Archive for dicembre, 2009
Aumento pedaggi autostradali, tutte le strade portano ad Arcore
Una raffica di aumenti per i pedaggi autostradali dal prossimo 1° gennaio, dichiara Pietro Giordano Segretario Nazionale Adiconsum, che non hanno nessuna motivazione, né inflazionistica né dettata da investimenti strutturali su un sistema autostradale fermo agli anni ‘60.

Lui incassa e noi paghiamo ….
La media degli aumenti che scatteranno dal 1° giorno sono pari al 2,40% in media, ma su alcune tratte l’aumento raggiunge una percentuale pari al 4,78, come sulla Roma-L’Aquila, imponendo di fatto una “gabella di transito” pari a 6 euro per tutti i pendolari del quadrante est dell’hinterland capitolino, solo per fare un esempio.
È l’ennesimo aumento dei pedaggi nel 2009, che favorisce in particolare Autostrade per l’Italia che gestisce km 2854,6 dell’intera rete autostradale e che vede solo un minimo introito (circa 270 milioni) per l’Anas. Così continuerà ad allargarsi la forbice tra il sistema autostradale del Nord e quello del Sud, con la telenovela del completamento della SA-RC e delle “autostrade”, se così possono essere definite, della Sicilia e del Mezzogiorno in generale.
L’affitto sulla sede del Parma cotto
Egregio direttore,
le scrivo in merito alle affermazioni fatte dal Comune di Parma in merito all’affitto dell’ex area Parmacotto di via Conforti.
Per giustificare la spesa di affitto, come riporta l’esaustivo articolo a firma S.A. pubblicato dall’Informazione del 24 Dicembre 2009, afferma testualmente: “Da notare che la somma dei suddetti affitti ammontava a 293mila euro e che quindi l’attuale sede non costa un euro in più all’amministrazione, anzi qualcuno in meno. Tra l’altro, l’affitto, per la superficie di 1750 metri quadrati, equivale a 160 euro al metro l’anno, una quotazione di sotto alle medie di mercato”.
Ad una prima lettura non ho trovato nulla di anomalo, poi mi ho iniziato a fare due conti: il risultato che è saltato fuori è sostanzialmente il seguente. Un ufficio di 100 metri quadrati, a Parma, avrebbe, oggi, un prezzo di mercato superiore a 160 euro al metro quadrato, cioè oltre i 16mila euro l’anno. Il prezzo mi sembrava sicuramente alto, soprattutto, tenendo conto della posizione non certo felice e centrale di via Conforti. Dopo una rapida ricerca sul web, per cercare un po’ di annunci immobiliari, ho potuto verificare la mia iniziale ipotesi di un prezzo troppo elevato. L’unico immobile con un costo analogo che ho visto, presso le agenzie immobiliari cittadine era un ufficio di 150 metri quadri in zona Via Farini. Gli altri prezzi indicati per uffici si attestavano attorno ai 100 euro/metro quadrato l’anno.
Sicuramente gli affitti precedenti potevano essere stati complessivamente più alti, ma erano affitti sottoscritti diversi anni orsono, in un momento in cui l’economia tirava e i prezzi, che si riferiscono alle locazioni, uso ufficio, erano mediamente più elevati di quelli odierni, in cui se si riesce a trovare un inquilino c’e’ da incrociare le dita e sperare che riesca a pagare.
In base a questa valutazione di larga massima, fatta prendendo per buone le cifre riportate nell’articolo, vorrei fare alcune brevissime considerazioni.
Da un alto è vero che vi sia un minimale risparmio rispetto alla situazione precedente. Credo, tuttavia, che data la situazione di assoluto ristagno in cui versa il mercato immobiliare di Parma, specialmente per quanto riguarda gli uffici e gli immobili dedicati ad attività, sia un costo eccessivo, rispetto ai prezzi correnti visti online. Occorre poi tenere conto del fatto che immobili ad uso ufficio individuati, presentavano aree complessive sotto a 300 mq e che di solito il prezzo unitario al metro quadro (è una legge di mercato abbastanza costante) di solito scende all’aumentare della superficie. In merito alla totale stagnazione del mercato immobiliare, posso testimoniarlo direttamente, essendo socio in una piccola società d’ingegneria, che tra le altre attività, svolge a Parma certificazioni energetiche degli immobili. Dopo una fiammata (apparente) dopo l’estate il mercato immobiliare cittadino si è completamente paralizzato, e si evince dal numero di documenti che le agenzie immobiliari con cui collaboriamo ci hanno commissionato.
Mi viene da sorridere, pensando al bando e al modo di pubblicizzazione del medesimo, perché, dati prezzi e la certezza dei pagamenti, se fosse stato adeguatamente pubblicizzato alla città, avrebbe generato code di proprietari per offrire i propri immobili a prezzi ben minori di quello indicato dal Comune.
Sicuramente il Comune avrà fatto delle precise valutazioni, che tuttavia non paiono comprensibili, almeno dal punto di vista economico e funzionale. Credo che la nota del municipio, alla luce del prezzo, non così di mercato, almeno per Parma, dovesse contenere necessariamente valutazioni tecniche e funzionali, che tuttavia non trapelano dall’articolo. Le chiedo pertanto di verificare le cifre riportate e anche di rendere edotti i lettori in merito ad altre ragioni della scelta che fossero indicate nel comunicato comunale in merito all’aggiudicazione del bando SST, da parte della Belforte Real Estate Parma, con sede in via Farini n.34. Ringraziandola per le precisazioni e i chiarimenti che volesse gentilmente fornirmi, faccio i migliori auguri di un buon anno nuovo a Lei, alla redazione e a tutti i lettori.
Ph.D Ing. Michele Trancossi
Universita’ di Modena e Reggio Emilia
American Society of Standards and Measurement
American Society of Mechanical Engineers
Scudo fiscale: i furbi hanno risparmiato 50 miliardi di euro
A metà del corrente mese s’è chiuso lo scudo fiscale, un provvedimento dell’attuale Governo in carica finalizzato a far rientrare capitali, asset e beni che sono sfuggiti alla lente del Fisco. La misura, tra l’altro, è stata prorogata fino al prossimo mese di aprile, ragion per cui, anche in scia al fatto che dopo le sanzioni saranno più aspre, chi ha tergiversato con il “primo tempo” dello scudo fiscale potrebbe aderire in “zona Cesarini“. In ogni caso, è bene al riguardo farsi quattro conti; le stime ufficiose, circolate nei giorni scorsi, indicavano il rientro di 100 miliardi di euro “grazie” proprio allo scudo fiscale. Gli aderenti, detti anche “scudanti”, hanno pagato per mettersi in regola il 5%, con la conseguenza che lo Stato ha incassato all’incirca cinque miliardi di euro. Meglio di niente piuttosto che lo zero assoluto; pur tuttavia, la Federconsumatori mette in risalto che, applicando ritenute fiscali eque, come quelle che vengono applicate ai contribuenti onesti, di miliardi di euro lo Stato ne avrebbe dovuto incassare ben 55, corrispondenti ad una manovra finanziaria “lacrime e sangue”.
Pensate a cosa potrebbe fare lo Stato con 55 miliardi di euro in cassa pronti da “spendere”: si potrebbero mettere in atto politiche di sostegno al lavoro, al reddito ed alla famiglia tali che, se tutto ciò fosse fatto proprio in questa fase, ci farebbero probabilmente uscire in maniera molto rapida dalla stagnazione economica e da una situazione a livello occupazionale caratterizzata da un “esercito” di due milioni di persone senza lavoro. Ma tutto questo è solo un sogno, mentre i furbi, tutti insieme, hanno risparmiato 50 miliardi di euro.
Difendiamo la nostra città dalla politica degli affari ecco i punti del no Vignali day
Costruzione del termovalorizzatore: alternativa centro riclico modello vedelago Società partecipate. Agevaloano gli appalti al comune e investono su beni patrimoniali di proprietà dell’ ente pubblico usando il sistema delle scatole cinesi. Poca rilevanza all’ autority alimentare come capitale indiscusso del mondo agro alimentare. Piano trasporti e investimenti inutili che indebiterebbero la città per generazioni progetto metropolitana, più investimenti in campo del trasporto pubblico locale abbastanza efficente con correttivi. Privatizzazzioni delle asp e accordi con sanità privata favorendo le strutture degli amici degli amici. Azzeramento delle liste d’attesa degli asili, e affari solo con cooperativa proges e compagnia delle opere ingressi previsti zero per il 2010. Centro aiuti alle famiglie e la bufala della familycard il comune investe poco e niente. L’aiuto consiste nel applicare sconti e caricare si 8 euro al mese la card. Anziani non esistono piani particolareggiati sul servizio alla persona si fanno pochi investimenti: Proposta progetto esperidi, anziani, e giovani coppie negli stessi condomini come progetto si sussidiarietà Nessun investimento particolareggiato sui giovani. Lavori pubblici. Investimenti in opere inutili, scontentando interi quartieri vedi l’oltretorrente con opere inutili alla collettività in tempo di crisi basati solo esclusivamente sul finacial project Cultura troppi contenitori vuoti e due assessori Sommi e Lasgna, spesso non riempiti di contenuti come la costruzione del teatro dei dialetti il caffè letteraio la casa della poesia lo scalo merci idee, solo sulla carta senza copertura finanziaria. Viabilità: Mancano le infrastrutture necessarie come i sotto passi determinabti degli snodi viabilistici per la congestione del traffico. Mancano piani necessari sull’ attuazzione del rilancio del piccolo commercio e con il rilancio delle botteghe artigianali. Spesso la città è in mano ai cinesi sul settore commercio. Energie alternative non si investe nulla su un piano programmatico per lanciare il fotovoltaioco necessario per l’alternativa. sul settore sicurezza. Rete libera per tutti è necessario che internet sia fruibile da maggior utenti con connessioni wirless affinchè lo strumento inernauata diventi partimonio comune. Questi sono alcuni punti dove la città è in sofferenza ed è per questo che il 20 febbraio manifesteremo al no vignali day.
Buon capodanno a tutti i nostri lettori amici e simpatizzanti
Dopo il processo breve il concorso breve…..
In Comune hanno anche inventato il Concorso Breve! Sul sito del Comune di Parma è pubblicato un “Avviso pubblico per l’affidamento di un incarico finalizzato alla realizzazione di un progetto di potenziamento dell’esperienza di semplificazione amministrativa avviata con il progetto “Comune Amico”, in quanto il Comune di Parma intende avvalersi di un incarico finalizzato alla realizzazione di un progetto di potenziamento dell’esperienza di semplificazione amministrativa avviata con il progetto “Comune Amico”. Data di pubblicazione il 23.12.2009.(antivigilia di Natale) Data di scadenza il 29.12.2009 (in mezzo ci sono la Vigilia, il Natale, S.Stefano, la Domenica). Giorni lavorativi utili due (lunedì e martedì). Quanti saranno i partecipanti? E la minoranza cosa dice? Chi sarà il fortunato vincitore? Attendiamo pazientemente, pieni di curiosi.
L’attualità di Craxi
Fra commemorazioni o strade da dedicargli, torna di attualità la memoria di Bettino Craxi. Napolitano e la Moratti hanno portato alla ribalta un politico molto discusso, prima del tempo necessario per far decantare le anemosità. Personalmente posso testimoniare il mio vissuto di quella tragica stagione della politica italiana. Ho militato nel PSI dal 1976 al 1991, nella componente dell’ex sindaco Gherri, gruppo di minoranza nella federazione di Parma. Gherri ex demartiniano non fù mai craxiano, nè tenero verso la sinistra socialista che appoggiava Craxi. A Parma Ferrarini, Fabbri e Lindi erano uomini di potere, mentre Gherri esercitava una coscienziosità critica. Quindi per essere stato nella segrateria del comitato cittadino e nel direttivo provinciale diversi anni, ho la presunzione di aver testimoniato il disagio di molti socialisti, riguardo l’operato di Craxi. Mi iscrissi dopo lo storico congresso del Midas, dove Craxi, De Michelis, Formica e Signorile conquistarono la segreteria del partito, dopo aver elaborato un programma di riforme di stile social-democratico da attuare nel Paese, come già i paesi scandinavi e la Germania di Brandt avevano realizzato. Fù all’inizio una stagione di novità positive, anche dopo l’avvento di Pertini al Quirinale. Craxi fù il primo capo di governo socialista, nominato da un presidente della repubblica anche lui socialista. Ma la consistenza di Craxi non fù sicuramente quella di Pertini. Così provai la grande delusione di non vedere mai realizzate le riforme del Midas, poichè la gestione del potere portò Craxi alla dimenticanza di quei proponimenti congressuali. E’ fu la stagione dei nani e delle ballerine, quasi premonitrice del berlusconismo. Infatti Berlusconi deve a Craxi eterna riconoscenza, per la disponibilità accordatagli come imprenditore edile di Milano due, tre… dai sindaci Tognoli e Pillitteri, quest’ultimo cognato di Bettino. Poi vi fù la stagione di mani pulite che scoperchio ogni broda. Il PSI si evaporò come neve al sole, perchè era ridotto ad un aggragato di tifosi dell’unico leader. Quanto succederà al Pdl alla fine politica di Berlusconi. E i socialisti craxiani si trovano infatti nel centro-destra berlusconiano… Cicchitto, Brunetta, Bonaiuti e company. Li definisco craxiani più che socialisti, perchè con la vera storia del Socialismo democratico e liberale, questi signoori non hanno nulla da spartire. Anche perchè i propri errori non si possono sminuire, scaricando le responsabilità all’anti-storica politica dei coministi nostrani o alla scuola di corruzione del potere democristiano. Si penso proprio che Craxi per qualche tempo doveva essere lasciato riposare in pace, almeno fino a quando nel paese non ritorna un clima idoneo e propenso ad una serena analisi politica, cioè dopo la fine del berlusconismo che per certi aspetti rappresenta una continuità della politica craxiana.
Società partecipate se non ci fossero bisognerebbe inventarle
Fonte Repubblica.it Parma
Nel 2008 il mercato bestiame, nel 2009 le Stalle. I conti del Comune salvati da gosini e cavalli. La (s) vendita ad Alfa del Macello comunale e delle ex Stalle della Duchessa Maria Luigia ripropone un modello in cui l’amministrazione comunale si è ormai specializzata: l’utilizzo delle società partecipate come fossero fisarmoniche, una volta assorbono i debiti, un’altra emettono crediti. Controparte la casa madre Comune di Parma. Il bilancio 2008 era stato chiuso grazie alla vendita per 21 milioni di euro dell’ex mercato bestiame al Cal (Centro agroalimentare e logistica), società partecipata in maggioranza dal Comune che aveva avanzato l’unica offerta (un copione che si ripete) nel contesto del piano alienazioni. Una salvifica boccata d’ossigeno per le casse comunali. Quest’anno, con una serie di dismissioni immobiliari al palo, si apprende da una doppia delibera di giunta del 17 dicembre che le ex Stalle e il Macello che nessuno vuole (tre le aste andate deserte) se li prende Alfa per quasi 4 milioni a favore del Comune. Cosa è Alfa? L’Agenzia logistica delle filiere agroalimentari, neonata società di scopo creata dal Centro agroalimentare e logistica (socio di maggioranza, come detto, il Comune) per realizzare e gestire un polo di ricerca e logistica nei 39 mila metri quadrati di superficie lorda utile dell’ex area mercato bestiame di viale dei Mercati (passato la primavera scorsa ad Alfa) . Uno e trino, alla guida di Cal, Alfa e pure Stt ( la megaholding pubblica che tutte le spa pubbliche di scopo assorbirà) siede il manager Andrea Costa. Schema identico con la vecchia sede della Gazzetta di Parma che va per 2,5 milioni a It City, controllata anch’essa dal Comune. La prassi è dunque consolidata: si spostano debiti e crediti da una casella all’altra ma il terminale è sempre lo stesso: piazza Garibaldi. Potrebbe tuttavia non bastare. Il consuntivo 2009 prevedrebbe infatti il rinvio di numerose opere pubbliche a causa delle minori entrate da oneri di costruzione.
2010 anno di quale ripresa ?
Sono trascorsi quasi due anni, dall’esplosione della crisi economica più grave verificatasi dopo il secondo conflitto mondiale. In tutti i Paesi si sopportano le gravi coseguenze che si sono abbattute sulle economie, con particolare gravità sulle fascie sociali più deboli. Grave crisi economica vuol dire perdita del lavoro con conseguente e drammatico aggravamento della povertà. Molti analisti hanno fatto previsioni di ripresa, altri hanno affermato che l’Italia si è difesa egregiamente, grazie all’attitudine al risparmio dei suoi cittadini. Sopratutto il Governo in carica stilla giornalmente ottimismo, aiutato dai media che non evidenziano sufficientemente la situazione reale. Dato che ogni giorno si registrano cessazioni di attività in ogni settore. Per ora siamo quindi impantanati in una economia da periodo bellico, che in epoca moderna si combatte anche con spietata concorrenza siu mercati globali. Purtroppo noi europei siamo compressi fra l’esigenza di ripresa del continente americano e la portentosa economia asiatica dell’India e della Cina. L’Italia poi rappresenta una delle economie più fragili dell’Europa, grazie ad un’enorme debito pubblico prodotto della cattiva e pluriennale gestione politica.
Molti e più economisti, anteponendo il pessimismo della ragione all’ottimismo della volontà, ci fanno sapere che le attuali difficoltà non saranno facilmente superabili nel breve periodo. Personalmente credo che questi ultimi analisti siano più affidabili. Conseguentemente le ricette più idonne per curare il male non sono per ora favorevoli a terapie di espansione ma di contenimento. Un’economia gracile non può affrontare progetti faraonici ma si deve concentrare nella cura e nella successiva guarigione del male. Ad esempio ora non serve all’Italia la costruzione del ponte sullo stretto di Messina, meglio sarebbe arginare il dissesto ambientale che grava pericolosamente sul Paese. Quindi accertare i ritardi infrastrutturali per colmarli nell’interesse di tutti i cittadini che vivono dalle Alpi a Lampedusa. Sottolineamo quindi la convinzione che nel 2010 non i sarà quella ripresa irresponsabilmente decantata da politici incoscienti.
Anche a Parma riscontriamo notevoli contradizzioni nella gestione del bene pubblico, da parte dell’amministrazione comunale. Il bilancio previsionale 2010 è fantasmagorico come i botti di capodanno. Un continuo alimentarsi del debito trasferito dal Municipio alle scatole cinesi delle società partecipate. Soldi che sempre dovranno pagare le future generazioni di parmigiani. E tutto per quale futura prospettiva di città ? Una Parma stravolta dalla megalomania di amministratori che hanno costruito un ponte iperbolico su di un torrente quasi sempre in secca, che hanno reso invivibile il parco ducale dopo una ristrutturazione di semplice immagine, che hanno costruito un teatro per i dialetti quando si dovrebbe saper parlare un linguaggio di maggiore comunicazione e conoscenza… Per arrivare alle ultime progettualità di una città che da piccola copia della grande Parigi, come la vollero i Borboni e gli Asburgo, si ritroverà ad essere copia di quartieri spagnoli… per favorire continue e frastornanti movide.
No in questo tipo di sviluppo proprio non ci riconosciamo, nel tempo libero preferiremmo l’accoglienza di un pergolato d’osteria piuttosto d’ un frastornante ammasso stradale. Anche perchè nella serena determinazione delle osterie dell’Oltretorrente e del Naviglio si organizzarono le barricate del ‘22, cosa inconcepibile nel frastuono di via D’Azeglio anche una minima critica alla irresponsabilità di Vignali. Poi per quanto riguarda le politiche per gli anziani, siamo fermi al progetto Esperidi, cioè l’anziano tutelato nella sua abitazione, e non condividiamo la progettazione del ghetto che Lasagna e Vignali stanno studiando. Per farla breve vorremmo una politica più sensibile alla qualità della vita del cittadino, e non solo attenta alla futilità delle mode, dove possono convivere esagerazioni e miserie, come il progetto della ghiaia ed il bilancio di maggior indebitamento.
Due dirigenti alla Brunetta
Brunetta, ovvero l’energumeno tascabile o colui che ha al testa troppo vicina al sedere, per poter ragionare correttamente. Sono solo due delle innumerevoli descrizioni, del nano ministro, comparse sui media. E Brunetta non si è smentito, quando ha descritto l’amministrazione comunale di Parma, come un esempio da copiare. Infatti in una lettera alla Gazzetta, in data 28/12/09, un ex dirigente comunale finge solidarietà all’assessore Aiello, unicamente per denigrare l’operato del suo successore che ha coordinato gli interventi del fallimentare piano neve. Rivalità, invidia di ex colleghi o altro ? Forse si scoprirebbe del’altro, ma se ne dovrebbe interessare la Magistratura inquirente ! Forse all’ex non è piaciuta l’estromissione dal posto di comando, che in effetti gestisce contratti, gare d’appalto….. Si caro Brunetta, se non vuoi altri brutti epiteti, devi documentarti meglio. Ed all’assessore Aiello non invidiamo certamente la collaborazione del dirigente, così aspramente criticato dal suo ex.
VIGNALI SINDACO DA NON AMARE
QUANDO IL GIORNALISTA TRAVAGLIO AFFERMA DI NON ESSERE UNICO, A POTER ODIARE CHI GESTISCE MALAMENTE IL POTERE, HA UNA RIPROVA PER QUANTO STANNO SUBENDO I RESIDENTI DI VIALE OSACCA, CHE NEI CONFRONTI DI VIGNALI NUTRONO PROFONDO ODIO. INFATTI, COME RECITA LA MASSIMA ” ALLA PRIMA SI PERDONA ALLA SECONDA SI RAGIONA MA ALLA TERZA SI BASTONA”, VIGNALI HA SUPERATO OGNI LIMITE, QUANDO HA DELIBERATO LA COSTRUZIONE DEL PARCHEGGGIO SOTTERRANEO NEL SUDDETTO VIALE.
CINQUE ANNI FA, VIGNALI COME ASSESSORE ALLA VIABILITA’, DECISE DI GUASTARE L’INTERA MOBILITA’ DEL QUARTIERE INSTAURANDO IL SENSO UNICO SIA IN VIALE PASINI CHE IN VIALE OSACCA. VIALE PASINI NE TRASSE BENEFICIO, VIALE OSACCA FU GRAVATA DI TUTTO ILTRAFFICO DI ATTRAVERSAMENTO VEICOLARE DA NORD-EST PER ALTRE DIREZIONI. ALLORA , CON SPIRITO DI COLLABORAZIONE, VENNERO CONSEGNATE PERSONALMENTE A VIGNALI OLTRE 1400 FIRME DI DISSENSO. LA RISPOSTA FU DI ATTENDERE UN PERIODO DI SPERIMENTAZIONE.
ERA SOLO UNA FALSITA’, POICHE’ VIGNALI AVEVA ORMAI DECISO DI PAGARE QUALCHE CAMBIALE ELETTORALE A QUALCHE AMICO, RESIDENTE IN VIALE PASINI. TANTE’ CHE APPENA ELETTO SINDACO PERMISE, ALL’ASSESSORE SCIAGURATA AL COMMERCIO COLLA, L’ISTITUZIONE DEL MERCATO SETTIMANALE DI QUARTIERE, PROPRIO IN VIALE OSACCA. E FU IL SECONDO TORTO CHE I RESIDENTI DOVETTERO SUBIRE. LIBERA POLITICA DENUNCIO’ L’ARBITRIO E RUPPE DEFINITIVAMENTE CON L’ATTUALE NEFASTA MAGGIORANZA CHE AMMINISTRA LA CITTA’.
MA NON E’ FINITA COSI’ LA SEQUELA DEI SOPPRUSI CHE VIGNALI PERIODICAMENTE AFFONDA SUL VIALE. INFATTI PRIMA DEL NATALE, CON UNA DELIBERA DI GIUNTA, IL SINDACO HA STABILITO LA COSTRUZIONE DI UN PARCHEGGIO SOTTERRANEO, PROPRIO IN VIALE OSACCA. DOVE, FRA L’ALTRO, I FABBRICATI HANNO PROBLEMI DI STABILITA’ IN CONSEGUENZA DELL’ABBASSAMENTO DELLA FALDA ACQUIFERA E DAL CONSISTENTE QUANTITATIVO DI MATERIALE INERTE IVI SEPOLTO. MATERIALE INERTE RESIDUALE DEI BOMBARDAMENTI DEL SECONDO CONFLITTO MONDIALE, MA NON SUFFICIENTEMENTE STABILIZZATO. PROVA NE SIA CHE SOTTO MOLTE FONDAMENTA DEI FABBRICATI, PROSPICENTI IL VIALE, SONO STATE INIETTATI CONSISTENTI QUANTITATIVI DI RESINA ESPANSA.
COSI’ SIAMO ALLA TERZA SOPPRAFFAZIONE CHE CI PERMETTE DI AFFERMARE, CHE VIGNALI NON E’ PIU’ UN SINDACO DA NON AMARE MA DA ODIARE, COME GIUSTAMENTE IN QUESTI CASI ASSERISCE TRAVAGLIO. LIBERA POLITICA NEI PROSSIMI GIORNI FARA’ IL POSSIBILE, PER FAR EMERGERE QUESTO COMUNE SENTIRE DEI RESIDENTI DI VIALE OSACCA. COMUNE SENTIRE CHE IN MOLTE ALTRE PARTI DELLA CITTA’ COVA IN ATTESA DI ESPLOSIONE.


















