domande pressochè più che logiche? Eccco perchè è importante organizzare a Parma un” No Vignali day“. I cittadini di Parma con un voto si espressero a favore del giovane quarantenne eleggendolo con i voti, a primo cittadino. Lui hai il dovere morale di rispondere su temi importanti come la metropolitana.
Paolo Leporati











