L’attualità di Craxi
Fra commemorazioni o strade da dedicargli, torna di attualità la memoria di Bettino Craxi. Napolitano e la Moratti hanno portato alla ribalta un politico molto discusso, prima del tempo necessario per far decantare le anemosità. Personalmente posso testimoniare il mio vissuto di quella tragica stagione della politica italiana. Ho militato nel PSI dal 1976 al 1991, nella componente dell’ex sindaco Gherri, gruppo di minoranza nella federazione di Parma. Gherri ex demartiniano non fù mai craxiano, nè tenero verso la sinistra socialista che appoggiava Craxi. A Parma Ferrarini, Fabbri e Lindi erano uomini di potere, mentre Gherri esercitava una coscienziosità critica. Quindi per essere stato nella segrateria del comitato cittadino e nel direttivo provinciale diversi anni, ho la presunzione di aver testimoniato il disagio di molti socialisti, riguardo l’operato di Craxi. Mi iscrissi dopo lo storico congresso del Midas, dove Craxi, De Michelis, Formica e Signorile conquistarono la segreteria del partito, dopo aver elaborato un programma di riforme di stile social-democratico da attuare nel Paese, come già i paesi scandinavi e la Germania di Brandt avevano realizzato. Fù all’inizio una stagione di novità positive, anche dopo l’avvento di Pertini al Quirinale. Craxi fù il primo capo di governo socialista, nominato da un presidente della repubblica anche lui socialista. Ma la consistenza di Craxi non fù sicuramente quella di Pertini. Così provai la grande delusione di non vedere mai realizzate le riforme del Midas, poichè la gestione del potere portò Craxi alla dimenticanza di quei proponimenti congressuali. E’ fu la stagione dei nani e delle ballerine, quasi premonitrice del berlusconismo. Infatti Berlusconi deve a Craxi eterna riconoscenza, per la disponibilità accordatagli come imprenditore edile di Milano due, tre… dai sindaci Tognoli e Pillitteri, quest’ultimo cognato di Bettino. Poi vi fù la stagione di mani pulite che scoperchio ogni broda. Il PSI si evaporò come neve al sole, perchè era ridotto ad un aggragato di tifosi dell’unico leader. Quanto succederà al Pdl alla fine politica di Berlusconi. E i socialisti craxiani si trovano infatti nel centro-destra berlusconiano… Cicchitto, Brunetta, Bonaiuti e company. Li definisco craxiani più che socialisti, perchè con la vera storia del Socialismo democratico e liberale, questi signoori non hanno nulla da spartire. Anche perchè i propri errori non si possono sminuire, scaricando le responsabilità all’anti-storica politica dei coministi nostrani o alla scuola di corruzione del potere democristiano. Si penso proprio che Craxi per qualche tempo doveva essere lasciato riposare in pace, almeno fino a quando nel paese non ritorna un clima idoneo e propenso ad una serena analisi politica, cioè dopo la fine del berlusconismo che per certi aspetti rappresenta una continuità della politica craxiana.











