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Archive for the ‘Situazione Politica’ Category

Trombato e felice: i dolori (e i piaceri) del giovane Verdini

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verdini1-large1Una carriera costellata di sconfitte politiche per il coordinatore nazionale del Pdl. E oggi nella sua città c’è chi vorrebbe che si dimettesse almeno dalla presidenza del Credito Cooperativo Fiorentino.

“Un bravo ragazzo eh? Stavo leggendo proprio ora di quest’affare dell’eolico”. Se chiedete di Verdini a Campi Bisenzio è questo che vi sentirete rispondere. O anche peggio. La città è tappezzata delle civette dei giornali che danno la notizia delle indagini che lo hanno raggiunto. Solo qualche anno fa invece era tappezzata dei suoi immensi manifesti elettorali con foto in primo piano e uno slogan: “guardiamoci negli occhi”. Era il 1992 Forza Italia non esisteva ancora, ma Verdini, candidato per il Partito Repubblicano, ne era in qualche modo un precursore. Sia per lo stile dei manifesti che per lo stile di vita. Nella campagna elettorale del 1992 invia un messaggio elettorale a soci e clienti utilizzando la carta intestata della banca di cui è presidente, facendo così scoppiare una violenta polemica, oltre a far aprire un’inchiesta per violazione della legge elettorale, che poi si chiuderà con l’archiviazione. Il “Berlusconi toscano”, come lo chiamano ancora oggi a Firenze, era infatti presidente dal 1991 della Cassa rurale e artigiana di Campi Bisenzio, divenuta poi Banca di credito cooperativo fiorentino.

SPADOLINI COME SPONSOR - Diventa presidente della “banchina”, come affettuosamente la chiamano i campigiani, a seguito di una crisi che l’aveva portata sull’orlo del fallimento. Si parlava di strane manovre con i conti dei clienti. Come molte banche locali della zona la Cassa rurale e artigiana di Campi Bisenzio era controllata da uomini Dc. Per risollevarne le sorti fu deciso di affidarla a Verdini, giovane commercialista entrato da poco nelle grazie di Spadolini dopo averne sposato, in seconde nozze, la segretaria: la contessa Simonetta Fossombroni da Arezzo, ex annunciatrice di Teletoscana, una delle prime televisioni private in Italia. La “banchina” diventa così un po’ più grande. All’apertura della prima filiale nel confinante comune di Calenzano sarà proprio Spadolini a presenziare il taglio del nastro. Prima di allora l’interesse per la politica di Verdini si era limitato all’iscrizione nella sezione locale del Partito Socialista. Ma la dimensione locale gli è sempre andata stretta e nessuno dei socialisti di allora ricorda di una qualche sua partecipazione alle attività del partito. D’altra parte a Firenze i posti importanti erano già occupati da personalità forti. E mai si è candidato alla poltrona di Sindaco. Gli andava stretta. E rischiava di non ottenerla comunque, vista la dimensione del consenso del PCI e dei partiti che ne sono derivati. Tanto valeva rischiare la faccia per qualcosa di più grosso.

verdini02gUN ESORDIO SFORTUNATO - È cosi che arriva la candidatura alle elezioni politiche del 1992. Il rapporto con gli elettori però è un po’ diverso da quello di Silvio Berlusconi. L’esordio fu abbastanza “sfortunato”, erano le prime elezioni con la preferenza unica e, nonostante la forte personalizzazione impressa alla competizione politica da questo sistema, non venne eletto. A niente servirono i più di 400 milioni di lire spesi per la campagna elettorale in manifesti, cene, cocktail e feste.La sconfitta non lo scoraggia. Non lo scoraggia il fatto che nello stesso anno, suo fratello, Ettore Verdini venga arrestato nell’inchiesta sul piano casa. Quella in cui viene arrestato per la prima volta l’oggi molto più celebre Fusi. Cosi nel 1994 ci riprova. Forza Italia esiste già, ma lui si candida nel collegio uninominale maggioritario per il Patto Segni nel quale il Partito Repubblicano era confluito. Anche questa volta “il campigiano che si è fatto da se” resta a mani vuote e non viene eletto. Nonostante non fosse presente neanche il candidato di Forza Italia, Verdini raccoglie a malapena il 16% dei voti contro il 62% di Pino Arlacchi, candidato dei Progressisti. Ma Verdini non ci mette molto a salire sul carro del vincitore. Pochi mesi dopo la seconda bocciatura è già in Forza Italia. Ci entra grazie al coordinatore regionale dell’epoca. Un certo Roberto Tortoli che nel 2008 viene condannato definitivamente a 3 anni e 4 mesi di prigione per il reato di concorso in estorsione nell’ambito di un’inchiesta su degli illeciti commessi nella gestione urbanistica del Comune di Arezzo dal 2000 al 2005.

LA SCALATA A FORZA ITALIA - Il passaggio a Forza Italia gli consente per la prima volta di essere eletto a qualcosa. Nel 1995 si tengono le prime elezioni regionali con l’elezione diretta del presidente. Il Polo delle Libertà candida Paolo Del Debbio, quello di Studio Aperto, che viene ovviamente sconfitto. Il Denis Verdini però riesce ad entrare in consiglio e ne diventa il vicepresidente. Inizia cosi la sua scalata nel partito di Berlusconi. Nel 1996 non è però ancora il suo turno. Il candidato scelto per correre nel suo collegio naturale è Giuliano Ferrara che se la deve vedere con Di Pietro. Denis Verdini porta a spasso Ferrara per tutta la Toscana ma non basta a farlo eleggere. Basta però a fare in modo che il banchiere campigiano diventi azionista del quotidiano di Ferrara di cui oggi possiede il 15% e a guadagnarsi qualche gallone. Nel 2000 deve tuttavia incassare un’altra delusione. Per le elezioni regionali, quelle che segneranno la sconfitta del centro sinistra e porteranno alle dimissioni di D’Alema, Berlusconi e Fini preferiscono candidare alla presidenza della Toscana, Altero Matteoli. A Verdini tocca di nuovo il posto da consigliere regionale e vicepresidente del consiglio.

141925584-aac737b6-b5e9-4085-9d10-61e56e82ab00QUELL’ACCUSA DI STUPRO - Forse perché in quel momento la stella di Verdini era offuscata da un’accusa di stupro che pendeva su di lui. Era stato denunciato da Gabriella Lisa, una commerciante di Campi Bisenzio di 55 anni, cliente del Credito Cooperativo. Dopo aver deciso di aprire un negozio di fioraia con un’ amica, si rivolse alla banca per un finanziamento. Avendo già un’ esposizione, i funzionari non glielo concessero. La signora sostiene che il presidente Verdini le fissò allora un appuntamento nel suo ufficio, che le montò addosso e si sfogò su di lei, dicendole di non fare la stupida perché una persona intelligente quando vuole ottenere qualcosa non dovrebbe badare ai mezzi.

La signora sostenne di aver chiamato subito il direttore per discutere con lui la questione del finanziamento e poco dopo furono erogati 10 milioni alla sua amica. Tuttavia al momento in cui la signora sosteneva essersi svolta la vicenda, Verdini si trovava, secondo diversi testimoni, al funerale dell’ex-presidente della banca. Secondo i legali della vittima la sua presenza al funerale non era incompatibile con il reato visto che il corteo funebre era partito a pochi metri dalla banca. Il giudice fu di parere diverso e nel 2002 Verdini venne assolto dalle accuse. L’avvocato di allora era lo stesso Marco Rocchi di oggi. Nel frattempo era però avvenuti almeno due incontri decisivi. Il primo quando durante la campagna elettorale per le regionali del 2000 Berlusconi sbarca a Livorno e riceve i complimenti pubblici del leader di Forza Italia. Il secondo nell’agosto dello stesso anno, quando Berlusconi è a Firenze per il funerale della madre del suo portavoce, Paolo Bonaiuti. Nella sua passeggiata trionfale per il centro di Firenze si fece accompagnare proprio da Verdini che ricevette la garanzia che al successivo appuntamento elettorale non sarebbe rimasto a piedi.

IL MACELLAIO - In parlamento ci arriva infatti nel 2001. Questa volta è il candidato scelto per la sfida nel collegio fiorentino. Ovviamente viene sconfitto di nuovo dal suo avversario diretto che è Vannino Chiti, ex presidente della regione Toscana, ma viene eletto nella quota proporzionale dove è terzo in lista dopo Paolo Bonaiuti e Roberto Tortoli. Un volta in Parlamento Verdini si fa notare solo quando nel 2002 viene beccato da Casini a votare per un altro deputato e buttato fuori dalla Camera. Il lavoro di Verdini è infatti un lavoro oscuro. Un lavoro da macellai. È cosi che si riferisce a lui Berlusconi quando lo sceglie per guidare il partito insieme a Bondi e a La Russa. “Serve un macellaio come lui”. E Denis non si tira indietro: “Sono un tagliatore di teste”. Oggi la testa che potrebbe rotolare è la sua. E accusa Fini di essere il boia. “Ci manca solo che Fini metta qui, al centro del cortile di Montecitorio, una ghigliottina e ogni giorno mozziamo la testa a qualcuno”. Ma la sua testa non l’avranno. Giura l’ex tagliatore di teste.

QUATTRINI=VERDINI - A Campi e dintorni però la preoccupazione più grossa non è tanto quella per una eventuale condanna del concittadino Denis Verdini. Molti sono preoccupati per il rischio fallimento del Credito Cooperativo Fiorentino. Per questo se in pochi si interessano delle sue dimissioni dalle cariche di partito sono molti di più quelli che cominciano a chiedersi se non sia un bene per tutti che si dimettesse almeno dalla presidenza della banca, dove gli ispettori aumentano di giorno in giorno. Al contrario dei versamenti e dell’apertura di nuovi conti. E se entrate in un bar o in una Casa del Popolo di Campi Bisenzio potete ascoltare chi ricorda di come la famiglia Verdini non avesse un soldo e di come lui ne abbia fatti tanti in poco tempo diventando commercialista e usando l’intelligenza che tutti gli riconoscono per mettere a punto affari poco chiari. Diverse, si dice, sono le aziende che si affidano al suo studio e falliscono. Non fallisce però Verdini, anzi. La sua fama divenne tale che ancora si narra di quella volta che davanti al Comune venne appeso uno striscione con su scritto “Se vuoi i quattrini vota Verdini”.

Scritto da: Paolo Leporati

maggio 9th, 2010 at 5:31 pm

Parma citta’ offesa

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Pietro Vignali sindaco di Parma

Pietro Vignali sindaco di Parma

VIA CORSO CORSI, QUARTIERE PARMA CENTRO, DISTANTE CINQUECENTO METRI DALLA RESIDENZA MUNICIPALE. CHI E’ VISSUTO, COME IL SOTTOSCRITTO, IN QUELLA ZONA NOMINAVA QUELLA VIA “BORGO TORTO”. ANCHE OGGI SAREBBE PIU’ APPROPRIATA L’ANTICA INDICAZIONE TOPONOMASTICA. POICHE’ E’ SINONIMO DI GRAVE OFFESA CHE LA CITTA’ STA SUBENDO. DOPO LE INNUMEREVOLI DISQUISIZIONI, SULLA SOLUZIONE DEL PROBLEMA DELL’ORDINE PUBBLICO, SIA SCRITTE CHE VERBALI, VIA CORSO CORSI RIMANE LA TRISTE E CRUDA REALTA DI SPACCIO DI DROGA E DI PROSTITUZIONE CONTINUA. NE HANNO SCRITTO E SPARLATO MARONI, VIGNALI, LIBE’, CORRADI, VILLANI, MOINE, BIGLIARDI… CHI DICE DI AVER CHIESTO LA PRESENZA DELL’ESERCITO IN CITTA’ COME FECCI, CHI DICE CHE FECCI NON HA RICHIESTO UN BEL NULLA, COME SOSTIENE LA LEGA. INTANTO LA REALTA’ SI AGGRAVA GIORNO DOPO GIORNO. ANCHE LE RAPPRESENTANZE POLITICHE DI OPPOSIZIONE SI SONO ESPRESSE CON UN GIUDIZIO NEGATIVO, RIGUARDO L’EVENTUALE PRESENZA IN CITTA’ DELL’ESERCITO. MA NON HANNO SPIEGATO AI CITTADINI COME LORO RISOLVEREBBERO IL PROBLEMA. QUINDI CI PARE LECITO CONCLUDERE CHE VIVIAMO IN UN PERIODO DI ESTREMA GRAVITA’ SOCIALE. REALTA’ CHE DEVE ESSERE SEMPRE PIU’ DENUNCIATA, ANCHE CON AFFERMAZIONI E PRESE DI POSIZIONE ESTREME. COME LA RICHIESTA DI DIMISSIONI DEL SIGNOR SINDACO, CHE OGGI NON PUO’ PIU’ RAPPRESENTARE COSI INDEGNAMENTE LA CITTA’.

Scritto da: Emilio

novembre 6th, 2009 at 10:11 am

Teatrino o soap opera così non va

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Continua il teatrino a distanza tra Villani e Zorandi  sul tema caldo della sicurezza. i due si affrontano come in un macht a colpi di comunicati stampa in un botta e risposta sulle pagine dei quotidiani sul  problema del fronte criminalità. La soaup opera rende i due personaggi protagonisti di una diattriba senza senso. Com’è possibile che la politica debba cadere così in basso? Esercito si, esercito no? Esercito forse?  sara mai possibile che con tutti i problemi che ci sono, il ruspante Zorandi, debba cadere nelle provocazioni del cinghialone Villani? E pensare che i due erano alleati  nelle provinciali 2009.” Alleati si fa per dire”. Il Caro Giuseppe Luigi è stato l’artefice della disfatta del povero Lavagetto. Mentre la Lega tirava il caretto, Il cordinatore del PDL se la rideva sotto i  baffi. Allora ecco per incanto, spuntare l’esercito quello che col 40% in meno, sparava colpi di mortaio sullo SCHWARZENEGGER di Felino. Esercito di non votanti. Eserciti, solo sulla carta.Quali eserciti nella mente dei due antagonisti? L’esercito dei disaffezzionati ai partiti. A  Parma, i militari non si sono mai visti. Sicuramente il pachetto sicurezza varato dal governo centrale in materia di città sicure prevede l’impiego dei militari e delle ronde nelle città affinchè i territori diventino più sicuri. L’esercito ha solo un compito di prevenzione,( proprio come le ronde), ma non quello di polizia giudiziaria. Allora Villani e Zorandi perchè non hanno proposto  di far crescere le forze di polizia anche in materia di occupazzione per la tutela del territorio? L’aumento di polizia e carabinieri, e polizia locale fa si che si crei occupazzione, e nel frattempo era necessario investire più risorse per permettere maggiori servizi sul pattugliamento del territorio. Questo invece non è avvenuto. Si propone l’esercito. I militari  servono per altri scopi. Il ministro dell’ interno lo dovrebbe sapere bene. Questo è un argomento che ha tenuto, e terrà banco ancora per un pezzo. Intanto il teatrino farsa tra PDL e Lega  continua imperterrito. Perchè dietro le quinte ci penserà Corradi a ricucire uno strappo tra l’eretico Zorandi,  e il sindaco ombra della città (Villani). Intanto i parmigiani afflitti da altri problemi, si sono stancati dei botta e risposta. I parmaigiani vogliono che si parli dei problemi reali e concreti; e quello dell’esercito sicuramente non lo è. Allora diciamo basta con queste manie di protagoniso che servono solo all’ apparire, a comparire nella Parma che conta.  Il protagonismo non giova a nessuno, ma le idee le proposte su argomenti concreti e necessari posso aprire discussioni interessanti sul panorama politico istituzionale. Non possiamo nasconderci che va tutto bene. Anzi . Villani e Zorandi dovrebbero passare dalle parole ai fatti. Solo così riusciremo finalmente   a dare risposte concrete a chi realmete vorrà parlare di politica intesa nel vero senso della parola.

Paolo leporati

Segretario cittadino libera politica movimento civico Parma

Le nuove alternative sulla mobilità

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Oramai occorre parlare di nuove alternative sul problema della mobilità . Serve un piano innovativo che ci possa catapultare nella città di domani, vivibile ed ecosostenibile. Pensiamo che si possa investire nella ricerca, affinchè  certe realtà ormai consolidate nell’ Unione Europea ci possano far fare quel salto di qualità sulla mobilità ecosostenibile. Le città come Parma si prestano soppratutto a queste iniziative  e  a tutti quei progetti innovativi che un comune ha il dovere di sperimentare in progetti per la viviblità dei centri urbani e delle stesse periferie. Possimo dire con certezza, che lo sviluppo delle nuove tecnologie  è ormai un dato di fatto nei paesi altamente avanzati:  vedi la Norvegia, la Svezia, la Danimarca, ecc ecc…  abbiamo il dovere di rischiare, ma abbiamo il dovere di salvaguardare un ambiente, proponendo soluzioni che possano consentire una mobilità, nel nostro paese, e nelle città del tutto vecchie e obsolete. Non possiamo pensare che un autobus in media duri trent’anni (parco mezzi vecchi). Non possiamo pensare che le amministrazioni pubbliche facciano tramite i loro referenti acquisti sbagliati a danno della collettività. Un bene comune, pagato dal cittadino con soldi strettamente pubblici, deve circolare sulle strade almeno dieci anni, poi si rottama. Non è possibile che un autobus di nuova generazione (es: cito mercedes ibrido propulsione elettrica) venga rottamato prima di quella data buttando al vento centinaia di milioni di euro. Come è possibile che un autobus appena immatricolato , si fermi a appena uscito dagli stabilimenti di produzione in fase di consegna all’ azienda pubblica per problemi tecnici ( Citelis  metano ultima produzione di casa IVECO ) il made in ITALY. Bisogna saper investire! La politica spesso  sa commettere  questi errori. Sbagliare è umano, perseverare è disumano. Abbiamo voluto farvi questa piccola introduzione per invitarvi a seguire questo video molto interessante che parla di mobilità  ed  in qualche modo  ci sentiamo in dovere  di  suggerire agli attuali amministratori  le azioni  da mettere in campo al fine di  attuare politiche moderne e innovative.

citalis

citalis

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autobus in servizio a Parma dgli anni 80

autobus in servizio a Parma dgli anni 80

Guarda il video cliccando sul link

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Scritto da: Paolo Leporati

luglio 10th, 2009 at 6:11 pm

Situazione Politica

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Ancora una volta assistiamo al teatrino della politca locale parmigiana. Cosa sta succedendo? Ma siamo veramente su scherzi a parte? Orami la gente se lo chiede sempre più spesso. Da una parte un Lavagetto sostenuto da una Lega Nord che deve bersi l’accordo dei dirigeti romani di pdl e lega secondo le direttive nazionali. Dall’altra un pd  in difficoltà nelle lotte interne dei suoi stessi componeti politici, con la differenza che Bernazzoli vecchio dirigente di partito potrebbe permettersi di fare campagna elettorale stando seduto nel salotto di casa sua. Su tutto questo gode Giuseppe Luigi Villani in disaccordo con lo stesso Lavaggetto. Al numero uno del pdl di Parma evidetemente va bene così.  Basta bruciare Lavagetto.  Noi di libera politica vi vogliamo raccontare le cose non in politichese, ma con un ottica di chi, nel civismo ne fa una sola ragione e non ha referenti di partito pronti a decidere per conto  di altri. La politica parmigiana è vecchia e cotta. Basti pensare ad Ubaldi e ai mausolei che vorebbe riproporre per le provinciali. L’udc  covo di vecchi democristiani che porterebbero in campo Libè in una lista che di alternativo non ha nulla. Siamo proprio su scherzi a parte. Allora il cittadino cosa deve effettivamnte pensare per le prossime amministrative  provinciali ? Attorniate da molti schiaquini dietro  le fila della politca. Quell’ esercito di ubbidienti che devono solo calarsi le brage per un attimo di gloria. Bisogna cambiare. Bisogna che la politica ritorni a fare la politica. Bisogna che i giovani spesso nominati in campagne elottorali solo per slogan diano il loro contributo necessario affinchè, il divario noi sia così evidente con le vecchie generazioni. Solo così possiamo parlare di giovani di futuro e programmazzione. Mandiamoli a casa questi anziani che ormai alla politica non devono più  nulla . Hanno gia avuto. Ci vuole un ricambio generazionale impotante. Ci vogliono nuove idee e nuove ideologie. Ci vuole coraggio. Tanto coraggio  e tanta determinazione. Ci vuole tanto lavoro per un cambiamento che oggi è necesarrio. Ci vogliono teste in grado di portare novità e freschezza.  Noi questo percorso lo abbiamo intrapreso. Noi non ci vogliamo fermare atrimenti è finita . Andiamo avanti e lottiamo per i nostri ideali affinche, la vita, la società, i valori possono trovare un senso comune di diritti . Si un senso comune. Il buon senso.

Paolo Leporati Libera Politica

Scritto da: Paolo Leporati

aprile 21st, 2009 at 1:25 pm