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Antonello De Pierro
Antonello De Pierro nostro leader dell’ Italia dei diritti nel video sul decreto salvaliste esprime tutto lo sdegno
Impennata di cassaintegrati e licenziamenti in Lombardia, l’allarme di Criseo
Il responsabile regionale dell’Italia dei Diritti: “Si pensa solo alle leggi per le liste elettorali trascurando le vere emergenza del Paese”
Milano, 9 marzo 2010 - “La recessione non si arresta e si fanno i decreti per le liste elettorali. Mentre la crisi avanza e la fine, secondo recenti dichiarazioni sindacali, proseguirà fino al prossimo anno ci si arroventa la mente a risolvere altre emergenze di tipo elettoralistico”. Questo il primo amaro commento del responsabile per la Lombardia dell’Italia dei Diritti Giuseppe Criseo alla scioccante notizia dell’impennata di ricorsi alla cassa integrazione e ai licenziamenti a Milano e nel resto della Lombardia che nei primi due mesi del 2010 la relegano ad una delle regioni più disastrate del resto del Paese. Spiega con parole dense di preoccupazione l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: “L’aumento della cassa integrazione nella nostra regione rispetto al 2009 è arrivato a un dato tremendo: più 241 solo per l’industria. Dalla cassa ordinaria si passa a quella straordinaria e poi alla mobilità, questa è la vera emergenza del Paese. Non basta però pensare solo alla parte economica che tra l’altro è insufficiente e non copre tutti i cittadini in difficoltà: occorre provvedere a riconvertire interi settori lavorativi investendo ad esempio sulle energie rinnovabili ma anche sul riciclo dei rifiuti che possono diventare una buona occasione di guadagno. Ci uniamo anche noi - conclude Criseo - all’appello del presidente delle piccole e medie imprese di Confapi Paolo Galassi perché se continuano a retrocedere le aziende di minori dimensioni che costituiscono l’ossatura del Paese, non ci saranno più vie d’uscita”.
Mercato di firme false ai partiti in Liguria, lo sdegno della Muratore
La vice responsabile regionale dell’Italia dei Diritti: “Chi disattende le regole deve essere punito”
Genova, 9 marzo 2010 - “Ritengo queste asserzioni gravissime se non sono accompagnate da nomi e cognomi e dai partiti a favore dei quali queste firme sarebbero state comperate”. Queste le dichiarazioni rilasciate dalla vice responsabile ligure dell’Italia dei Diritti Patrizia Muratore dalle quali emerge tutto il suo disappunto in merito alle affermazioni fatte dall’esponente dell’estrema destra Andrea Pescino di aver venduto settemila firme ai partiti in difficoltà. Continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: “Ho più volte partecipato alla selezione delle sottoscrizioni e so pertanto che vi sono regole specifiche e dettagliate per la raccolta delle firme alle quali noi ci siamo sempre uniformati. Contesto pertanto duramente le parole del Dottore Vittorio Feltri quando afferma che tutti i partiti raccolgono le firme con ‘disinvoltura’. È necessario - conclude la Muratore - che la giustizia si adoperi perché le norme in vigore siano applicate da tutti prevedendo, di conseguenza, pene certe e severe per coloro che le disattendono”.
Dal Tar del Lazio nuovo stop alla lista del Pdl, il commento di Girlando
Il responsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti: “Decisione che garantisce la legalità delle elezioni”
Il responsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti: “Decisione che garantisce la legalità delle elezioni”
Roma, 9 marzo 2010- “L’attacco alla legalità da parte del centrodestra e del Governo è stato sventato”. E’ questo il primo commento di Giuliano Girlando, responsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti, al nuovo brusco stop, imposto dal Tar del Lazio, al Pdl e a Renata Polverini, candidata alla presidenza della regione Lazio per il centrodestra. I giudici hanno respinto la richiesta con cui il Pdl contestava la decisione della Corte d’Appello di escludere la lista di Roma e provincia, rinviando al 6 maggio l’udienza per discutere il merito del ricorso e precisando che l’eventuale rinvio alla Corte Costituzionale sulla legittimità del decreto cosiddetto ’salva-liste’ sarà deciso in quella sede. Il ricorso non è stato dunque respinto ma, allo stesso tempo, le toghe hanno deciso di non riammettere in via cautelativa la lista, in quanto non c’è certezza né prova che il delegato all’atto della presentazione della stessa avesse con sé tutta la documentazione. “La decisione del tribunale - afferma l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - rappresenta di fatto una bocciatura anche per il Governo che ha tentato un colpo di mano con un decreto assolutamente incostituzionale. L’importante - conclude Girlando - è che ora le elezioni non saranno macchiate da vizi di forma”.
Successo dell’Italia dei Diritti a Parma, Leporati soddisfatto
Il viceresponsabile provinciale dell’Italia dei Diritti plaude alla costruzione di un parcheggio multipiano antistante l’ospedale Maggiore: “La nostra battaglia ha portato a dei risultati”
Parma, 8 marzo 2010 - Dopo la denuncia dell’Italia dei Diritti circa l’insufficienza di posti auto nell’area antistante l’ospedale Maggiore di Parma, il viceresponsabile provinciale Paolo Leporati commenta con orgoglio il successo ottenuto dal movimento nazionale presieduto da Antonello De Pierro nella lotta per la costruzione di un parcheggio multipiano: “L’amministrazione comunale - spiega Leporati -, nel consiglio tenutosi il 1° marzo, ha dato ragione all’Italia dei Diritti. Avevamo già denunciato l’insufficienza di aree di sosta per operatori e visitatori del comparto sanitario, e abbiamo riscontrato che la proposta da noi avanzata in merito alla costruzione di un parcheggio a piani è stata recepita dall’assessore ai lavori pubblici Aiello, in luogo del progetto che voleva una struttura di sosta sotterranea in viale Osacca”.
Il responsabile per la Provincia di Parma dell’Italia dei Diritti non è però soddisfatto a pieno della politica del sindaco in tema di viabilità e già dalla prossima settimana annuncia una nuova raccolta firme in opposizione alla costruzione di una rotatoria nell’area antistante l’ingresso dell’ospedale Maggiore: “Il quartiere Pablo - spiega Leporati - ha subìto politiche negative in materia di cementificazione del territorio, con conseguente riduzione di spazi pubblici e linee di servizio. Viale Osacca, da strada di quartiere, per volontà di Vignali si è trasformata in by-pass per il traffico veicolare che deve attraversare la città da nord a sud. Con il senso unico in viale Pasini e senza aver creato il sottopasso in piazzale Santa Croce, viale Osacca deve assorbire una mole di traffico sostenutissimo. E’ quindi intollerabile che per realizzare una circolare a pochi metri dagli uffici di direzione del Maggiore venga abbattuta la storica cinta, con relativo aggravio dell’inquinamento nell’area dell’ospedale. Saremmo più favorevoli all’idea di un viale e un controviale con pista ciclabile sullo stile di quelli che abbiamo già a Parma - conclude Leporati -, ma non si è ancora capito bene perché questo progetto non si debba perseguire”.
Lavagetto alias Capitan Fracassa
Lavagetto contro tutti, domenica 7 marzo al cinema Astra, anche contro se stesso. Prima tuona contro i dirigenti del Pdl, definendoli farabutti. Già lo si sapeva. Poi contro l’Amministrazione comunale di Parma, bocciata come inadeguata o peggio. Ma è sempre il suo partito ad esserne responsabile. Anche per ciò nulla di nuovo, se non di peggio per gli osservatori più attenti. Quindi una bocciatura generalizzata su tutti i fronti. Infine spara contro se stesso, affermando di stare anche lui con Silvio.
Lavagetto pretende di essere credibile, quando parteggia per il balordo più balordo che inquina la politica del nostro Paese. E con la politica tutta la società e quel poco di civile che ancora conserva. Contemporaneamente fa l’elogio di Ubaldi e del suo operare come sindaco, ma con ciò si contraddice dimenticando che Ubaldi ha sempre avuto una scarsa considerazione del berlusconismo.
Parma che verrà, la Provincia che verrà, la Regione che verrà e l’Italia che verrà caro Lavagetto avranno sicuramente un unico e grande bisogno, consistente nella sconfitta di Berlusconi. Altrimenti la democrazia, la legalità ed il benessere economico del Paese dovranno stare in sofferenza ancora per molto tempo. E sofferente sarai anche Tu, finchè rimarrai incastrato nelle tue contraddizioni, con l’aggravante di illudere quanti pirla ti credono.
Metastasi
Condivido le considerazioni del prof. Boschi, non andrò a votare alle prossime elezioni regionali. Ma la denuncia dei politici, che come metastasi stanno martoriando il nostro Paese, va fatta citando i nomi dei principali fautori del tumore che sta ammazzando la nostra già fragile democrazia. Il tumore è Silvio Berlusconi e la mancanza di anticorpi e di difesa sanitaria ha nome Giorgio Napolitano.
Silvio Berlusconi un soggetto uso ad ogni forma del delinquere e Giorgio Napolitano prototipo togliattiano, cioè comunista della peggior specie; insieme rappresentano la malattia il primo e l’incapacità di curarla il secondo. Conseguenza di ciò vi è lo stato di prostrazione moribonda di tutta la società, come se il nostro tessuto sociale avesse un terrile tumore in fase espansiva.
Allora se l’Italia non vuole soccombere deve immediatamente cambiare medico, al fine di poter estirpare in fretta il suo male. Quindi è giusto non andare a votare ma immediatamente occorrerà partecipere ad ogni forma di Resistenza.
CHUCKY, LA POLITICA ASSASSINA DI QUESTO PAESE
Siamo di fronte alla vergogna! Ecco, guardateli i vostri politici… guardateli bene in faccia!
E se li andate a votare siete come loro! Siete voi elettori la causa del nostro male. Voi che ubbidite con la vostra ridicola crocina alla loro imposizione. Loro di voi se ne fanno beffe. Siete carne da macello attraverso cui rimpinzano le loro pance e casseforti. Vivono in modo vergognoso… sbattendovi in faccia tutta la loro arroganza, prepotenza e restituendovi la vostra stupidità a replicare.
Questi elettori sono il cancro della società. Voi che demandate ad altri la vostra responsabilità anziché essere voi ad assumervi in prima persona la capacità del cambiamento. Voi che vi nascondete dietro quella stupida farsa… state rovinando il Paese. Voi votate ciò che vorreste essere… vorreste essere come loro e godere dei loro privilegi. E’ per questo che va sempre peggio. Rimpinzati di coglioneria vi fate fottere quotidianamente.
Questa casta di mascalzoni ha trasformato un diritto in uno strumento diabolico per i loro interessi.
La pagliacciata della raccolta firme è una farsa che ad ogni elezione si replica… e loro lo sanno, ne sono consapevoli!!
Se dopo tutto quel che vi hanno fatto, se dopo tutto quello che vi stanno facendo sotto gli occhi, quotidianamente, voi continuerete a votarli pensando di esercitare un vostro diritto, siete degli sciocchi. Il diritto ve lo hanno tolto da tempo e voi come oche starnazzanti vi mettete in coda per legittimarli.
Da questo sistema perverso si esce solo con una radicale presa di coscienza: in massa non andate al voto. Disertate le urne. Fate andare loro, con i loro amici, corrotti e corruttori, impiegati e dirigenti della burokratia, e sono un esercito purtroppo!
Chi andrà a votare legittimerà questa presa in giro, questo sopruso, questa vergogna.
Voi con il vostro voto andate a legittimare gli assassini di questo Paese che attraverso il vostro voto si moltiplicano e si rigenerano. Con il voto trasmigrano la loro anima dannata nel vostro corpo, vi usano come feticci woodoo facendovi diventare anche voi spietati veicoli omicida alla perenne ricerca di un corpo umano da occupare.
Nulla è più efficace della astensione di massa dal voto. La scelta del non voto è oggi l’unica espressione di libertà per delegittimare questi farabutti. Capaci in una notte di cambiare o proporre una legge per i loro interessi, ma da spietati bipartisan, sono abili nel farvi penare una vita per legiferare ciò che si potrebbe fare in una notte.
E voi coglioni continuate a votarli!! (Parma, 06/03/2010)
Luigi Boschi
Pronta legge contro lavoratori e articolo 18, l’attacco di Criseo
Il responsabile per il Lavoro e l’Occupazione dell’Italia dei Diritti: “Duro colpo allo Statuto, normativa scavalcata se a decidere sui licenziamenti saranno gli arbitri e non più i giudici”
Roma, 6 marzo 2010 - “L’arbitrato è una soluzione che potrebbe funzionare in un paese normale ma qui di regolare non c’è più nulla, le norme vengono applicate e cambiate ad uso e consumo del Principe. Il giudizio sarà secondo equità e non secondo le norme del codice civile, questo è il nocciolo del problema. La legge verrà bypassata dall’arbitro”. Queste le prime amare parole del responsabile per il Lavoro e l’Occupazione dell’Italia dei Diritti Giuseppe Criseo alla notizia dell’ormai prossima approvazione del disegno di legge 1167-B che, modificando l’articolo 412 del codice di procedura civile, consentirebbe la risoluzione delle controversie tra datore di lavoro e dipendente tramite un arbitro evitando così il ricorso al giudice del lavoro. L’arbitro deciderebbe secondo il suo principio di equità e non secondo la legislazione, inoltre si parla di aggiramento dell’articolo 18 poiché già nella stipula dell’atto di assunzione, in barba ai contratti collettivi, potrebbe essere stabilito con quale procedura risolvere le controversie future. Tuona sdegnato l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: “Questo è un duro attacco ai lavoratori e alla Magistratura. Il Governo non si fida degli organi di giurisdizione e propone gli arbitri. Così però si va incontro alle aziende e non ai lavoratori. Le sentenze lasciano una traccia indelebile e possono essere impugnate dai dipendenti, la stessa cosa non può avvenire per le controversie risolte dai mediatori che così restano questioni isolate e private tra datore di lavoro e personale subordinato. In tal modo si va a svuotare di fatto il potere del lavoratore perché non interviene più la legge. Oltre che ai dipendenti - conclude Criseo -, questo rappresenta un duro attacco alla Magistratura che non può disporre dei suoi strumenti e operare in un campo di sua stretta competenza perché di fatto tale compito viene svolto da altri senza preparazione né dispositivi a tutela delle persone”.
Il presidente dell’Italia dei Diritti: “E’ un attacco senza precedenti alla democrazia Ancora non si era giunti a tanto”
Il presidente dell’Italia dei Diritti: “E’ un attacco senza precedenti alla democrazia Ancora non si era giunti a tanto”
Roma, 6 marzo 2010 - Oggi pomeriggio a Roma, nella piazza antistante il Pantheon, si è tenuta la manifestazione di protesta contro l’approvazione del decreto legge che permetterà al Pdl di sanare la situazione della sua lista candidata alle Elezioni Regionali in Lazio e Lombardia. Convocati dal popolo viola, gran parte dei partiti e dei movimenti appartenenti all’area di centrosinistra hanno occupato la famosa piazza capitolina fino al tardo pomeriggio. Ha partecipato all’evento anche l’Italia dei Diritti con il suo presidente Antonello De Pierro, il vicepresidente Roberto Soldà, il responsabile per la Giustizia Giuliano Girlando, con numerosi sostenitori e simpatizzanti.
“Oggi si è consumata l’ennesima pagina triste e direi sconcertante nella gestione politica dell’attuale esecutivo”. È quanto ha dichiarato il presidente De Pierro che ha poi continuato: “Un attentato senza precedenti allo stato di diritto che di fatto da oggi non esiste più. A tanto ancora non si era arrivati. L’arroganza e il senso di onnipotenza che i signori del governo Berlusconi hanno mostrato nel frangente è altamente preoccupante per le fondamenta stesse della nostra democrazia, sancita dalla Carta costituzionale. Un messaggio gravissimo e pericolosissimo che autorizza chi lo riceve a non rispettare le regole che invece andrebbero rispettate da tutti. Il fatto che in Italia ormai vigesse una deregulation totale l’avevamo intuito, ma ora questo concetto si è materializzato in una granitica, quanto assurda, certezza.” Ha incalzato il leader del movimento: “Un atto degno del più bieco fascismo, che quando si tratta di risolvere un proprio problema se ne frega dei principi democratici e del rispetto per gli altri. Noi dell’Italia dei Diritti non staremo di certo a guardare, ma ingaggeremo, mi auguro insieme ad alcune forze politiche, tutte le battaglie possibili nei limiti della lotta democratica, che purtroppo devo ammettere che per quanto impegnata e sentita indubbiamente è più debole di fronte all’assalto dirompente di siffatte svolte arroganti e autoritarie. Un precedente che addirittura ha superato i provvedimenti dittatoriali del regime del ventennio: Mussolini aveva cambiato la legge elettorale prima a suo uso e consumo, Berlusconi è intervenuto con un decreto per sanare un clamoroso pasticcio creato dal suo partito”. Ha continuato poi De Pierro: “È incredibile come nessuno si sia almeno degnato di chiedere scusa agli italiani per un errore tutto interno al Pdl. Il provvedimento è stato varato solo per mettere le loro liste nel Lazio e in Lombardia, mi chiedo perché non si è intervenuti allora per tutte le altre liste che sono rimaste escluse in altre regioni? È lapalissiano che con questo esecutivo la legge garantisce solo chi vive sotto l’egida del potere. Da oggi invitiamo il governo a intervenire anche per i cittadini che quotidianamente lottano, spesso da soli, contro soprusi e farraginose trafile burocratiche. Chiediamo poi di emettere - ha concluso ironizzando - un decreto per i giovani disoccupati che consegnano oltre il termine previsto la domanda di partecipazione ai concorsi, chiediamo di intervenire per decreto per tutte quelle persone spesso anziane o portatrici di handicap che per un ritardo, o a volte solo perché alcuni impiegati decidono di anticipare la chiusura, non riescono a pagare in tempo un bollettino postale. Dulcis in fundo vorrei dire alla Polverini, che ha dichiarato di volere introdurre nel suo programma elettorale il concetto di democrazia, che ci dispiace che questa parola l’abbia scoperta solo adesso e non ci abbia pensato prima, anche se sono certo che del vero significato non ne sia a conoscenza.”


















