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Archive for gennaio, 2010

Le dichiarazioni dell’Assessore Manfredi rappresentano l’emblema della falsità e della provocazione all’intolleranza razziale.

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Andrea Zorandi

Andrea Zorandi

Questo fantastico assessore dell’amministrazione di Parma, evidentemente impossibilitato ad emergere dalla mediocrità solo con le proposte che il ruolo ricoperto gli imporrebbero, sta cercando di diventare famoso come il paladino del razzismo all’inverso: costui sta volutamente e violentemente contrapponendo la comunità islamica (in realtà solo una piccola parte di essa e oltretutto quella più estremista) alla comunità parmigiana, intendendo con questo termine “tutti coloro che a pieno titolo e di qualsiasi etnia, colore e religione risiedono, lavorano e studiano a Parma”. Come si può permettere l’esimio prof. Manfredi di dare lezioni di integrazione dato che il messaggio che sta inviando al mondo intero è: venite tutti tranquillamente in Italia; basta avere un amministratore “amico” e vi sarà permesso di fare tutto quello che vorrete, perché nessuno vi obbligherà a rispettare le leggi, le sentenze dei tribunali, le ingiunzioni amministrative, i codici stradali ecc. ecc. Spero che qualche professionista legga queste righe e si indigni a tal punto da proporre un qualsivoglia tipo di azione contro chi, penso, stia istigando a delinquere. Con un atteggiamento sprezzante e un comportamento illegale e illegittimo degno dei peggiori dittatori vuole anche spacciare per integrazione la firma del Patto di cittadinanza di cui, fra l’altro, dopo tre anni e due sottoscrizioni mediaticamente preparate, non si è mai avuto alcun riscontro mentre altre associazioni di immigrati hanno proposto e stanno realizzando importanti progetti di reale integrazione culturale e sociale senza chiedere niente in cambio.

Ma la mia riflessione va ben oltre: come mai, a fronte di continue e circostanziate denunce,  e  dei cittadini, nessuno della Giunta Comunale con il Sindaco in testa si è mai degnato di verificare cosa effettivamente stava accadendo? Perché i consiglieri di opposizione in Consiglio Comunale a Parma solo ora chiedono di avere delle risposte dalla Giunta? Forse che tutto questo rientra in una logica di spartizioni politiche?

Voglio fare una ulteriore domanda: perché, nonostante tutte le denunce mediatiche e legali, gli esposti e le sentenze dei tribunali, le istituzioni che sono deputate a far rispettare le leggi civili, penali, amministrative, ecc.(Prefettura, Questura, Guardia di Finanza, Polizia, Carabinieri, Magistrati…..) non sono mai intervenute e non hanno mai effettuato accertamenti approfonditi sulla vicenda e sul rispetto degli ordinamenti e delle sentenze?

Se questo è il sistema Italia devo dare ragione a chi, sdegnato, vorrebbe andarsene in qualche altro paese;  non sono abituato  ad abbandonare le lotte e le battaglie: e anche questa volta avevo ragione perché la gente è con me.

Andrea Zorandi

Scritto da: Paolo Leporati

gennaio 31st, 2010 at 4:49 pm

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“I cento passi verso il 19-20 marzo 2010”

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centro studi officina volturno

centro studi officina volturno

16° anniversario dell’uccisione di don Peppe Diana e XV Giornata della Memoria e dell’Impegno

SIMULAZIONI URBANE dal 29 gennaio al 6 febbraio 2010

Sala degli specchi del Teatro Garibaldi - Santa Maria Capua Vetere

La Mostra

Beni confiscati alla camorra, i laureandi della facoltà di Architettura di Aversa, Seconda Università degli Studi di Napoli, hanno dedicato le tesi alla progettazione di nuove realtà, riqualificando i singoli beni tolti ai camorristi ed inserendoli in un tessuto urbano migliore e più vivibile. Sette per il momento i lavori già portati a termine ed in mostra fino al 6 febbraio nella Sala degli specchi del Teatro Garibaldi a Santa Maria Capua Vetere.  Nove ulteriori lavori sono in corso d’opera e vedranno la luce nel prossimo trimestre. L’idea è partita nell’aprile del 2008 con la firma dell’accordo di collaborazione per il riutilizzo sociale dei beni confiscati tra la SUN Facoltà di Architettura, Libera ed il Comitato Don Peppe Diana.

Eventi inseriti nella mostra:

Il 2 febbraio h.18.30 reading de “La Ferita”, un’antologia di racconti sulle vittime innocenti della camorra. Il 4 febbraio h.19.00 la “Racket Card ed il progetto del Consumo Critico” con Tano Grasso presidente onorario della Fai e il Procuratore Aggiunto della Procura di Santa Maria C.V. dott. Luigi Gay.

Tutti gli eventi si svolgeranno sempre nella Sala degli Specchi del Teatro Garibaldi.

LA FIACCOLA DELLA MEMORIA parte la nuova edizione per scuole, Comuni e Associazioni vai su www.liberacaserta.org

IL TRENO DELLA MEMORIA segui il diario via sms degli studenti della provincia di Caserta nei luoghi della memoria vai su www.liberacaserta.org

IL PREMIO DON PEPPE DIANA affrettatevi: scadenza 5 febbraio 2010

vai su www.liberacaserta.org

IN ARRIVO I PACCHERI DI DON DIANA ed IL BANDO PER LA COSTITUZIONE DELLA COOPERATIVA “Le Terre di Don Peppe Diana”

IL CALENDARIO DEI CENTO PASSI in allegato (agg. al 30.01.2010)

Per info e approfondimenti vai su:

www.liberacaserta.org

Articolo segnalato da: Tommaso Morlando di Officina Volturno, LIBERA CASERTA e COMITATO DON PEPPE DIANA e pubblicato su:

http://www.officinavolturno.com/2010/01/30/tommaso-morlando-segnala-da-libera-caserta-e-comitato-don-peppe-diana/#more-17769

Scritto da: Paolo Leporati

gennaio 31st, 2010 at 12:50 pm

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Viola di… indignazione contro il governo Berlusconi

un solo commento

Foto della manifestazione del 30-01-2010

Foto della manifestazione del 30-01-2010

Nel viola ci stanno il rosso e il bianco, il tricolore, l’arcobaleno, il verde, l’arancione. Ci stanno tutti i partiti della minoranza dietro allo striscione del Popolo viola, sceso oggi in strada a Parma - come nel resto d’Italia - contro il governo Berlusconi: “Manifestiamo per la difesa della nostra costituzione, che questo esecutivo vorrebbe stravolgere” dice il portavoce Enrico Arillo. Partenza del coreo alle 15,30 da piazzale Santa croce. Arrivo alle 17,30 in piazza Garibaldi dopo un intenso omaggio alla Resistenza davanti alla statua del partigiano, in via Garibaldi. Partecipano al corteo tutti i colori dell’opposizione: il Pd, Rifondazione comunista, i Comunisti italiani, l’Italia dei valori, Libera Politica oltre all’Unione universitari, al Comitato antifascista, alle associazioni partigiane, ai gruppi dei pensionati, ai meetup di Belle Grillo e all’associazione Italia-Cuba. Finale con un sit-in sotto al Comune, con l’intervento di un magistrato che ricorda: “La Costituzione è un bene della collettività”

di Marco Severo repubblica parma.it

guarda il video attraverso il linck in basso

video manifestazione contro la modifica della costituzione

Scritto da: Paolo Leporati

gennaio 31st, 2010 at 10:53 am

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Lettura articoli del sito

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Per una lettura corretta del’ impaginazzione del sito si consiglia di scaricare i seguenti browser:

Firefox -google chrome- safari- opera

Internet expolrer può dare dei problemi di conflitto

Scritto da: Paolo Leporati

gennaio 30th, 2010 at 10:47 am

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Indagato l’assessore Bernini per l’assunzione di Assirelli

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Fonte Repubblica.it Parma

Giovanni Paolo Bernini

Giovanni Paolo Bernini

L’assessore, il direttore generale Carlo Frateschi e il responsabile del Personale Raffaella Rampini sono indagati per abuso d’ufficio in concorso. L’ex comandante della Polizia municipale Emma Monguidi per violenza privata. Le critiche dell’opposizione, la risposta del Comune: “Tutto legittimo” L’assessore al Personale Giovanni Bernini, il direttore generale Carlo Frateschi e il direttore del settore Personale Raffaella Rampini sono indagati in concorso tra loro per il reato di abuso d’ufficio. Il commissario ed ex comandante della Polizia municipale Emma Monguidi è invece indagata per violenza privata. la notizia dei quattro avvisi di garanzia è stata data dal quotidiano Polis. L’inchiesta è partita dall’assunzione in Comune di Antonio Assirelli, figlio del sindacalista del Sulp Mario (quello che definì la foto di Emmanuel Bonsu con l’occhio pesto accanto a un agente - “amichevole”), per lo svolgimento di un incarico di “alta responsabilità” della durata di tre anni. Finendo però con il danneggiarlo e procurando “un correlato ingiusto vantaggio” alla Monguidi. La vicenda partì il 30 giugno 2009. Frateschi aveva avviato l’indagine di mercato che doveva portare alla scelta del futuro responsabile della Sicurezza urbana. Le domande di assunzione, finite sulla scrivania della Rampini, avrebbero dovuto essere valutate secondo le norme per le indagini comparative. Qualcosa, però, non avrebbe funzionato. Secondo la procura, Emma Monguidi, dopo aver appreso dell’intenzione di affidare l’incarico a un soggetto da assumere secondo i criteri della indagine comparativa, avrebbe diffidato dal procedere Bernini, Frateschi e Rampini. Secondo l’accusa, tra l’assessore, i dirigenti e il commissario dei vigili era intercorso un “patto scellerato” in base al quale Emma Monguidi, dopo il clamore del caso Bonsu, lo studente di colore pestato e insultato da un gruppo di agenti municipali, avrebbe dovuto essere parcheggiata in una ”posizione organizzativa” per poi assumere un incarico da dirigente. In cambio l’ex comandante dei vigili avrebbe dovuto lasciare il corpo, in silenzio.Nel frattempo il Comune avrebbe dato alla stampa la notizia del suo allontanamento dal corpo, in realtà mai avvenuto. Con le polemiche generate dal caso di Emmanuel Bonsu, l’allontanamento del comandante avrebbe avuto l’effetto di placare gli animi. L’accordo sarebbe stato messo a punto in una serie di colloqui cominciati a novembre 2008 e terminati cinque mesi dopo. Quando la procedura di assunzione del ”responsabile della sicurezza urbana” è stata avviata, sempre secondo la Procura, Emma Monguidi avrebbe fatto pesare il patto. L’assessore e i due dirigenti avrebbero deciso di non assumere Assirelli quale responsabile della sicurezza, ma con un incarico di livello inferiore. In questo modo, Assirelli sarebbe stato danneggiato.

In passato alcuni rappresentanti dell’opposizione avevano insinuato il sospetto di un’assunzione pilotata. Assirelli è stato assunto il 17 settembre con una delibera della Giunta. Si è trattato di un ”conferimento d’incarico” di alta professionalità ai sensi del comma 2 dell’articolo 110 del decreto legislativo 267 del 2000. In pratica è stato assunto a discrezione dell’Amministrazione, fuori organico e con un incarico (D3) finalizzato alla stesura ”di un manuale di sicurezza urbana” e in previsione del ”naturale sviluppo” della Carta di Parma. Tre anni a 155 mila euro (di cui 42 mila di contributi e Irap).

Suo padre Mario, numero due del Sulpm (sigla sindacale dei vigili), defini’ ”amichevole” la fotografia che mostrava Emmanuel Bonsu in compagnia di uno dei vigili che lo avevano arrestato nel parco ex Eridania scambiandolo per il palo di uno spacciatore. Foto scattata nella caserma dei vigili in via del Taglio la sera stessa del fermo, con il ragazzo abbattuto per tutto cio’ che aveva dovuto subire, compre un occhio tumefatto.

Scritto da: Paolo Leporati

gennaio 30th, 2010 at 10:27 am

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Fannulloni, quando il Duce faceva come il ministro Brunetta

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telegramma del Duce

telegramma del Duce

Il telegramma del 1941: «Esigo che alle 8 gli uffici pubblici siano già al lavoro»

ROMA - Ci ha già provato niente di meno che il duce a far lavorare i fannulloni. Nel 1941. Esattamente il 19 maggio del XIX anno dell’era fascista, con un telegramma agli uffici pubblici. Il tono è quello perentorio, inconfondibile di Benito Mussolini, se possibile accentuato dalla mancanza di segni di interpunzione: «È ormai diventato un sistema quello adottato da Ufficiali e Funzionari che consiste nell’avviarsi all’ufficio alle 8 il che significa essere al tavolo di lavoro non prima delle 8 et 15 e forse più tardi alt Esigo che questa deplorevole abitudine tipica manifestazione di quel pressappochismo e deleteria tara del carattere di troppi italiani abbia immediatamente a cessare alt Alle 8 chi non è già al suo tavolo di lavoro ha perduto la giornata con le relative conseguenze alt Farò controllare quanto sopra alt - MUSSOLINI»

Del telegramma si è trovata traccia in una circolare dell’«Istituto nazionale fascista per l’assicurazione contro gli infortuni del lavoro», mandata a tutte le direzioni il 23 maggio del 1941 per informarle che «il Ministero delle Corporazioni » il 21 maggio aveva comunicato «per la scrupolosa osservanza» il telegramma del duce, di cui si riportava appunto il testo. La scoperta è stata fatta negli archivi di Stato da alcuni ricercatori che, racconta Antonio Pizzinato, presidente dell’Anpi, per conto dell’associazione nazionale partigiani d’Italia stanno conducendo studi sugli scioperi del ‘43-44. Quale sia stato l’esito degli ordini di Mussolini non è dato sapere, ma il problema non è stato evidentemente risolto se ancora oggi il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ha tra le sue principali preoccupazioni la lotta ai fannulloni. Anche allora il nodo era la verifica della effettiva presenza in ufficio. Tanto che nella circolare si invitano tutte direzioni a emanare un «ordine di servizio al dipendente personale - che dovrà firmare per presa conoscenza - il telegramma del DUCE - esigendo da tutti indistintamente la più rigorosa e puntuale osservanza dell’orario, sia in entrata sia in uscita dall’ufficio ».

Facile concludere per Pizzinato, che ha alle spalle una lunga carriera nel sindacato fino a diventare segretario generale della Cgil (1986-88), che «non è con i metodi autoritari chesi fanno lavorare le persone, ma coinvolgendole e motivandole ». Fatto sta che, 68 anni dopo Mussolini, Brunetta è dovuto ricorrere a misure punitive come il taglio della retribuzione accessoria per abbattere il tasso di assenteismo.

Scritto da: Paolo Leporati

gennaio 30th, 2010 at 10:19 am

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Se si impegnassero per noi come fanno per Silvio…

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Se si impegnassero per noi “senza eccezione alcuna” come fanno per salvare il pluriprescritto dai processi, saremmo uno dei paesi più efficienti al mondo

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Scritto da: Paolo Leporati

gennaio 30th, 2010 at 9:38 am

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Fuori dalla crisi l’Italia va peggio di tutti

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Fonte Giornalettismo

Le ultime previsioni di crescita dei vari istituti economici internazionali concordano su due aspetti. Le economie dei Paesi avanzati sono tutte in miglioramento. L’Italia, tuttavia, si piazza ancora in fondo alla classifica internazionale della ripresa.

news

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L’economia a livello globale dà, finalmente, i primi tangibili segni di ripresa. I vari consessi internazionali cominciano a rivedere al rialzo le loro stime di crescita. Nel 2010, secondo il Fondo Monetario Internazionale, il Pil mondiale dovrebbe segnare un aumento del 3,9%. a guidare la ripresa sarà il continente asiatico, con la Cina, in particolare, che farà da locomotiva. Il miglioramento, quindi in termini congiunturali dovrebbe essere di circa 0,8 punti percentuale rispetto alla precedente stima contenuta nel World Economic Outlook pubblicato nello scorso ottobre. Nel 2011, poi, sempre per l’Fmi, la crescita economica globale si dovrebbe attestare intorno ad un +4,2%. Come detto, a fare da traino sarà l’economia cinese, con una crescita di ben 10 punti percentuale, valore peraltro che dovrebbe raggiungere anche nel 2011. Un ottima performance dovrebbe segnarla anche l’economia indiana con un Pil in rialzo del 7,7%. Certo, sia l’economia cinese, sia quella indiana, sono economie “emergenti”, per questo segnano prestazioni così significative. Basti pensare, invece, che i “Paesi avanzati”, sostanzialmente quelli della “vecchia” Europa e gli Stati Uniti, segneranno mediamente un aumento di appena il 2%. Negli Usa, il paese più colpito dalla crisi cominciata nel 2008, quest’anno, la ripresa è stimata intorno ad un +2,7%. Ancor meno significativa sarà la crescita del Pil europeo che, sempre secondo l’Fmi, avanzerà dello 0,9% nel 2010 e del +1,5% nel 2011. In “Eurolandia”, ovvero nei paesi della zona dell’Euro, la Germania dovrebbe crescere del 1,4% nel 2010 e del 1,8% nel 2011. La Francia: +1,2% nel 2010, +1,6% nel 2011. L‘Italia, dopo un crollo di quasi 5 punti percentuale nel 2009. dovrebbe crescere del 1% nel 2010 e del 1,3% nel 2011.

europa

europa

PRIMA UN PO’ DI STORIA - Nel 2009 per il Fondo monetario internazionale, i Paesi avanzati hanno visto contrarre pesantemente il loro prodotto interno lordo, del -3,2%. Non solo, la disoccupazione è salita a livelli preoccupanti. I vari governi nazionali, ad eccezione del nostro, sono intervenuti in modo efficace, specie agendo sulla leva fiscale, per cercare di ridurre al minimo gli effetti depressivi della crisi. Oggi è ragionevole pensare che la fase più pesante della recessione stia volgendo al termine. Del resto, tutte le previsioni macroeconomiche per quest’anno appaiono sufficientemente concordi nel ritenere che nel 2010 ci sarà una ripresa, dall’entità certamente modesta, rispetto al recente passato. Va tuttavia ricordato come un po’ in tutti i paesi, compreso il nostro, lo scorso anno ci sia stato un pesante peggioramento dei Conti pubblici che, di fatto, ha notevolmente ridimensionato lo spazio di manovra in termini di politiche economiche e di bilancio dei vari governi. Questo dato, evidentemente, condiziona non poco le scelte dei singoli esecutivi. Infatti, è chiaro come sia necessario da una parte riequilibrare rapidamente i saldi di bilancio e di finanza pubblica senza, tuttavia, soffocare sul nascere le possibili prospettiva di rilancio economico. In Italia, come sappiamo, il governo ha per mesi sistematicamente negato le conseguenze negative della crisi. Attraverso un uso sapiente della propaganda e del controllo dei media, premier, ministri, sottosegretari, parlamentari e persino i loro rispetti portavoce hanno recitato, fino alla noia, una specie di ubriacante mantra che ha ripetuto ostinatamente il seguente paradigma: “l’Italia sta messa meglio degli altri” anzi, il nostro “sistema paese”, nel suo complesso (economico, sociale e, ovviamente di governo), avrebbe saputo tenere botta di fronte alla crisi e rispondere addirittura meglio degli altri riuscendo, nel contempo, a riconquistare posizioni nel mondo. Lo si è detto a proposito dell’occupazione, dei fondamentali macroeconomici, delle esportazioni, dei consumi e persino sul gradimento turistico internazionale! Già in passato, dati alla mano, sulla scorta dei dati pubblicati nei bollettini statistici e nei rapporti dei più importanti istituti ed organizzazioni economiche italiane ed internazionali, avevamo dimostrato come il nostro Paese di fronte alle conseguenze della crisi, occupasse le posizioni più basse tra quelle dei Paesi avanzati.

DANNO I NUMERI - Le ultime previsioni della Commissione europea, European economic forecast - autumn 2009,  l’Economic outlook OCSE [  ] pubblicato lo scorso novembre 2009, in cui, inoltre, si ribadisce come non sia in nessun modo corretto fare un uso strumentale e propagandistico del famoso “Superindice” (cosa che invece non esitò a fare il governo e la sua “stampa amica” per favoleggiare una situazione economica del tutto inesistente) e l’ultimo aggiornamento del World economic outlook del FMI, pubblicato proprio in questi giorni, confermano, purtroppo, che l‘Italia, tra le grandi economie avanzate, è quella che versa nello stato di più profonda sofferenza (con il Giappone) a causa delle conseguenze della recessione economica mondiale. Questo, peraltro, per usare un espressione cara a molti economisti “in un contesto di generale indebolimento economico e di ‘italianizzazione’ dei conti pubblici, noi siamo purtroppo riusciti a fare peggio di molti altri”. In particolare, in Italia, il Prodotto interno lordo per abitante nel 2009 è rinculato ai livelli del 1999, questo mentre il rapporto Debito pubblico/Pil è salito oltre 115% (come nel 1993). Una pesante ipoteca sul futuro o, se vi pare, una vera e propria maxicambiale da scontare che, come abbiamo ricordato anche noi , una classe dirigente seria avrebbe l’obbligo di non sottovalutare. Secondo uno studio dell’istituto Nens [ ] dal quale abbiamo ricavato le due seguenti tabelle sull‘andamento nei vari paesi e negli ultimi anni, con le rispettive previsioni, del Pil nazionale e del Pil pro capite, “l’Italia è entrata in recessione prima degli altri Paesi. Ciò si riflette nel pessimo posizionamento del 2008, -1%, penultimi tra i grandi Paesi avanzati. Nel 2009, secondo l’Fmi, il Pil italiano è diminuito del 4,8%, collocando il nostro Paese sempre al penultimo posto dopo il Giappone (anche se a pari merito con Germania e Regno Unito). Nel biennio 2008-2009, la performance economica italiana (-5,8%) è stata la peggiore tra i grandi Paesi - Giappone escluso - ed è stata nettamente più debole della media della Zona Euro (-3,3%)”.


COSA PREVEDE IL FUTURO? - L’Fmi, come detto all’inizio, prevede per l’Italia finalmente una crescita dell’1% nel 2010 (analoga all’andamento medio della Zona Euro) e dell’1,3% nel 2011, nuovamente inferiore a quella della Zona Euro: +1,6%. La ripresa dell’economia italiana, con buona pace dei “monaci tibetani” di Palazzo Chigi… al di là dell’ottimismo di facciata, è quindi assai modesta. Non solo, sempre gli stessi dati Fmi (vedi tabelle), mostrano come nel biennio 2010-2011 dovrebbero fare meglio di noi tutti i grandi Paesi europei (meno la Spagna). Del resto, nel precedente biennio, il Pil italiano è crollato rispetto agli altri. Basti ricordare che, come in una corsa ad handicap, con un ritmo di ripresa così lento, i tempi di recupero del livello di Pil del 2007 (cioè prima della crisi) dovremo aspettare fino al 2013. Se dal Pil complessivo passiamo alla verifica del dato pro capite, scopriamo come nel biennio 2008-2009 l’Italia è precipitata di ben -7,2 punti percentuale. Risultando, manco a dirlo, la peggiore tra i grandi Paesi avanzati. La media dei paesi dell’Euro zona è stata di -4,3%. Negli anni 2010-2011, come potete verificare dalla tabella 2 del Pil pro capite, la ripresa del reddito pro-capite italiano sarà, secondo il FMI, inferiore al punto percentuale e di quasi un punto inferiore a quella media della Zona Euro (+1,9%). Peggio di noi dovrebbe fare solo la Spagna. “Una ben magra consolazione - spiegano gli economisti del Nens - perché a questi (modesti) ritmi il nostro Paese, che con la crisi globale ha visto il proprio reddito pro-capite reale precipitare al livello del 1999, riuscirebbe a recuperare il livello pre-crisi solamente nel 2017“.

Scritto da: Paolo Leporati

gennaio 30th, 2010 at 8:13 am

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Premiata forneria Vignali

un solo commento

assessore all' urbanistica Manfredi

assessore all' urbanistica Manfredi

Più che un sindaco Vignali sembra un fornaio, senza offesa per la categoria che di buon ora ci prepara giornalmente l’alimento più importante. Ma a forza di rimpasti, anche il sindaco potrebbe ambire alla gestione di una Premiata Forneria. Somenzi e la Colla ieri dimissionati dopo aver combinato guai, ma parcheggiati a far altri danni in altre amministrazioni pubbliche. Domani Bernini e Manfredi dovrebbero seguire i loro ex colleghi, con l’aggravante di aver commesso palesi illegalità. Ma forse sono solo la punta di un iceberg, dove si andrà a schiantare l’intera amministrazione. Ormai anche il Comune di Parma sta rischiando l’implosione, a forza di essersi gonfiato di deroghe alla legalità. Tutto compreso con il fallimento della scelta compiuta dai poteri forti che hanno voluto Vignali sindaco, con buona pace della Lega che spasimava per entrare in Giunta e con il torpore soporifero che non si scuote dell’opposizione. Quasi tutti infarinati.

Scritto da: Emilio

gennaio 30th, 2010 at 7:37 am

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Caratteristica prioritaria

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NUOVE IDEOLOGIE

PDL un partito che lotta per salvare il suo leader dalla galera.

LEGA NORD un partito che combatte per trasferire Roma ladrona a Milano ladrona.

UDC un partito come Lilì… tutte le sere sotto quel fanal.

PD un partito abortito con entrambi genitori ignoti.

Quasi il 90% degli elettori che si presentano alle urne vota per questi partiti, a palese dimostrazione che non c’è limite al peggio. Così la legge non sarà mai uguale per tutti, la crisi economica si aggraverà e i termini come etica e morale potranno essere cancellati dal vocabolario della lingua italiana.


Scritto da: Emilio

gennaio 29th, 2010 at 2:38 pm

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