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Vignali, Sassi e Lasagna: trio del nuovo civismo? Parrebbe il contrario

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di Marcello Frigeri - Par di sognare: oggi i movimenti civici non hanno più quella prerogativa, a loro peculiare, dello stare a contatto con la gente. Una volta si raccontava che, come evidenzia la parola stessa (civismo), i movimenti civici avessero una visione della politica alternativa ai partiti, proponendosi come elemento di unione tra politici e abitanti.

Una sorta di grande famiglia, utile ai fondatori come ai cittadini stessi. Ma a Parma non è così: in città civismo significa tutto fuorché “stare a contatto con la gente”. Infatti basta guardare chi sono i capisaldi della formazione “Parma Civica”, il nuovo movimento voluto da Vignali, per accorgersi che di civico non c’è un bel niente. Al primo congresso della squadra civica, anzi “scivica”, dal palco salutavano gli invitati i padri fondatori: Cristina Sassi (assessore all’Ambiente), Lorenzo Lasagna (Politiche sociali), Pietro Vignali (sindaco) e Claudio Bigliardi (ex coordinatore di Civiltà per Parma).

Dei primi tre, uno è più scivico dell’altro. Quando Enìa è stata travolta dallo scandalo tangenti e appalti gonfiati del Verde Pubblico (arrestati 3 imprenditori accusati di pagare mazzette ad un funzionario Enìa), l’assessore Sassi si è subito difesa dalle critiche spiegando che “i controlli [del denaro pubblico, cioè nostro, utilizzato per le tangenti e gli appalti gonfiati ndr] sono stati fatti, dobbiamo capire se sono bastati”. Beninteso. Secondo le indagini, i furbetti si scambiavano mazzette e organizzavano appalti fasulli, ma il problema è un dubbio amletico, capire se i controlli sono bastati. L’assessore è così tanto civica, dunque attenta al bene cittadino, che al suo occhio vigile non scappava nessun sperpero di denaro. Passate due settimane dallo scandalo, tuttavia, ancora non si capisce cosa controllava.

La settimana scorsa, invece, è successo l’imprevedibile: l’intelligence comunale ha captato un segnale a dir poco allarmante. Il messaggio era chiaro: orde di minacciosi anzianotti armati di borse della spesa avrebbero occupato via Bixio, qualora fossero state inviate ruspe atte alla riqualificazione della strada. Impaurita dalla rivolta sociale, l’amministrazione Vignali (sì, proprio quello che ha fondato il movimento civico, cioè per la gente) ha prontamente inviato forze armate in difesa degli operai, dunque per difendersi dai suoi stessi cittadini. Non si sa mai che tra lanci di baghette e spille da balia ci scappi il ferito. Infatti è notorio che l’Oltretorrente è popolato da schiere di informi ribelli pronti a tutto. Tanto che all’arrivo dei militari non è stato registrato un bel nulla. L’intelligence comunale ha qualcosa da rivedere.

Memorabile invece il commento di Lorenzo Lasagna. In una nota all’articolo di Parma Repubblica sul caso di via Bixio, infatti, anziché unirsi ai parmigiani offesi dall’inguardabile presidio delle forze armate, ha utilizzato la millenaria tecnica del politico di lungo corso: la turbo arrampicata sugli specchi con salto carpiato di argomento. Spiega che “la protesta sul progetto di rilancio dell’Oltretorrente (…) è perlopiù fomentata da esponenti di partito”, accusando ignoti figuri che lui definisce “i soliti del no a tutto”. Compie poi una parabolica virata andando ad impattare sul rilancio dell’Oltretorrente, che “è iniziato nel 2007 con lo spostamento del Sert e la ricollocazione in un luogo più idoneo della Moschea”, proseguito poi con “la riqualificazione di strade e piazzette a cui si aggiungeranno il centro Commerciale Naturale”. Insomma, parlocchia di tutto fuorché del presidio-vergogna. C’azzeccasse qualcosa.

Da cineteca dell’autogol è invece la conclusione del suo discorso, in perfetta salsa scivica, dunque civica per Lasagna: “si tratta di un progetto che segue un lungo lavoro di incontro, confronto e dialogo con le realtà del quartiere (…). Con i cittadini in buona fede il dialogo è sempre aperto, per gli agitatori di professione, la porta rimane chiusa”. Ecco, beninteso: con chi è d’accordo con l’amministrazione il dialogo è sempre aperto, con chi non è d’accordo e protesta, la porta rimane chiusa, e sono pronte pure le forze armate: ovviamente per calmare gli animi degli “agitatori di professione”. Come se i mandanti del presidio fossero tutto fuorché degli agitatori. Ci mancava proprio a Parma questa brezza di civismo così vicina al popolo. Tanto vicina che negli ultimi due anni i comitati contro Vignali sono sorti come funghi.

Scritto da Paolo Leporati

giugno 30th, 2010 at 12:20 pm

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