L’affitto sulla sede del Parma cotto
Egregio direttore,
le scrivo in merito alle affermazioni fatte dal Comune di Parma in merito all’affitto dell’ex area Parmacotto di via Conforti.
Per giustificare la spesa di affitto, come riporta l’esaustivo articolo a firma S.A. pubblicato dall’Informazione del 24 Dicembre 2009, afferma testualmente: “Da notare che la somma dei suddetti affitti ammontava a 293mila euro e che quindi l’attuale sede non costa un euro in più all’amministrazione, anzi qualcuno in meno. Tra l’altro, l’affitto, per la superficie di 1750 metri quadrati, equivale a 160 euro al metro l’anno, una quotazione di sotto alle medie di mercato”.
Ad una prima lettura non ho trovato nulla di anomalo, poi mi ho iniziato a fare due conti: il risultato che è saltato fuori è sostanzialmente il seguente. Un ufficio di 100 metri quadrati, a Parma, avrebbe, oggi, un prezzo di mercato superiore a 160 euro al metro quadrato, cioè oltre i 16mila euro l’anno. Il prezzo mi sembrava sicuramente alto, soprattutto, tenendo conto della posizione non certo felice e centrale di via Conforti. Dopo una rapida ricerca sul web, per cercare un po’ di annunci immobiliari, ho potuto verificare la mia iniziale ipotesi di un prezzo troppo elevato. L’unico immobile con un costo analogo che ho visto, presso le agenzie immobiliari cittadine era un ufficio di 150 metri quadri in zona Via Farini. Gli altri prezzi indicati per uffici si attestavano attorno ai 100 euro/metro quadrato l’anno.
Sicuramente gli affitti precedenti potevano essere stati complessivamente più alti, ma erano affitti sottoscritti diversi anni orsono, in un momento in cui l’economia tirava e i prezzi, che si riferiscono alle locazioni, uso ufficio, erano mediamente più elevati di quelli odierni, in cui se si riesce a trovare un inquilino c’e’ da incrociare le dita e sperare che riesca a pagare.
In base a questa valutazione di larga massima, fatta prendendo per buone le cifre riportate nell’articolo, vorrei fare alcune brevissime considerazioni.
Da un alto è vero che vi sia un minimale risparmio rispetto alla situazione precedente. Credo, tuttavia, che data la situazione di assoluto ristagno in cui versa il mercato immobiliare di Parma, specialmente per quanto riguarda gli uffici e gli immobili dedicati ad attività, sia un costo eccessivo, rispetto ai prezzi correnti visti online. Occorre poi tenere conto del fatto che immobili ad uso ufficio individuati, presentavano aree complessive sotto a 300 mq e che di solito il prezzo unitario al metro quadro (è una legge di mercato abbastanza costante) di solito scende all’aumentare della superficie. In merito alla totale stagnazione del mercato immobiliare, posso testimoniarlo direttamente, essendo socio in una piccola società d’ingegneria, che tra le altre attività, svolge a Parma certificazioni energetiche degli immobili. Dopo una fiammata (apparente) dopo l’estate il mercato immobiliare cittadino si è completamente paralizzato, e si evince dal numero di documenti che le agenzie immobiliari con cui collaboriamo ci hanno commissionato.
Mi viene da sorridere, pensando al bando e al modo di pubblicizzazione del medesimo, perché, dati prezzi e la certezza dei pagamenti, se fosse stato adeguatamente pubblicizzato alla città, avrebbe generato code di proprietari per offrire i propri immobili a prezzi ben minori di quello indicato dal Comune.
Sicuramente il Comune avrà fatto delle precise valutazioni, che tuttavia non paiono comprensibili, almeno dal punto di vista economico e funzionale. Credo che la nota del municipio, alla luce del prezzo, non così di mercato, almeno per Parma, dovesse contenere necessariamente valutazioni tecniche e funzionali, che tuttavia non trapelano dall’articolo. Le chiedo pertanto di verificare le cifre riportate e anche di rendere edotti i lettori in merito ad altre ragioni della scelta che fossero indicate nel comunicato comunale in merito all’aggiudicazione del bando SST, da parte della Belforte Real Estate Parma, con sede in via Farini n.34. Ringraziandola per le precisazioni e i chiarimenti che volesse gentilmente fornirmi, faccio i migliori auguri di un buon anno nuovo a Lei, alla redazione e a tutti i lettori.
Ph.D Ing. Michele Trancossi
Universita’ di Modena e Reggio Emilia
American Society of Standards and Measurement
American Society of Mechanical Engineers











