Vignali e Costa sulle orme di Tanzi e Tonna
Vignali e Costa stanno collassando il comune di Parma come Tanzi e Tonna ridussero la Parmalat. Come ladri di legalità continuano a favorire finanza creativa, per produrre bilanci truccati. Altro personaggio nefasto per il destino dell’amministrazione comunale è la dott.ssa Benecchi, ispiratrice di strategie truffaldine prima come dirigente comunale ora come collaboratrice di Costa in Stt. Stt la grande scatola cinese di tutte le partecipate del Comune e che fra l’altro paga a Rosi (tutore di Vignali ) 280.000 euro di canone annuo, per l’affitto del locale dove guarda caso ha posizionato l’ufficio. Non c’è limite al peggio. Perchè Vignali e Costa si comprano e si vendono gli stessi beni, per fare falsi bilanci con l’unico risultato di indebitare sempre di più il Comune di Parma, cioè i parmigiani. Alcuni esempi, non tutti. It. city società di servizi informatici del Comune compra a caro prezzo, sempre dal Comune i locali di via Saffi ex sede della Gazzetta di Parma. La società del Centro agroalimentare compra del Comune a prezzo stratosferico l’area dell’ex mercato bestiame, ma sempre con quattrini che escono dall’unica cassa pubblica. Poi sarà la volta del patrimonio immobiliare dell’ex Iraia, per realizzare il ghetto degli anziani confinato in estrema periferia. Queste ed altre operazioni truffaldine servono per stilare un bilancio clamorosamente falso del Comune. Un bilancio da 140 milioni di euro di fantasie e di presa in giro dei cittadini. L’elenco potrebbe allungarsi ma quanto scritto basta per trarre le dovute conclusioni. Grazie a questa sciagurata amministrazione comunale, i parmigiani saranno fortemente indebitati per i prossimi decenni, sempre che il Comune non fallisca prima del saldo dell’imponente debito, come successe per la Parmalat. Alla fine degli anni settanta scoppiò in Comune lo scandalo edilizio, chi sbagliò pagò con il carcere e con l’emarginazione politica. Ma questa amministrazione, altrettanto ladra di legalità, forse beneficierà del clima di illegalità diffusa che soffoca l’intero paese. Si al peggio non c’è limite.











