Archive for febbraio, 2010
Cosentino, sono queste dimissioni ad essere una vergogna!
Quando un politico italiano sente il bisogno di dimettersi? Quando è che uno che ricopre cariche pubbliche capisce che è il momento di fare un passo indietro, perchè è davvero necessario? Il caso di Nicola Cosentino, dimessosi ieri da sottosegretario all’economia e coordinatore regionale del Popolo delle Libertà è di certo sintomatico: Cosentino è stato accusato di concorso esterno in associazione mafiosa per le sue frequentazioni con il clan dei Casalesi, qualche mese fa, e nell’occasione ha dichiarato di non avere
alcuna intenzione di dimettersi. Non se ne parlava proprio. Poi, oggi, si è dimesso. Il motivo? Il partito, ovvero Berlusconi e Fini, ha trovato l’accordo per candidare alla provincia di Caserta un uomo dell’Unione di Centro, tal Domenico Zinzi. Una candidatura che servirà al PdL per avere l’appoggio dell’UdC nelle elezioni regionali in Campania, dove il candidato Stefano Caldoro è riuscito ad avere la meglio sui nomi proposti dal sottosegretario. Insomma, quello che non poté l’accusa di essere un camorrista, lo poté la provincia di Caserta. Sintomatico, no?
Quello di Cosentino è un gesto rabbioso, e in dissenso con lo stesso Berlusconi. E segue la guerra per bande in atto da mesi nel PdL campano, con schierati da una parte Italo Bocchino, Antonio Martuscello e Mara Carfagna, e dall’altra gli uomini dell’ormai ex sottosegretario all’economia e di Landolfi. Chi ha avuto modo di sentirlo, scriveva ieri l’Ansa, assicura che le dimissioni sono irrevocabili. Il suo, quindi, non andrebbe letto come un tentativo di ‘rilanciare’, ma come una vera e propria presa di distanze dalla campagna elettorale che sta per iniziare in Campania. “Voglio liberare il campo da ogni strumentalizzazione in vista della campagna elettorale“, si limitaa rispondere Cosentino. “Il mio progetto politico era un altro“, avrebbe spiegato. L’accordo con l’Udc, invece, si sarebbe basato sulla spartizione delle poltrone, raccontano. Ma quale progetto politico, su, siamo seri. E’ la risultante, ma non l’ultimo capitolo, di una guerricciuola tutta interna, che ovviamente con la politica, i valori e altre baggianate di questo genere non c’entrano nulla.
La verità è che per Cosentino, che è l’esatto idealtipo del politico italiano, le accuse di mafia e camorra gli fanno un baffo. Ma non toccategli la provincia di Caserta, sennò lui prende cappello e se ne va sbattendo la porta presentando le dimissioni. In attesa che Berlusconi le respinga, il dato politico è questo. Bisognerebbe anche vergognarsene, ma non importa.
Non ne possiamo più: basta sprechi con soldi pubblici
Interpellanza del consigliere Ablondi sul trasporto pubblico locale
Al Signor PRESIDENTE del Consiglio comunale
Al Signor SINDACO
Oggetto: interpellanza riguardante il servizio di trasporto pubblico.
Premesso che:
- il servizio di trasporto pubblico svolto da TEP S.p.A. presenta più di un motivo di riflessione sia sul piano organizzativo che funzionale;
- sempre più frequentemente emergono problematiche e difficoltà nell’esercizio del servizio di trasporto pubblico che, in occasione delle recenti nevicate, hanno raggiunto picchi clamorosi che sembrano derivare più dalla patologia aziendale che da eventi occasionali;
- l’entrata in servizio di un elevato numero di autobus con rilevanti ritardi rispetto al normale orario di inizio servizio appare più conseguente a cause tecniche - urgenti interventi di manutenzione - che all’innevamento delle strade infatti la maggior parte dei mezzi è puntualmente entrata in servizio;
- la richiesta sempre più pressante di interventi urgenti di manutenzione ai bus e alle “macchine” obliteratrici pare confermare uno stato patologico che occorre sanare in fretta a salvaguardia della qualità del servizio;
- un primo beneficio potrebbe derivare dallo svolgimento della manutenzione programmata dei mezzi che in passato ha assicurato efficienza al parco mezzi e forse anche economie di spesa nonché migliore operatività all’officina aziendale.
Ciò premesso, e considerato che il Comune di Parma è socio di TEP S.p.A., il sottoscritto consigliere
INVITA
il Sindaco a verificare lo stato di salute di TEP S.p.A. e a sollecitare adeguati interventi per la migliore efficienza del servizio di trasporto pubblico. Nell’attesa lo scrivente chiederà la convocazione della competente commissione consiliare per concorrere alla individuazione delle problematiche presenti e al loro superamento.
Marco Ablondi
Rafforzativo di Libera politica quanto segue:
Sono veramente indignato, dopo aver letto la risposta degli organi della TEP apparsa oggi sulla gazzetta di Parma (per chi legge19-02-2010) nelle lettere al direttore dove il Presidente di TEP Spa Tiziano Mauro e il presidente di TEP sevice, Claudio Magnani, rispondono all’ interrogazione di Ablondi (Consigliere comunale ) sul parco mezzi circolate a Parma sul trasporto pubblico locale. I massimi vertici di queste due aziende non hanno forse ben chiaro cosa sia un bus e come funzioni il servizio grazie al sacrifici degli adetti di movimento, e del suo personale che lavora con molta serietà. Non vogliamo imputare nessuna colpa a chi percepisce 1500 euro al mese, ma imputiamo le colpe estreme a chi fa ditutto, affinchè il baraccone vada sempre più nel baratro. Il primo responsabile è il sindaco che ha messo l’uomo di fiducia alla presidenza di questa azienda senza sapere, che il trasporto pubblico, è diverso dal trasporto merci. La seconda colpa, la inputiamo a Bernazzoli scegliedo Magnani Claudio, proveniente dal settore bancario, ma solo espressione politica per rappresentare la sinistra in amministazione Tep service. Cosa può sapere Magnani di riparazioni mezzi? Ancora una volta, abbiamo visto lontano basta leggere il settimanale Zerosette leggi l\’articolo di questa settimana per capire cosa è successo negli ultimi 10 anni nella Azienda, che il povero Direttore Carra teneva come un gioiellino. Ancora una volta in questi anni abbiamo assistito alla fabbrica degli sbragoni di soldi. Maneger scelti politicamente da destra e sinistra mandare sempre più a ramengo, la TEP di Parma, sperperando fiumi di denaro appartenete ai cittadini, e peggiorando sempre più un servizio in sofferenza. Orami è giunta l’ora che certi personaggi che amministrano il sotto governo delle partecipate si facciano da parte, perchè non sono in grado di svolgere compiti alla loro altezza. E’ giunta l’ora di mandarli a casa a calci nel sedere, oppure farli pagare con i loro compesi, in maniera che si rtendano conto, quanta fatica costi guadagnarsi la pagnotta. Bene, a fatto Ablondi a sollevare il problema. Beme a fatto Ablondi a rispondere a tono ad un altro incompetente come Villani, la professione di medico, al “cinghialone” di Noceto potrà sicuramente riuscirgli meglio rispetto alla dirigenza politica. Come diceva la protagonista del film bianco rosso e verdone, una certa Magda, stanca diceva e ripeteva: non ne posso più
Paolo leporati
Storace rispolvera Corridoio Tirrenico, attacco di De Pierro
Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Un’opera di poca utilità e vantaggiosa solo per le tasche dei costruttori”
Roma - “Non riesco a comprendere come Francesco Storace, dopo essere già stato letteralmente cacciato dalla volontà popolare da presidente della regione Lazio, a seguito di una gestione decisamente fallimentare, vada a rispolverare questo folle progetto”.
Questa è la dichiarazione del presidente dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro, riguardo al rilancio da parte del leader della Destra del progetto del Corridoio Tirrenico Meridionale che avrebbe dovuto snodarsi da Fiumicino a Formia. “Dopo aver già inguaiato abbastanza il Lazio sarebbe bene che Storace evitasse di proporre nuovamente nel programma elettorale questa opera inutile per i cittadini, di grande utilità solo per le tasche delle imprese costruttrici. Il costo stimato allora era di circa 6000 miliardi di vecchie lire per un’opera che avrebbe corso parallela all’attuale Pontina e che per ammissione degli stessi promotori avrebbe visto il transito di poche centinaia di veicoli al giorno. Noi dell’Italia dei Diritti ci opporremo categoricamente a tale assurdità - annuncia De Pierro -. Questo progetto è anche uno scempio ecologico che dovrebbe tagliare in due il Parco del Litorale Romano e il Parco dei Castelli Romani, nonché il Lago di Fondi. Sarebbe certamente più utile pensare invece a una messa in sicurezza e allargamento della via Pontina.” Infine il leader dell’Italia dei Diritti chiosa: “Comunque siamo piuttosto tranquilli. Storace questa volta corre con ambizioni molto più ridimensionate e riuscirà a racimolare per fortuna solo una manciata di voti.”



Lunardi al Salaria Village
Forse non avrà mai beneficiato dei massaggi del più famoso centro benessere d’Italia, dove si ritemprava Bertolaso, ma anche l’on. Lunardi ha fatto scambi di favore con Anemone, l’imprenditore arrestato per corruzione. In una intervista al quotidiano il Fatto, Lunardi ammette lo scambio di favore con Anemone, consistente nel suo interessamento per l’espansione del Salaria Village. Infatti l’onorevole compie una intermediazione con i proprietari delle aree circostanti, affinchè vendano ad Anemone il terreno per espandere il villaggio. Si noti bene tutto abusivamente perchè in area golenale, ma derogata per volontà di un ddl, decreto delinquenziale legislativo, di Berlusconi. Anche questo un tassello della politica del fare. Sempre nella medesima intervista Lunardi si confessa per la sua amicizia con un’altro indagato, quel Balducci che elargiva favori illegali a destra e a manca. Ma di più il parlamentare parmigiano, che non onora così la sua città, ammette il lavorio poco chiaro del giudice Sancetta. Infatti Lunardi, da ministro, chiamò Sancetta al ministero come consulente giuridico; fù un ottimo investimento poichè quando Lunardi fù condannato dalla Corte dei Conti al risarcimento di 2,7 milioni di euro, Sancetta con i suoi buoni auspici fece ridurre l’ammenda a seicentomila euro, con un risparmio di due milioni. Sì noti bene che la condanna consisteva come pena per il reato dell’inutile spesa di 2,7 milioni di denari pubblici, per liquidare un pubblico dirigente ministeriale non funzionale all’allora neo ministro.
Così si comprende sempre di più lo slogan che Villani scrive nei suoi manifesti, quando afferma che il Pdl è alla ricerca di uomini onesti. Perchè nel suo partito sono una rarità, dove anche il leadr maximo Berlusconi, se l’Italia fosse vera patria del Diritto, sarebbe già in galera.
Il Nuovo che avanza: Bonu e Mantovani dal pdl con furore
Massimiliano Bonu, Claudio Mantovani, esponenti “emergenti del PDL” vivono un appannamento totale sul problema della sicurezza, difendendo la carta di Parma voluta fortemente da quell’ incapace di Pietro Vignali. Ormai è scontato che i soggetti in questione possano essere solo portavoce del potere cittadino difendendo l’indifendibile . Chissà Bonu e Mantovani cosa hanno da guadagnare in termini di prestigio: qualche incarico nell’ amministrazione? Come si fa a dire che l’esercito, è la soluzione ai mali della microcriminalità sempre più in aumento? Occorono piu polizziotti e carabinieri punto e basta. Chiedetelo a chi, in questi giorni ha subito furti negli appartamenti, sempre più all’ avanguardia nella zona di Via Savani. Ancora una volta esponeti politci di basso rilievo, perdono una clamorosa opportunità. Quella di tacere, e quella di comparire sulle pagine dei giornali cartacei e on-line. Quello che noi sosteniamo assieme al movimento dell’ Italia dei Diritti, è la mancanza di risorse umane, fondi, e mezzi per gli organi di polizia preposti a controllare il territorio per la salvaguardia della sicurezza. Senza uomini e mezzi la città purtoppo vive uno stato di paralisi, dove la microcriminalità colpisce senza preaviso alcuno. L’esercito è ancora una volta un proclamo, uno slogan di questa amministrazzione per rendere credibile un documento siglato, come la carta di Parma quella sbandiarata anche da Buzzi, quella che doveva risolvere i problemi in via cCorso Corsi per dare un contentino, come si fa con lo zuccherino ai cavalli, al comitato di via Corso Corsi per mettrli a tacere? Ecco l’operato di questa amministrazzione. Intanto, sempre per questioni di sicurezza il parco Franchini, non essendo in centro, ma in periferia, aspetta ancora quattro lampioni, per illuminare il corridio, che va da via Volturno, a via Desica. Questa è la crta di Parma. Dove la prosituzione occulta viaggia su internet con annunci su tutta Parma, e interi quartieri apettano telecamere lampioni da una vita,. Complimenti Bonuu e Mantovani” sicuramente farete carriera politica”. Una massima dice:” per stare tranquilli, basta avere la carta di Parma in tasca. Sicuramente sarete al sicuro”. Prepariamoci a fare le fotocopie, è un suggerimento che diamo anche alla Dodi segretario cittadino del PD.
Di che nazione sei?
La nazionalità è una scelta culturale non territoriale
Ormai la nazionalità è divenuta una maglia stretta da indossare… per certi versi fastidiosa… In tempi di rapidi mutamenti le identità si dissolvono e prevale la spinta verso nuovi orientamenti nell’abitare i luoghi. Un desiderio di ricercare un nuovo senso. Le barriere etniche e territoriali crollano. C’è l’esigenza di rifarsi a un senso superiore visto il collasso e la disgregazione della società civile i cui “codici” si sgretolano all’incedere dei cambiamenti.
L’identità dei popoli è nelle religioni, non nelle nazioni. Il dialogo interreligioso è di vitale importanza per una nuova impronta etica nelle coscienze, laddove lo Stato sembra aver fallito; per un risveglio dei sedati sentimenti preda del culto mediatico; per una società ad alta riflessività e consapevolezza. Il cambiamento è nel singolo.
Le comunità convivono entro certe dimensioni, altrimenti collassano… lo si vede da anni cosa sta avvenendo nelle grandi città. La persona perde di significato e prevale la sovrastruttura: una prigione! Lo dice la storia, lo evidenzia la biologia.
Le regole sempre più complesse e cervellotiche sono insufficienti, se non ridicole, nella gestione di pacifiche convivenze. Divengono spesso i codici dell’ingiustizia.
Nell’era digitale la nazionalità è un’ essenza culturale non più territoriale. L’affinità di pensiero, le conoscenze, la sensibilità e qualità del “sentire”, le dissonanze armoniose, le proiezioni di orizzonti sanciscono i legami delle convivenze non necessariamente radicate in un territorio. Quale pensiero accomuna ora gli italici se non quello delinquenziale che regna nella penisola? E chi non ne vuole sapere di far parte di questa marmaglia? Cosa abbiamo da spartire? La nostra storia, certo, ma la storia italiana è il passato e patrimonio universale, non solo degli italiani. E si potrebbe essere cittadini di altri Paesi, residenti in Italia. Se la Nazionalità è una forma culturale, perché non può essere una libera scelta? Ognuno sceglie, eventualmente, lo Stato culturale con cui si sente più affine. Che italianità può maturare chi ha interessi in campi e aree qui messi alla berlina o esiliati?
La sanità e la prima casa non dovrebbero essere un diritto mondiale di civiltà? Il resto è sovrastruttura. Il digitale, lo vediamo, sta smaterializzando il modo di vivere… e tutto sembra obsoleto, anche le nazioni… ridotte a un sistema che gira in un ambiente open source di un server.
Con quale diritto poi a una persona inconsapevole viene affibbiata una nazionalità? Perché non si può scegliere a quale Paese appartenere visto che non è nemmeno nostra volontà venire al mondo? E ti danno pure l’obbligo di una nazionalità. Ma chi la vuole!!
Per quale ragione dovremmo andar fieri di essere italiani?
Per la natura, i mari e i monti, per gli artisti, i musicisti, i poeti…le opere d’arte, per alcuni uomini di valore che han scritto la storia in vari campi, non certo per i politici contemporanei della finzione democratica, né per la ridicola monarchia.
Quale Repubblica? Dei prepotenti, dei dispotici, dei furfanti…
Stato? Dove? Comunità? Repressa e avvilita, impestata, costretta a combattere contro forze più grandi di lei e da lei stessa alimentate. Un sistema che rapina la vita…
Un giro perverso: “Stato canaglia” l’ha chiamato Ostellino. La Napoleoni si è limita all’ “Economia canaglia”. E si festeggia la Repubblica? Buffoni direbbe Caproni!
La disgrazia di una lingua in comune, purtroppo imposta dal contesto, deve forse condizionare la vita? Presto si avrà il traduttore nell’IPod, nell’IPad, nel cellulare, un software speech-to-speech in grado di capire e tradurre simultaneamente perché il nuovo alfabeto di base universale da cui si compone poi tutto è il codice alfa numerico.
E si può essere di altra nazionalità, avere una lingua non autoctona e risiedere in un Paese diverso rispetto alla nazionalità scelta. Insomma uno può decidere di essere un canadese, un americano, un indiano, un giapponese, parlare italiano e risiedere in Italia.
E se si volesse essere poi apolidi? Se non se ne volesse sapere di questa nomenclatura mondiale di biscazzieri? Ma chi rappresentano? Solo i loro interessi e quelli delle loro lobbies!! Se il mondo va verso il personal questa arcaica Burokratia a che serve? A chi giova tutto questo immondezzaio?
Perché dobbiamo farci derubare da questi malfattori? Che abbiamo fatto di male col nascere? Perché dobbiamo farci distruggere il paesaggio? Perché i saperi devono essere sabotati? Perché i ladri premiati?
Collegati con il mondo, estese comunità virtuali, piccole comunità reali, ambienti intelligenti con cui interagire attraverso protesi tecnologiche. Il mondo dei bit sostituisce in gran parte quello meccanico in esaurimento e così la sua società. L’uomo ritorna amico della natura: il sole, la luna, le stelle, i mari, i monti, l’acqua, le colline, un paesaggio, le amicizie, gli amori da sempre sono loro a rendere possibile la vita e felici le persone… ma è un patrimonio dell’umanità, non certo nazionale. Sangue e arena è stato il risultato di chi ha governato le nazioni oltre ad aver spesso inferto un grave danno, senza ragione, a questi beni naturali della vita. Ma forse è la politica, nella sua decadenza, che ha fallito!! (06/02/2010)
Luigi Boschi
Lapsus del lupus
IN VIA COCCONCELLI HA SEDE IL COMITATO ELETTORALE DEL CONSIGLIERE REGIONALE VILLANI. TUTTE LE VETRINE PROSPICIENTI IL FRONTE STRADA SONO RICOPERTE DI MANIFESTI ELETTORALI. ALTRI MANIFESTI SONO POSIZIONATI IN BACHECHE PUBBLICITARIE IN GIRO PER LA CITTA’.
COLPISCONO DUE SLOGAN, MALIZIOSAMENTE CONTRADDITTORI. IL PRIMO AFFERMA CHE IL PDL E’ ALLA RICERCA DI UOMINI ONESTI, COME SE NE AVESSE GRANDE NECESSITA’ PER SUA ESTREMA CARENZA. IL SECONDO SOTTOLINEA CHE VILLANI STA’ CON SILVIO. MA A SILVIO NON PIACCIONO PIU’ LE ESCORT ? O VILLANI SOTTINTENDE DI AVERE GIA’ GIURATO TOTALE FEDELTA’ … ANCHE PER L’EVENTUALE CONSEGNA DELLE ARANCE…
PDL la banda degli onesti
Mala amministrazione
Lunedì 1 marzo gli asessori Mora e Aiello dovranno ascoltare le osservazioni critiche, che il consiglio di quartiere Pablo esporrà riguardo la viabilità e i lavori pubblici connessi nella succitata zona. Non sarà la prima volta che si discuterà di questi problemi già causa delle dimissioni dei precedenti assessori Somenzi e Colla, quest’ultima responsabile della collocazione del mercato rionale di viale Osacca. A onor del vero la storia ha inizio con la volontà del sindaco Vignali, già assessore alla viabilità con Ubaldi, di disporre il senso unico in viale Pasini. Conseguentemente il traffico veicolare che proveniva dalla zona nord-ovest della città venne dirottato su viale Osacca, per poi ritornare attrverso via Gramsci in piazzale santa Croce. Ma non bastò poichè, come già detto, viale Osacca divenne sede del mercato settimanale e forse presto verrà scavata per creare un parcheggio sotterraneo. Tutto ciò contro ogni logica di buona amministrazione e in spregio dei cittadini.
Ma la mala amministrazione del sindaco Vignali non termina, con le suddette operazioni. Perchè tutto il quartiere verrà sempre più intasato, dopo che verranno edificati i direzionali in viale Piacenza, cioè attorno alla sede Efsa, nell’ex sede Amnu e nell’ex Trionfale. Saranno migliaia di veicoli che graviteranno sull’intera zona di questo quartiere della città. Una rotatoria enorme e pericolosa, perchè non mette in sicurezza l’attraversamento pedonale, è stata realizzata tra viale Piacenza e via Savani. Enorme ma mal progettata, perchè consente al traffico che scende dal viale una continuità di percorrenza, creando inevitabilmente code in via Savani. A dimostrazione di carente visione sia di progettualità tecnica che di corretta politica urbanistica. L’area ex Trionfale poteva servire per un migliore utilizzo, bastava ragionarne meglio con la proprietà.
Per non parlare del reticolo di sensi unici che nel quartiere obbligano i veicoli a percorsi più lunghi, delle criticità di via Buffolara priva di dissuasori di velocità e di attraversamenti pedonali sicuri. Per continuare sulle condizioni indecorose di via Abbeveratoia e di molte altre strade del quartiere dove da anni le ultime amministrazioni comunali non hanno speso un centesimo per lavori di manutenzione. All’assessore Mora verrà inoltre lamentata la condizione del trasporto pubblico, peggiorato dopo il dirottamento della linea 12 da viale Osacca e con la partre nord del Pablo isolata dall’ospedale, con lo spostamento del capolinea della linea 9.
Sono trascorsi quasi tre anni dall’insediamento dell’amministrazione Vignali, noi di Libera Politica rivendichiamo con grande convinzione la scelta di dissociazione da questa maggioranza. Pensiamo di avere tutte le ragioni valide e non di opportunità, basti ricordare la raccolta delle oltre 1400 firme del 2005, che non furono strumentalizzate ma consegnate all’allora asessore Vignali con spirito di collaborazione. La risposta fù arrogante, irrispettosa e tutto quello che seguì lo abbiamo sopra descritto. Ricordo infine che il sottoscritto ha dato vita al gruppo misto nel novembre 2007, dopo aver appreso che nel bilancio di programma triennale 2008/2010 l’amministrazione non avrebbe investito un centesimo nel nostro quartiere. Una mala Amministrazione che ci auguriamo termini presto il guasto che stà compiendo nell’intera città.
Antonello de Pierro chiede le dimissioni di Bertolaso
Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Un atto doveroso, in quanto il suo stato d’animo non gli consente di svolgere al meglio il proprio compito istituzionale”.
Roma, 15 febbraio 2010 - L’Italia dei Diritti è favorevole alle dimissioni di Guido Bertolaso dalla guida della Protezione Civile. “Questa nostra presa di posizione - spiega il presidente del movimento Antonello De Pierro - non è mossa né da uno spirito colpevolista né giustizialista, ma da una naturale e logica valutazione di efficienza. Non spetta a me giudicare il coinvolgimento o meno di Bertolaso nella vicenda che lo vede indagato, ci mancherebbe altro, questo è un compito demandato alle competenze della magistratura. Credo in verità - continua De Pierro - che egli sia uno dei massimi esperti in materia di Protezione Civile presenti nel nostro paese. Tale richiesta, dunque, non è certo fatta a cuor leggero, in quanto ritengo che, se anche qualcosa è sfuggito al controllo, non sia stato per la volontà di uscire dal recinto della legalità. E’ noto, in ogni caso, che chiunque si trovi a capo di una struttura è chiamato a rispondere delle azioni illegittime di altri. Qualora le responsabilità a carico degli arrestati siano dimostrate, auspico pene esemplari e soprattutto certe. Cesare Beccaria lo affermava già due secoli fa che il vero deterrente non è l’entità della pena, ma la certezza che sia scontata. Per tornare alle dimissioni del capo della Protezione Civile - conclude il Presidente dell’Italia dei Diritti - ritengo che siano doverose. Il suo stato d’animo attuale, infatti, a maggior ragione se completamente innocente, non è tale da poter garantire un corretto espletamento delle funzioni istituzionali a lui attribuite”
Parma voladora…..
Ubaldi, come il torrente in piena, denuncia il tradimento della sua maggioranza. Ora non giova ripetere le critiche alle sconclusionate iniziative politiche che Ubaldi ha avviato in questi ultimi tempi, è comprensibile il disagio che lo ingabbia nella sua attuale situazione. Polemicamente potremmo sostenere di aver visto avanti quando, per primi in consiglio di Quartiere Pablo, denunciammo l’insostenibilità della sittuazione che si stava generando. Ubaldi era stato unicamente usato, come copertura di un’operazione di potere, a tutto vantaggio dei berluscones locali. Questa fù la nostra analisi che nel tempo si dimostra sempre più veritiera. Libera politica ha quindi deciso di ritenersi rappresentata in Consiglio comunale da Altra politica, fin dall’incontro momentaneo con la Lega. Ricordo gli incontri frequenti e pubblici con Zorandi e M. T. Guarnieri nel 2009. Poi la Lega si omologò per sudditanza ai berluscones e così finì il rapporto anche con i bossiani. Tutto quanto per confermare la coerente e continua critica nei confronti dell’attuale Amministrazione comunale. Ieri però Ubaldi ha detto delle cose gravi, cioè che è pronto a scontrarsi con chi lo ha tradito. Poi si è parzialmente corretto, per non rischiare una defenestrazione immediata. Ma la possibilità di un suo ritorno come sindaco è realizzabile, dato che Vignali ha superato la metà del suo mandato.
Ubaldi ha però un altro problema da risolvere, consistente nella ricostituzione del cartello elettorale che lo dovrebbe sostenere. Infatti non bastano i soliti e ammuffiti amici che si ritrova, ma gli occorrerebbero altre e più giovani adesioni al suo progetto. O il recupero di antiche collaborazioni come quella con M.T. Guarnieri. Ubaldi sa che una nuova e presentabile lista civica troverebbe il consenso della stragrande maggioranza dei parmigiani. Allora a questo punto non gli resta che dimostrare la sua capacità di fine politico o la rassegnazione di un pensionamento politico anticipato.
















