Una cometa per Parma
Mentre i maramaldi che governano l’amministrazione comunale continuano a saccheggiare il bene pubblico, la quasi totalità dei parmigiani dimostrano sempre maggiori sofferenze nel sopportare tale situazione. Ma la politica responsabile, non avendo più una guida credibile, non è in grado di rappresentare l’alternativa necessaria. Proprio come se sul cielo di Parma non risplendesse nessuna luce. Tenebre e caos come per il piano neve.
Tutti contro tutti a partire dall’Unione degli Industriali, dove Pizzarotti deve essere ridimensionato, mettendogli contro Vignali promotore di stop metro. Continuando con Ubaldi che, dai banchi della maggioranza, da man forte ad una blanda opposizione, per finire con il maggior partito di opposizione, quel Pd che prepara un definitivo assestamento dove la linea politica verrà dettata dalle cariatidi inciucio-comuniste. Bersani avrà come clone Bernazzoli che a sua volta clonerà Garbi. Intanto Pagliari continuerà a sognare di diventare futuro sindaco.
Tutti proprio tutti in ordine sparso, perchè la politica non è più in grado di rappresentare le aspettative ed i bisogni dei cittadini, ma viene usata solo come strumento per raggiungere fini e convenienze di parte. Questa realtà può evolvere solo marginalmente. Così, quando non saranno più sufficienti sia gli uomini di Casini o le rimanenze civiche, la Lega li potrà sostituire, purchè nulla cambi o modifichi il lavoro dei maramaldi. Secondo la regola contrattuale “la Provincia a te ma in Comune comando io”. Di questa clausola Lavagetto ne è stato buon testimone.
Occorrerebbe proprio una cometa che portasse l’enorme dissenso, che cova in città, a produrrre un progetto politico adeguato. Ma al momento non si intravede nessuno che abbia effettivamente a cuore le sorti di Parma. Non Ubaldi che, pur avendone capacità, non scende dal suo piedistallo. Non Pagliari che nel suo partito è minoranza della minoranza. Non la Guarnieri che tutti guardano con sospetto, mentre dovrebbe essere un’importante risorsa per una alternativa credibile. Così inevitabilmente disuniti si perde.
Ci deve rimanere però intatta una grande fede nella democrazia e un gran voglia di continuare a professarla. Rimarremo saldi nelle nostre convinzioni di giustizia e libertà, perchè prima o poi i maramaldi faranno la fine storica che meritano. Intanto diciamo grazie a Di Pietro che giornalmente ci ricorda che la “legge è uguale per tutti”, o almeno così dovrebbe essere. E che se si pensa di aver ragione, con determinazione si deve sostenerla anche in un processo, non eludendola ma affermandola. Regola contraria sarebbe la fine dello Stato di Diritto, con gravissime conseguenze sulla libertà e la democrazia dei cittadini.
E se per l’Epifania la cometa del buon senso illuminasse i tre suddetti Re Magi: Ubaldi, Pagliari e Guarnieri… sarebbe l’inizio di un barlume che potrebbe far ben sperare.











