Archive for febbraio, 2010
Fondi Sociali Europei per l’Abruzzo al vento, l’ira della Del Fallo
La viceresponsabile regionale dell’Italia dei Diritti: “Soldi preziosi inutilizzati danneggiano in modo irreversibile la condizione economica di una regione già in deficit per terremoto, scandali e crisi occupazionale”
“Il problema è che se soldi così indispensabili all’Abruzzo non sono stati spesi ciò è sinonimo del fatto che con molta probabilità i beneficiari di questi interventi, che presumibilmente vengono scelti a tavolino, questa volta non sono stati individuati con prontezza da quelle cariche istituzionali e politiche che ormai usano questi strumenti subdoli e deficitari per professione”. Questo il primo amaro commento della viceresponsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti Barbara Del Fallo alla notizia che, dei 317 milioni di euro di Fondi Sociali Europei a disposizione della regione per il periodo 2007-2013, ne sono stati spesi solo una cifra pari al 5 per cento e ciò che è peggio è che il tempo per poterne usufruire sta per scadere. Prosegue indignata l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: “Il fatto che il restante 95 per cento della somma non sia stato usato danneggia fortemente in modo irreversibile, data la situazione politico-sociale e lavorativa della regione, la condizione economica già in forte deficit in conseguenza agli scandali finanziari legati al settore sanitario, al disastro economico causato dal terremoto e in seguito soprattutto alla crisi occupazionale che di giorno in giorno mette in ginocchio la forza-lavoro regionale. I nostri politicanti - conclude stizzita la Del Fallo - farebbero bene a ricordarsi almeno ogni tanto non di rinsaldare le proprie tasche ma di utilizzare questi fondi che per loro sono superflui, vista la posizione economica raggiunta, per creare nuovi posti di lavoro che sono - e qualcuno glielo dovrebbe ricordare se loro sono così ’smemorati’ - il motore economico essenziale per garantire la sopravvivenza e la crescita di ogni società civile
Musica elettorale
Io posso immaginare quanto può costare Yuri Temirkanov e l’orchestra di San Pietroburgo. In molti però non lo sanno, perché non si dice? Si paga però con le risorse anche dei contribuenti. Perché si continua in questa farsa? Perché non si dice l’importo della sponsorizzazione del prossimo 16 marzo? Quanto costa l’orchestra e il maestro? Il talento e la bravura non sono certo messi in discussione. Se si remunera poi 90.000 euro Biondi e i suoi fonici, per una festa in piazza, Temirkanov e la sua orchestra di 90 musicisti li valgono tutti.
Il fatto è un altro: perché non si vuol far chiarezza!! Perché non si comunica la verità, ma solo ciò che fa comodo rivelando scarsa sensibilità e cinico opportunismo. Più diretti e trasparenti avrebbero dovuto essere, ad esempio, Mauro Meli e il Sindaco Pietro Vignali, annunciando il concerto a Parma del 16 marzo. Che non è un evento speciale scaturito da particolari abilità… intendiamoci per la città può anche esserlo.
Mi chiedo perché hanno taciuto la tournée in atto in Italia? La sera prima, infatti, il 15 marzo ore 21, l’orchestra russa e il suo direttore si esibiranno con un programma analogo alla Scala di Milano in un Concerto straordinario per il Progetto Itaca (onlus a favore della salute mentale). Ma non si ferma qui: dopo Milano (15) e Parma (16) sarà a Bologna (17), Roma (19), Palermo (21). Il programma dettagliato è consultabile dal sito della Filarmonica di San Pietroburgo.
E da chi è stata organizzata questa importante tournée in Italia? Dalla Old and New Montecarlo del nostro affezionato Valentin Proczynski. Le cose non avvengono per caso… soprattutto in questo Paese… sotto elezioni. Benedette campagne elettorali. Possiamo immaginare come torni utile l’agente Monegasco che dallo scorso anno lavorava a questo progetto. Ma a Parma è arrivato all’improvviso. Come mai? Esigenza di riscaldare un po’ il clima vista la scarsità dell’inizio di stagione?
Strano che mentre a Roma e a Palermo le date dei concerti fanno parte della programmazione concertistica, a Bologna rientra nel “Bologna Festival 2010″ sponsor Carisbo, a Parma e a Milano sono eventi straordinari fuori abbonamento collegati, a Parma improvvisamente, a iniziative umanitarie. Quasi un pretesto… Quasi una comoda scusa per farlo. Qualcosa non mi convince. No, questa tournée sotto elezioni non mi convince!!
E perché, se per le iniziative umanitarie la finalità della massima raccolta fondi è fondamentale, non si è scelto di utilizzare le orchestre locali considerando i costi aggiuntivi di un complesso straniero? Non mi pare che Temirkanov & C. siano in tournée a costo zero, men che meno a Parma e Milano.
Ma questa è la prassi ormai: il cittadino deve restare ignorante, conoscere il meno possibile, pagare, contribuire, essere vessato e funzionale al sistema. E poi questi fantocci della politica che per immagine diventano paladini di Aung San Suu Kyi… Loro come si comportano? Mutatis mutandis sono la stessa cosa di quel sistema che dicono, a parole, di combattere! Che attenzione mostrano verso chi li ha eletti loro amministratori? Se volete essere credibili, iniziate con il rispettare il diritto di conoscere come si amministra la “res pubblica”, le scelte operate, l’entità e la qualità degli investimenti, delle iniziative, ad essere trasparenti e non trattare le persone da imbecilli… si chiama circonvenzione di incapace il vostro sistema.
Dietro gran parte di tutta l’opera musicale di Parma c’è lo zampino di Proczynski operatore bipartisan (prima con Baratta ora con Meli), agente monegasco di Temirkanov in Italia, e sappiamo tutti le modalità operative del sistema Valentin, come si fanno le sponsorizzazioni via Montecarlo. In molti se ne sono occupati del suo fare “disinvolto”. Il sospetto, quindi, mi si consenta, è lecito. Soprattutto se con risvolti di beneficienza, la trasparenza, la completezza e la chiarezza sono esigenze imprescindibili.
Credo che a Parma, la modalità di comunicare il concerto con fini “umanitari” per Haiti sia stata alquanto carente in trasparenza e contenuti. Innanzitutto a quanto ammonta l’investimento per la realizzazione del progetto del “Centro di Produzione protesi per bambini”? Non è detto!
E sul concerto? Con la richiesta fondi, se va tutto bene, si raccoglieranno 20/25.000 euro dai biglietti (che non è poco per una città di provincia). Milano con altri costi del biglietto e maggior numero di posti (2000), conta di poter raccogliere un incasso da devolvere in beneficienza di molto superiore alla spesa. Tant’è che non ha neppure lo sponsor.
Ma a Parma qualcuno mi spiega la logica di spender 100 per distribuire 20? O il costo dell’orchestra russa e il suo maestro è inferiore ai 20.000 euro? Se così non fosse non sarebbe meglio dare direttamente 100 ad Haiti?
Haiti è oggi una diligenza da assaltare perché sono arrivati e arriveranno ingenti finanziamenti pubblici e privati… e tutti a spartirsi gli appalti… altro che bambini!! Ve lo dico io cosa interessa!! Anche la recente cronaca insegna ben altro!! Qual è l’animus benevolentiae!
Ora, con questi dati, a chi va la beneficienza, ad Haiti o a qualcun altro? Non sono qui a giudicare la qualità dell’impegno promesso, ma a rilevare la poca chiarezza fino ad ora comunicata.
Non devo certo ricordare io che cosa non è stato fatto dietro l’immagine di iniziative umanitarie. Credo che, per chi abbia buona memoria e conosca la storia in Italia e all’estero, non sia così difficile comprendere le perplessità!! Evito i nomi e le sigle. Molto spesso, si sa i finanziamenti sono arrivati a tutti tranne a chi ne aveva bisogno. Fa male a noi vedere queste cose!! Pisanu: “In Italia la corruzione è dilagante”!! Montezemolo: “La lotta alla corruzione è un’impresa titanica”. E sono loro a dirlo!! (Parma, 23/02/2010)
Luigi Boschi
Accuse e controaccuse
Non avrei commentato il fatto, per non scadere nella banalità e per il rispetto della sua famiglia. Ma le ultime affermazioni di G.P. Lavagetto non posssono passare inosservate. Ripeto di non volere entrare nel merito della vicenda giudiziaria, ma di esternare una considerazione politica, conseguente le accuse che Lavagetto indirizza al suo partito. Secondo Lavagetto sia il gruppo dirigente del Pdl, sia gli ex colleghi di giunta comunale riconducibili al suddetto partito con l’aggiunta del sindaco Vignali e della sua cricca, insieme hanno ordito una congiura contro di lui. Sono affermazioni di una gravità assoluta. Contemporaneamente l’ex assessore sostiene di continuare la sua corsa per le elezioni regionali di fine marzo, confidando in un ottimo risultato elettorale con valenza di un plebiscito a discolpa. Non ritengo opportuno entrare nel merito di un’eventuale e sottintesa sfida alla magistratura, ma a Lavagetto voglio far notare due contraddizioni del suo ragionamento. Prima stonatuta consiste nel voler continuare a militare a fianco di soggetti che lui definisce mascalzoni. Seconda illogicità sta nel pretendere che, per difendelo, l’elettore debba tracciare un segno su di un simbolo che ha come rappresentanti in stragrande maggioranza dei farabutti, così da lui definiti. Lavagetto avrebbe bisogno di una pausa di riflessione, di un momento di distacco per riprendere una strada meno pericolosa. Perchè quella che sta imboccando lo conduce al capolinea della sua carriera politica. Comunque all’uomo Lavagetto e alla sua famiglia va la nostra critica ma costruttiva e la nostra solidarietà.
L’ampolla di Bossi
Non sarà elegante ma per essere meglio compreso userò il suo linguaggio, pertanto da Bossi diremo quale uso fare della prossima ampolla ricolma dell’acqua del Po, quando il senatur effettuerà il prossimo rito pagano con il sacro liquido. Prima occorre motivare tale consiglio, dopo che la Lega ha dirottato al sud i milioni di euro promessi per difendere il fiume. Bossi in crociera con il sodale Castelli aveva pochi mesi fa stabilito i lavori, per la navigabilità del fiume, però Berlusconi decise diversamente e così i 180 milioni di euro promessi finirono alla Sicilia. In questi giorni assistiamo addirittura all’inquinamento più grave delle maggiori acque padane, infatti dalla Lombardia si è riversata nel fiume una scia nera di idrocarburi. Formigoni e Bertolaso hanno osservato l’evento con distacco, poichè attenti ad altre loro vicissitudini. I due berluscones hanno affermato che tutto tornerà nella normalità, anche se l’operazione di protezione civile è partita in ritardo e con clamorosi errori. Tutto si è attivato con 24 ore di ritardo e nessuna opera di contenimento è stata programmata. Così tutta la sponda rivierasca Emiliano-romagnola sul Po e sull’Adriatico sarà inquinata, perchè non tutte le sostanze velenose viaggiano in superficie, ma scendono e si depositano sopra e sotto le sponde che lambiscono. Ci fermiamo a queste considerazioni essenziali, dimostrando quanto valga la parola e l’impegno della Lega. Solo una continua e ridicola carnevalata di burattini e marionette. Permettendoci di concludere con il seguente invito al senatur, di usare prossimamente la suddetta ampolla come lui sovente raccomanda ad altri, cioè di infilarsela in quel posto.
Prima vittima dell’inceneritore
Una dipendente del Comune di Parma, contraria alla costruzione del termovalorizzatore, ha usato il suo computer di lavoro per inviare e-mail di denuncia per il rischio salute, causato dalle emissioni dell’inceneritore pubblico. Ricordiamo infatti che il sindsco Vignali e pure il presidente della Provincia Bernazzoli hanno voluto fortemente tale impianto, che inoltre si realizzerà proprio nei pressi dello stabilimento Barilla. Ultima realtà economica locale non ancora in sofferenza, che Vignali e Bernazzoli contribuiranno a destabilizzazre, come si è verificato con le aziende alimentari limitrofe all’inceneritore di Brescia.
Probabilmente la suddetta dipendente comunale verrà licenziata, secondo il regolamento Brunetta. A meno che l’amministrazione comunale non ritenga conveniente smorzare i toni di cotanta scabrosa vicenda. Infatti la Barilla si sta fortemente preoccupando per le ripercussioni di pubblicità negativa che subiranno tutti i suoi prodotti. Per la nostra economia, già sofferente, sarebbe il massimo della sciagura.
Il problema quindi si fa sempre più corposo e di difficile risoluzione, intanto però il cantiere dell’inceneritore si è aperto. I politici nostrani, con il concorso della giunta regionale di Errani, si confermano indifferenti agli sviluppi negativi per la salute dei cittadini, dimostrando quanto la politica si sa estraniare dal bene collettivo. Anche se si morirà un poco di più per il tumore, anche in provincia di Parma, non sarà così grave. Anche se la produzione agroalimentare, qualità internazionale del nostro territorio, subirà uno smacco micidiale e chissenefrega.
Errani e Bernazzoli non hanno speso parola, quando il Governo ha ventilato l’ipotesi di riaprire la centrale nucleare di Caorso, a ennesima dimostrazione di una politica nefasta sia di destra sia di sinistra. Politica proprio come primo elemento da incenerire.
Delinquere premia
La Corte di Cassazione ha emesso la sentenza definitiva. Berlusconi è un delinquente che ha corrotto magistrati, ha inquinato la politica e ha frodato fiscalmente lo Stato. Non sarà condannato perchè l’Italia non è più patria del diritto, grazia a leggi ineguali per tutti. Questo è in sintesi il ritratto dell’uomo che ci governa e che la metà degli elettori hanno votato. Questo è il ritratto del Paese in cui viviamo. Aggiungere commenti è superfluo.
Come fecero le Opposizioni quanto salirono sull’Aventino, dopo l’avvento di Mussolini, così oggi rimangono inermi per totale incapacità di reazione. Immobilità dovuta alla scarsa moralità della quasi totalità dei soggetti politici presenti in Parlamento. Nessuno può scagliare la prima pietra, è questa la drammatica situazione che ci affligge. In tempi remoti la Chiesa svolgeva un ruolo moralizzatore, oggi anche il cattolicesimo è preda di convulsioni maligne. Il popolo italiano è come un gregge indifeso, preda solo di lupi famelici.
Le prospettive potrebbero essere disperate, aggravate anche da una crisi economica mondiale. Così ci troviamo sempre più indifesi e senza una giuda politica di valore e contenuto etico. Quanto sta succedendo nella vicina Grecia ci dovrebbe far paura, poichè il medesimo rischio per noi sarebbe un’ennesima entità di volte più devastante. Per non dimenticare l’espansione incontrollata della malavita organizzata su tutto il territorio nazionale. Quella malavità che, agli esordi imprenditoriali di Berlusconi, ne alimentò le fortune. Via via per arrivare alle sentenze odierne e quelle future, dove Berlusconi verrà ritenuto colpevole ma prescritto.
L’amarezza che però non si rassegna, ci fa balenare pensieri gravi che non si possono sottacere, come il ricordo di quelle foto di piazzale Loreto dove penzolavano impiccati importanti. Perchè la barbarie non può produrre di meglio, di quanto già visto nelle fasi drammatiche della storia del nostro paese.
Ragionamenti Radicali
Mentre Bersani presentava a Roma i candidati del Pd alle prossime elezioni regionali, la Bonino era a Milano per sostenere Cappato. Cioè la candidata alla presidenza del Lazio, sostenuta anche dal Pd, preferiva nel medesimo giorno disertare l’incontro romano, per presentare alla stampa a Milano il suo candidato alla presidenza della Lombardia, quindi solo per la lista radicale anche contro il Pd lombardo. La Bonino sta denunciando, anche con questo comportamento, le illegalità numerose che limitano la libertà nel nostro paese. La prima e più grave consiste nella quasi inesistente libertà di informazione, a partire dalla televisione pubblica che assommata alla privata recitano un’unica irrealtà a favore del governo in carica. Complici di questa situazione sono le opposizioni che, a partire dal medesimo Pd, non reagiscono allo sfascio democratico che hanno contribuito a creare. La candidatura del democratico De Luca, anche se plurinquisito, alla regione Campania dimostra i limiti democratici del Pd. Così il paese sprofonderà sempre più nell’illegalità e nessuno sembra volorne un rimedio, anche se ogni giorno vengono arrestati politici di diversa estrazione. Ma il presidente Napolitano afferma di non avere risposte alla corruzione dilagante e anche Fini sostiene che non siamo ancora in fase d’allarme. Caduta libera anche perchè chi svolge attività produttive può delocalizzare, così quando il nostro territorio sarà privo di imprese l’imbarbarimento diverrà totale. Altro che diatribe fra Berlusconi e Prodi, ci vorrebbe un’insurrezione popolare contro queste cariatidi politiche. Per ora un grazie ai Radicali che, anche se stravaganti e rompipalle, hanno sempre dato esempio di onestà e determinazione come quando si batterono per le leggi a favore dell’aborto legalizzato e del divorzio. E ai giovani viola in marcia su Roma un consenso totale, con l’avviso di evitare cattivi compagni di strada.
SERVE AZIONE DA PARTE DI TUTTI NOI PER UNA CORRETTA BATTAGLIA SULLA GESTIONE DEI RIFIUTI
Anche Barilla ha preso posizione su Facebook. Vi riporto sotto il link ed il
testo con in maiuscolo alcune osservazioni in merito. Prego RIBATTETE TUTTI. Fin quando siamo in pochi l’impatto è limitato; se gli scrivono in quattrocento dovranno fermarsi a pensare.
http://www.facebook.com/home.php?#!/notes/barilla/quattro-cose-importanti-da-
sapere/342141978409
“Quattro cose importanti da sapere
Da alcuni giorni qui su Facebook, riceviamo numerosi messaggi di persone che sollecitano una nostra presa di posizione sul termovalorizzatore di Ugozzolo.
Quattro cose importanti da sapere:
1) Fin dalla scorsa primavera Barilla ha richiesto e ricevuto dalle autorità
competenti tutte le informazioni sulla dislocazione, sulla costruzione e sulle
future attività dell’impianto. SI, GIUSTO. HANNO CHIESTO ALL’ENIA E AUTORITA SE L’IMPIANTO SARA’ SICURO. OVVIO CHE LORO DICONO DI SI, LO STANNO PROMUOVENDO. E CONSULTARE DATI INDIPENDENTI E SCIENTIFICI NO?
2) Da tali informazioni emerge che non esiste nessun motivo di allarme circa la sicurezza degli stabilimenti e dei nostri prodotti, aspetto su cui siamo intransigenti da sempre.
INTRASIGENZA IN UN AZIENDA CHE ACCETTA UN INCENERITORE DI FIANCO INCURANTE DI PRECEDENTI COME BRESCIA, MONTALE (TOSCANA) ECC?? E’ UNA BARZELLETTA?
3) In particolare, le emissioni dell’impianto saranno ampiamente sotto i
limiti di legge e saranno continuamente monitorate sul territorio anche
all’interno del progetto regionale Moniter.
LA PIANURA PADANA SI E’ GIA’ GIUDICATA IL PREMIO PER ESSERE TRA I CINQUE POSTI PIU INQUINATI DEL MONDO. VERAMENTE ALLA BARILLA NON IMPORTA SE LO DIVENTA ANCORA DI PIU?? NOTATE CHE I FILTRI CHE SARANNO INSTALLATI SUL CAMINO NON SARANNO IN GRADO DI TRATTENERE PM 2,5, POICHE TROPPO SOTTILE, E QUESTO TIPO DI PARTICOLATO TOSSICO E’ PRECISAMENTE QUELLO PIU PERICOLOSO PER LA SALUTE PERCHE’ ENTRA FACILMENTE IN SANGUE E TESSUTI
4) Anche la nostra azienda attiverà un monitoraggio continuo sugli effetti
dell’attività del termovalorizzatore, per intervenire tempestivamente in caso di necessità, come sempre.
E CHE COSA FARA’ BARILLA QUANDO SI SCOPRE CHE L’INCENERITORE STA CONTAMINANDO L’INTERA ZONA E LE AZIENDE VICINE SARANNO COSTRETTE A CHIUDERE, COME E’ GIA AVENUTO A BRESCIA? COSA POTRA’ FARE A QUEL PUNTO? SPOSTARE LA PRODUZIONE? CHIUDERE I BATTENTI QUANDO IL MONDO BOICOTTA BARILLA COME HA GIA FATTO CON LA MOZZARELLA DELLA CAMPANIA?
QUADRERIA PARMIGIANA
Vi racconto l’opera… per non dimenticare
I quadri del Cavalier Tanzi sequestrati. C’è chi vorrebbe farne una mostra. Una proposta che da tempo circola in città e nelle redazioni delle Tv locali. Condivido. Ma farei pure un museo virtuale con immagini, testi, audiovisivi della grande bufala, con tutto il materiale giudiziario una volta terminati i processi. Alcuni reperti sono già opere d’arte come i Cayman fax, i documenti di Buconero, Epicurum, le finte carte intestate delle banche, i software per la doppia fatturazione, le certificazioni dei Revisori. Le dichiarazioni audio e video. Il Parmatour virtuale dei luoghi. I calciatori… I piloti di formula uno. La quadreria dovrebbe comprendere le sagome figurative, come guida alla mostra, dei principali personaggi artefici del buco… nel latte da campioni! La banda del giallo parma: O così o Pomì!!
Ma dai media locali la Pizzetti, direttrice della Magnani Rocca, manifestava la sua contrarietà. L’Assessore alla cultura del Comune di Parma Luca Sommi banalizza la storia: “Basta gossip, guardiamo ai contenuti”.
Beh, caro Sommi, ma tu che ci stai a fare lì? Scusa la battuta, ma me l’hai tirata! Sei assessore alla cultura o agli eventi?
Sempre l’Assessore: “Buona parte delle opere non sono riconducibili agli artisti attribuiti… ci sono molti dubbi… Anche Sgarbi dice che sono dei falsi…”
Ma chi se ne frega! Sono le opere del crack mondiale!! Il muggito del mondo! Il latte in polvere! Le opere ipermediate, è questo il valore, non nell’autenticità! E su questo concordava anche Sgarbi. L’autentico poi è cosa veniva fatto del denaro pubblico e dei privati. Le opere potrebbero essere anche falsi d’autore voluti!! E gli originali al sicuro. Ma non è questo il tema.
Uno che tutti i giorni con la scorta andava da casa sua a Collecchio, magari passando da una chiesa, a chiudersi in un ufficio blindato con password d’entrata per gestire tutta questa bolla di latte!! Con i suoi amici… tutti al corrente di cosa stavano facendo… Tu come la chiami Sommi? Gossip?
Il Crack Parmalat è un’opera d’invenzione del male!!… e andrebbe editata! Recuperato tutto. Predisposto un organizzato archivio di consultazione reale e un museo virtuale in rete. Perché non si perda traccia!! Di cosa si può essere capaci… per ingannare il mondo. E’ la rivelazione di cosa avviene sopra la testa della gente legata alla greppia… Quella quadreria è espressione dell’opera contemporanea di un sistema, non una persona.
Abbiamo assistito a un Olocausto economico mondiale e tutto dovrebbe finire con un processo?
Questa è storia dell’economia locale con implicazioni a tutti i massimi livelli e luoghi di comando. Una organizzazione capillare mondiale che smascherata ha rivelato che cosa è l’impresa senza etica, con uomini senza scrupoli. E’ l’opera nazista in economia. Un danno biologico esistenziale. Uno sterminio della ricchezza collettiva. Consumatori e Risparmiatori: vacche a terra da inviare alla mattanza. C’è chi questo danno lo ha voluto, chi si è prestato. C’è chi ha finanziato la regressione e ha boicottato il nuovo producendo un degrado collettivo.
Caro Sommi, ti dirò di più bisognerebbe far partire da Parma e realizzare un portale in internet, delle truffe internazionali come Parmalat, Enron, Lehman, Madoff, ecc con le dichiarazioni, le documentazioni, i filmati, la cronaca, i luoghi, le testimonianze. Sul modello proprio di cosa è stato fatto per la storia dell’Olocausto ebraico. E’ lo sterminio operato dalla finanziarizzazione industriale… i suoi resti!
Questo sarebbe un progetto editoriale da finanziare, sul modello Wikipedia, allestendo periodicamente mostre dal vivo, costituendo una redazione online diffusa, mettendo all’opera i giovani redattori, web designer, operatori culturali e dell’immagine audiovisiva, ingegneri informatici, chiedendo finanziamenti europei, la collaborazione dell’ Università, ricercatori, ecc.
E sono convinto che coloro che hanno subito un danno o una truffa da queste multinazionali del male, sarebbero disposti a sostenere questa opera. Perché rimanga traccia per sempre!! Fornire un accesso a futura storia su cosa è successo per consapevolezza. Non rimanga solo il dolore individuale, ma sia resa evidente la processualità… è parte del risarcimento.
Questa è cultura, memoria storica, non gossip!! (19/02/2010)
Luigi Boschi
O con i polli o con la volpe
Non invierò questa mia missiva a nessun quotidiano locale, convinto che non verrà mai pubblicata. L’informazione, come giustamente sostengono i Radicali, è sempre meno indipendente. Ma dal nostro sito, mi permetto di far pervenire all’amico Zorandi una considerazione di principio. Premetto di avere grande stima per il segretario cittadino della Lega e con lui anche di molti altri suoi iscritti, gente onesta e in perfetta buona fede. E così dopo aver letto la sua omelia quaresimale, non posso più trattenermi da quanto sottoscriverò. Prima però voglio concordare su quanto afferma, anche per rafforzare la contraddizione insita nei suoi ragionamenti.
La rappresentazione che Zorandi fa della società nostrana nel suo complesso assomiglia grosso modo ad un pollaio; troppi politici che come galli si beccano in continuazione e tante galline spennacchiate che si agitano freneticamente, rappresentano la povera gente vessata da ogni prepotenza. Tutto bene, cioè male perchè questa analisi è condivisibile. Ma la contaddizione sta nel fatto che Zorandi non considera di stare dalla parte della volpe. Infatti la sua omelia viene detta da un pulpito poco credibile, poichè il suo partito, la Lega Nord, è il maggiore sostenitore di quel Governo che sta destabilizzando il Diritto del Paese. Basta ricordare i veri tentativi di decreti legge a favore di Berlusconi e della sua cricca, come l’impunità, l’immunità, il legittimo impedimento, il divieto di intercettazione telefonica e la futura incriminazione dei magistrati che si permetteranno di accusare Berlusconi ed i suoi amici.
Caro amico Zorandi, se dobbiamo essere coerenti con il messaggio evangelico, prima di osservare la pagliuzza nell’occhio del vicino, dobbiamo togliere la trave che sta nel nostro. Sempre con grande stima e nella speranza che il tuo partito torni sulle posizione dei primi anni ‘90, quando Bossi definiva Berlusconi il mafioso di Arcore.
Emilio Conforti

















