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2010 anno di quale ripresa ?

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Emilo Conforti

Emilo Conforti

Sono trascorsi quasi due anni, dall’esplosione della crisi economica più grave verificatasi dopo il secondo conflitto mondiale. In tutti i Paesi si sopportano le gravi coseguenze che si sono abbattute sulle economie, con particolare gravità sulle fascie sociali più deboli. Grave crisi economica vuol dire perdita del lavoro con conseguente e drammatico aggravamento della povertà. Molti analisti hanno fatto previsioni di ripresa, altri hanno affermato che l’Italia si è difesa egregiamente, grazie all’attitudine al risparmio dei suoi cittadini. Sopratutto il Governo in carica stilla giornalmente ottimismo, aiutato dai media che non evidenziano sufficientemente la situazione reale. Dato che ogni giorno si registrano cessazioni di attività in ogni settore. Per ora siamo quindi impantanati in una economia da periodo bellico, che in epoca moderna si combatte anche con spietata concorrenza siu mercati globali. Purtroppo noi europei siamo compressi fra l’esigenza di ripresa del continente americano e la portentosa economia asiatica dell’India e della Cina. L’Italia poi rappresenta una delle economie più fragili dell’Europa, grazie ad un’enorme debito pubblico prodotto della cattiva e pluriennale gestione politica.

Molti e più economisti, anteponendo il pessimismo della ragione all’ottimismo della volontà, ci fanno sapere che le attuali difficoltà non saranno facilmente superabili nel breve periodo. Personalmente credo che questi ultimi analisti siano più affidabili. Conseguentemente le ricette più idonne per curare il male non sono per ora favorevoli a terapie di espansione ma di contenimento. Un’economia gracile non può affrontare progetti faraonici ma si deve concentrare nella cura e nella successiva guarigione del male. Ad esempio ora non serve all’Italia la costruzione del ponte sullo stretto di Messina, meglio sarebbe arginare il dissesto ambientale che grava pericolosamente sul Paese. Quindi accertare i ritardi infrastrutturali per colmarli nell’interesse di tutti i cittadini che vivono dalle Alpi a Lampedusa. Sottolineamo quindi la convinzione che nel 2010 non i sarà quella ripresa irresponsabilmente decantata da politici incoscienti.

Anche a Parma riscontriamo notevoli contradizzioni nella gestione del bene pubblico, da  parte dell’amministrazione comunale. Il bilancio previsionale 2010 è fantasmagorico come i botti di capodanno. Un continuo alimentarsi del debito trasferito dal Municipio alle scatole cinesi delle società partecipate. Soldi che sempre dovranno pagare le future generazioni di parmigiani. E tutto per quale futura prospettiva di città ? Una Parma stravolta dalla megalomania di amministratori che hanno costruito un ponte iperbolico su di un torrente quasi sempre in secca, che hanno reso invivibile il parco ducale dopo una ristrutturazione di semplice immagine, che hanno costruito un teatro per i dialetti quando si dovrebbe saper parlare un linguaggio di maggiore comunicazione e conoscenza… Per arrivare alle ultime progettualità di una città che da piccola copia della grande Parigi, come la vollero i Borboni e gli Asburgo, si ritroverà ad essere copia di quartieri spagnoli… per favorire continue e frastornanti movide.

No in questo tipo di sviluppo proprio non ci riconosciamo, nel tempo libero preferiremmo l’accoglienza di un pergolato d’osteria piuttosto d’ un frastornante ammasso stradale. Anche perchè nella serena determinazione delle osterie dell’Oltretorrente e del Naviglio si organizzarono le barricate del ‘22, cosa inconcepibile nel frastuono di via D’Azeglio anche una minima critica alla irresponsabilità di Vignali. Poi per quanto riguarda le politiche per gli anziani, siamo fermi al progetto Esperidi, cioè l’anziano tutelato nella sua abitazione, e non condividiamo la progettazione del ghetto che Lasagna e Vignali stanno studiando. Per farla breve vorremmo una politica più sensibile alla qualità della vita del cittadino, e non solo attenta alla futilità delle mode, dove possono convivere esagerazioni e miserie, come il progetto della ghiaia ed il bilancio di maggior indebitamento.

Scritto da Emilio

dicembre 29th, 2009 at 3:35 pm

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