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Vignali, Sassi e Lasagna: trio del nuovo civismo? Parrebbe il contrario

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di Marcello Frigeri - Par di sognare: oggi i movimenti civici non hanno più quella prerogativa, a loro peculiare, dello stare a contatto con la gente. Una volta si raccontava che, come evidenzia la parola stessa (civismo), i movimenti civici avessero una visione della politica alternativa ai partiti, proponendosi come elemento di unione tra politici e abitanti.

Una sorta di grande famiglia, utile ai fondatori come ai cittadini stessi. Ma a Parma non è così: in città civismo significa tutto fuorché “stare a contatto con la gente”. Infatti basta guardare chi sono i capisaldi della formazione “Parma Civica”, il nuovo movimento voluto da Vignali, per accorgersi che di civico non c’è un bel niente. Al primo congresso della squadra civica, anzi “scivica”, dal palco salutavano gli invitati i padri fondatori: Cristina Sassi (assessore all’Ambiente), Lorenzo Lasagna (Politiche sociali), Pietro Vignali (sindaco) e Claudio Bigliardi (ex coordinatore di Civiltà per Parma).

Dei primi tre, uno è più scivico dell’altro. Quando Enìa è stata travolta dallo scandalo tangenti e appalti gonfiati del Verde Pubblico (arrestati 3 imprenditori accusati di pagare mazzette ad un funzionario Enìa), l’assessore Sassi si è subito difesa dalle critiche spiegando che “i controlli [del denaro pubblico, cioè nostro, utilizzato per le tangenti e gli appalti gonfiati ndr] sono stati fatti, dobbiamo capire se sono bastati”. Beninteso. Secondo le indagini, i furbetti si scambiavano mazzette e organizzavano appalti fasulli, ma il problema è un dubbio amletico, capire se i controlli sono bastati. L’assessore è così tanto civica, dunque attenta al bene cittadino, che al suo occhio vigile non scappava nessun sperpero di denaro. Passate due settimane dallo scandalo, tuttavia, ancora non si capisce cosa controllava.

La settimana scorsa, invece, è successo l’imprevedibile: l’intelligence comunale ha captato un segnale a dir poco allarmante. Il messaggio era chiaro: orde di minacciosi anzianotti armati di borse della spesa avrebbero occupato via Bixio, qualora fossero state inviate ruspe atte alla riqualificazione della strada. Impaurita dalla rivolta sociale, l’amministrazione Vignali (sì, proprio quello che ha fondato il movimento civico, cioè per la gente) ha prontamente inviato forze armate in difesa degli operai, dunque per difendersi dai suoi stessi cittadini. Non si sa mai che tra lanci di baghette e spille da balia ci scappi il ferito. Infatti è notorio che l’Oltretorrente è popolato da schiere di informi ribelli pronti a tutto. Tanto che all’arrivo dei militari non è stato registrato un bel nulla. L’intelligence comunale ha qualcosa da rivedere.

Memorabile invece il commento di Lorenzo Lasagna. In una nota all’articolo di Parma Repubblica sul caso di via Bixio, infatti, anziché unirsi ai parmigiani offesi dall’inguardabile presidio delle forze armate, ha utilizzato la millenaria tecnica del politico di lungo corso: la turbo arrampicata sugli specchi con salto carpiato di argomento. Spiega che “la protesta sul progetto di rilancio dell’Oltretorrente (…) è perlopiù fomentata da esponenti di partito”, accusando ignoti figuri che lui definisce “i soliti del no a tutto”. Compie poi una parabolica virata andando ad impattare sul rilancio dell’Oltretorrente, che “è iniziato nel 2007 con lo spostamento del Sert e la ricollocazione in un luogo più idoneo della Moschea”, proseguito poi con “la riqualificazione di strade e piazzette a cui si aggiungeranno il centro Commerciale Naturale”. Insomma, parlocchia di tutto fuorché del presidio-vergogna. C’azzeccasse qualcosa.

Da cineteca dell’autogol è invece la conclusione del suo discorso, in perfetta salsa scivica, dunque civica per Lasagna: “si tratta di un progetto che segue un lungo lavoro di incontro, confronto e dialogo con le realtà del quartiere (…). Con i cittadini in buona fede il dialogo è sempre aperto, per gli agitatori di professione, la porta rimane chiusa”. Ecco, beninteso: con chi è d’accordo con l’amministrazione il dialogo è sempre aperto, con chi non è d’accordo e protesta, la porta rimane chiusa, e sono pronte pure le forze armate: ovviamente per calmare gli animi degli “agitatori di professione”. Come se i mandanti del presidio fossero tutto fuorché degli agitatori. Ci mancava proprio a Parma questa brezza di civismo così vicina al popolo. Tanto vicina che negli ultimi due anni i comitati contro Vignali sono sorti come funghi.

Scritto da: Paolo Leporati

giugno 30th, 2010 at 12:20 pm

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PR- non come parma ma come pubblic relation

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Hanno ragione i lettori di  Repubblica parma a criticare un amministrazzione priva di idee, e contenuti per una città che ormai sa solo subire. Subire l’arroganganza di chi, la cosa pubblica non sa nemmeno come si faccia ad amministrare. Vignali, e la sua cricca, oppure Vignali e i suoi amici farebbero meglio ad andare a lavorare dove lo stipendio ti basta solo per arrivare alla prima settimana. Vignali come dice il nostro  Conforti dovrebbere essere espulso dal territorio nazionale con foglio di via senza ritorno. Vignali il RE delle pubbliche relazioni e dei locali dove i giovani, vengono sempre più spinti all’ uso dell’ alcol. Vignali, l’ uomo della cultura, ma lui ne ha di questa? Vignali  fondatore di un movimento fantasma fatto solo di specchietti per le allodole. Tanto paga pantalone. Ecco cos’è il sindaco di Parma. Un inetto manovrato a piacere dall’ unione industriali, perchè gli scheletri nell’ armadio, rimangano al loro posto. Vignali l’ubidiente a Villani, che si permette di bacchettare lo spreco di danaro sul tema della cultura. e  Buzzi, dov’era?  Non sono dello stesso partito? Non è forse il vice sindaco?  Ecco da chi siamo amministrati. Da incapaci e arroganti che con i soldi dei cittadini illudono solo l’opinone pubblica. Allora i comitati, le assocciazzioni ecc, ecc,manifestano disagio e  oppressione da parte di un amministrazzione che degli interessi e degli affari ne ha  cavallo di battaglia in questi tre anni, e comprando i cittadini, solo con la finaza creativa, promettendo camimenti quasi ad personam. La campagna elettorale, è gia cominciata bisogna dare una giusta risposta affinche Pietro Vignali non possa più fare danni alla paolitica, ma nemmeno alla città. Al primo cittadino, auguriamo un prosperoso lavoro sulla riviera romagnola come PR per disco pub.

Scritto da: Paolo Leporati

giugno 26th, 2010 at 11:09 am

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UN BUON LAVORO A GIOVANNI BORRI E UN INVITO A CESARE AZZAL

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photo  L.Boschi: Giovanni Borri - quarto da sinistra

UPI 2010. La mia rugiada di San Giovanni.

Buon onomastico neo Presidente Giovanni Borri e buon lavoro!!
Sa io, da ragazzino, accompagnato dal fidanzato di mia sorella, sportivo con buoni risultati e appassionato anche di corse, mi ricordo di lei quando correva su una Porsche, mi pare bordeau, al circuito di Varano Melegari. Insieme a lei gareggiavano anche, se non ricordo male, i parmigiani Corini, Cuccurullo… Andiamo in là con i tempi. Le auto a Varano e le moto da cross a San Vitale Baganza: Negri, i fratelli Bricoli, Maghenzani. Fine anni ‘60. Erano anche i tempi della pallavolo vincente: Scotti, De Angelis, Roncoroni, guidati da Del Chicca. Paolo Quintavalla nel Rugby Parma. Vittorio Adorni nel ciclismo. Si respirava sì un’aria di sfida, ma con spirito goliardico e alla buona. Una interessante commistione e legame tra le attività amatoriali e quelle professionali. Eppure in molti sport si era ai massimi livelli di categoria… con importanti risultati. Semplicità nella vittoria e con la risata anche dopo la sconfitta. Ma c’era impegno e passione a tutti i livelli. La voglia di essere veri, se stessi… cercando di indagare oltre i limiti di quegli anni. Della dura contestazione politica dei tempi, che segnò il vivere nel Paese, un po’ per l’età, un po’ perché abitavo fuori città ne sentivo una eco marginale. Ero appena più di un bambino di campagna, ma ricordo una Parma piena di progetti e di aspirazioni che mi contaminava.
La storia non ritorna, restano però le atmosfere che un ragazzino ha vissuto, che si porta appresso e ogni tanto, come in questa occasione, le ricorda piacevolmente. Un ricordo improvvisamente ritrovato.
Ecco, lei oggi si trova a guidare una macchina da corsa, molto più complessa di quella Porsche. Un motore in certi parti usurato, con pezzi da cambiare, in altre da rettificare… forse da sostituire… lei sa che succede quando si brucia la testata!! E gli iniettori elettronici sono altro dai carburatori… si ricorda i problemi per la buona carburazione? Sempre difettosa! Il turbo motore poi è stata una rivoluzione.
Lei, come pilota, sa cosa si deve fare per avere una macchina che le consenta di affrontare gare, circuiti e risultati. Purtroppo non c’è competizione sana oggi… solo dopata!! Ma abbiamo visto dove ha portato! Gli ultimi 20 anni solo un declino, poche le eccellenze che hanno interpretato i tempi… e spesso costrette a subire condizioni avverse prodotte dai falsari, da una classe politica e dirigente miope per essere clementi e non infierire.

photo L.Boschi: Daniele Pezzoni ex Presidente UPIQuando nel suo discorso di commiato Daniele Pezzoni (ora ex Presidente UPI) parlava a ragione di elefante burocratico che genera disastri, come dargli torto? Ma ha idea di che impianto burocratico ha in casa sua? A volte basta avere un po’ di coerenza per capire che non si può parlare accusando altri di ciò di cui si è anche portatori. Quanti “privilegi e caste” inutili sono sostenuti dalle risorse pubbliche e dalle lobby!! Non è una crisi di competitività, come scrive, ma la mutazione di un sistema divenuto insostenibile e obsoleto, accompagnato dal collasso per un impoverimento etico e sociale. Così come non si può manipolare la realtà, Pezzoni, accusando la scienza di essere impotente di fronte al disastro ecologico, anziché un j’accuse contro chi l’ha prodotto, l’industria BP!! O porsi oggi il problema ambientale e delle risorse idriche quando si rappresenta il soggetto che li produce i problemi e così poca sensibilità ha mostrato. Si cita che la terra è ormai al limite, ma non si dice nulla sulla responsabilità degli allevamenti intensivi che riforniscono anche la nostra rilevante indigena economia alimentare di derivazione animale. Un intervento sugli scenari, e qui mi limito, scontato, pieno di contraddizioni e con mancanza di verità. Retorica da rito.

Sa Presidente, io son venuto, come faccio quasi tutti gli anni, per ascoltare e poi rielaborare, con la mia modesta esperienza e conoscenza di come si muove questa città (e quel che so è poco rispetto alla latrina reale), un pensiero libero, di critica e riflessioni vere, il meno condizionate possibile… scrivo in modo diverso, non sto al tema. Non ho interessi da difendere!… né consensi da coltivare, una condizione necessaria per essere credibili. Ma è difficile questa posizione, una ardua impresa. Non le dico poi mostrarsi veri, autentici ai tempi d’oggi. E’ più facile prostituirsi che coltivare passioni! Sembra di avere a che fare spesso con bari, con macchine taroccate. E lei lo sa!
photo L.Boschi: Altero MatteoliNon entro nel merito dell’argomento sulle infrastrutture. Troppe bisognerebbe dirne! Da quanto si parla della “La Spezia - Brennero”? Evito le comiche. Quando ne vedremo l’opera? E oggi, per l’ennesima volta, anche Matteoli calca quella scena. Mancava forse all’appello!
Sulla innovazione e ricerca, le nuove professioni, il digitale… i nuovi stili di vita, l’alimentazione vegetariana, ho scritto, praticato e proposto da sempre. La visione e gli indirizzi c’erano già da 20 anni, ma mi è sembrato di avere a che fare o con una banda di idioti o con Jurassic animals… rari, ma per fortuna ci sono stati e ci sono anche gli illuminati.

photo L.Boschi: Cesare  AzzaliIntimidazioni personali e tentativo di precludermi l’accesso a un consesso pubblico. Si vorrebbe impedire il pensiero libero.

Azzali, sei ancora tu il direttore, vero? Sai non conosco le dinamiche, abbastanza complesse, che portano ad un incarico ben remunerato, quasi un vitalizio, per dirigere, di fatto, una lobby di potere provinciale. Ci vuole un costituzionalista… giusto per coerenza.
Beh, sai che i tuoi scagnozzi, e tu li hai visti, perché ho incrociato il tuo sguardo mentre questi continuavano a importunarmi, sembra si adoperino con piglio nell’esercizio di miei bodyguards ad ogni spostamento, che dico, sussulto, quando entro nel vostro palazzo. Una “protezione personale” di cui ti ringrazio, ma ne posso fare a meno. Un agire un po’ come i proci alla vista di un possibile Ulisse. Cercano di interpretare le mie intenzioni… le mie mosse, tendono l’udito, allungando il collo e i padiglioni auricolari, se parlo con qualcuno, e io mi diverto, perché li scherzo!! Sono buffi e un po’ degli scarponi… Li allevate così ridicoli? È un film!
Babette, Maria Luigia… ehh, un po’di classe, siamo storia, eredi del Ducato!
Uno poi che io non riconosco nemmeno come persona, non so chi sia, mi faceva anche domande, nei modi da cane rabbioso, con quel suo alito disgustoso, a cui evitavo di rispondere, anche per l’imbarazzo di stomaco, e mi impediva di accedere per scattare mie foto dove altri fotografi avevano invece accesso. Pazienza… sono dotato di teleobiettivo! Ha pure inveito, desideroso di promuovere la rissa o la mia reazione… voleva che me ne andassi e mi ha minacciato (alzando la voce, ci sono testimoni, ma l’ho lasciato parlare al vento), affinché non rimanessi, dopo il termine dei lavori, all’invito, esteso a tutto il pubblico, del Pass President Pezzoni, di accedere all’area del rinfresco… Sai per me era solo per incontrare altri conoscenti, oltre a quelli che avevo già salutato, che ho molti e numerosi… ricevono in tantissimi i miei articoli via e-mail, nutro pure gradimenti… ti sembrerà strano!! Avrei voluto scambiare qualche opinione con loro, non certo rimanevo per il vostro buffet, che essendo io vegano non avrebbe avuto nulla per il mio palato, e dei vostri resti di cadavere, vi lascio riempir le budella, proprio non mi importa, anzi provo disgusto alla vista… sapendo poi che ci sta dietro.

Cesare, devi solo ringraziare la mia educazione, che la mia famiglia mi ha dato, e che mi porta a compatire i tuoi ignoranti stipendiati… non vi ho prestato il fianco. Ma qui te lo devo scrivere. Forse vi piacerebbe… ma siete ancora acerbi e troppo arroganti, presuntuosi e villani per farmi perdere la pazienza.
Però ora sono io che ti invito pubblicamente ad inviarmi lettera o e-mail, come preferisci, che io pubblicherò nel mio blog, con dichiarazione ufficiale della vostra Associazione che io, Luigi Boschi, non posso mai avere accesso per nessun motivo e in nessuna occasione all’Unione Industriali di Parma, anche in sedute aperte al pubblico e alla cittadinanza. E scrivetelo, è un vostro diritto, di che avete paura… o vergogna?
Qualora non ricevessi questa vostra dichiarazione, come gentilmente vi richiedo, significa che nei contesti pubblici, o di altre organizzazioni a cui concedete l’utilizzo dei vostri locali, io posso avere accesso e quindi continuerò a  venire, ascoltando, fotografando, filmando, ponendo pure domande se sono ammesse, per poi redigere e pubblicare il mio pensiero, quel che vedo e percepisco. Ed è ciò che ho sempre fatto senza mai produrre disturbo alcuno.
Le forme di intimidazione appartengono ai comportamenti mafiosi, o camorristici, lo sai! Dovrei forse assimilarti? Se non mi invii un ufficiale impedimento di accesso all’UPI, la prossima circostanza in cui sarò disturbato per l’ennesima volta dai tuoi tirapiedi, non passerà inosservata, questo te lo garantisco!
Se poi i miei contenuti non sono di vostro gradimento, beh, sai questo è altro tema. Sono uno scrittore, non un giornalista pagato da un editore a cui viene imposta una linea editoriale… come forse siete abituati. Le mie pratiche, come saprai, si discostano. Cronaca vera, creatività e letteratura, che io mi picco di esercitare, non si fanno né con le veline, né con i divieti, ma con dedizione, ascolto e qualche talento.

Desidererei, quindi, se fosse possibile, non essere più importunato da quei vostri gentiluomini manzoniani, da voi remunerati e impartiti, che “disturbano” l’esercizio di un mio diritto e della mia attività di cronaca e riflessione storica, letteraria o artistica. Esseri con cui non voglio avere a che fare possibilmente neppure per uno scambio verbale perché li considero escrementi a gettone di non so quale specie. Strano uso del genere umano il vostro!… a cosa lo riducete per il vostro vezzo, senza alcuna ragione di merito. E loro prostrati senza ritegno, disposti a tutto per un tozzo di pane. La Cina è anche qui!
Persiste la reminiscenza ancora del famoso articolo “Ave Cesare!” che scrissi nel 2005? Forse per il derivato breve racconto “Classe Parmigiana” del 2008? O urticato da “I Petomani” del 2010?
Penso di averti dato tutti gli elementi e le condizioni per impedire ufficialmente a un pensiero libero l’accesso al vostro Palazzo. E se non lo fai, Cesare, taci per sempre! Evitati figuracce… dopo San Calisto, anche per San Giovanni, tradizionale festa parmigiana, in occasione della quale avete giustamente onorato l’insediamento del nuovo Presidente Giovanni Borri?  (Parma, 23/06/2010)

Luigi Boschi

Scritto da: Paolo Leporati

giugno 26th, 2010 at 10:46 am

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A Roma il primato di morti per pm10. L’aut aut di Marinelli

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Il responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti: “Le città non sono in grado di sostenere il traffico urbano per carenza infrastrutturale”

Roma, 25 giugno 2010 -  “Sicuramente il trend è positivo se riceviamo buone notizie sia da Pomigliano d’Arco che dal Golfo del Messico. La prima, cittadina campana, lancia un messaggio di speranza in ordine alla chiusura degli stabilimenti Fiat Italia; il secondo, invece, ex meraviglioso golfo turistico, suona la sveglia a chi amministra la cosa mondiale sui rischi ecologici del petrolio”. Questa la dichiarazione del responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti, Vittorio Marinelli , all’indomani dell’assegnazione del non invidiabile primato conquistato da Roma come città con più morti che  possono ricondurre all’inquinamento da pm10.
“In un’Italia, però rappresentata da vecchi amministratori capaci di gestire egregiamente solo condomini, - così lancia il suo strale Marinelli -  si è soliti procedere come quando il medico, invece di curare le cause di una malattia, interviene su un brufolo con del semplice belletto o del fondotinta invece di risolvere i problemi alla radice”.
L’attenta disamina della questione, da parte dell’esponente regionale del movimento presieduto da Antonello De Pierro, prosegue con un paragone naturalistico che pone davanti agli occhi degli amministratori pubblici l’insostenibilità dell’attuale stato infrastrutturale: “Al termine della gestazione Madre Matura ci dà due gambe e non quattro pneumatici forniti di altrettante ruote, per cui data la non naturalità del trasporto automobilistico è necessario rivedere il sistema della mobilità urbana e, che vadano a benzina, a gasolio o a gas, le macchine devono sparire dai nostri borghi. Le città non sono in grado di sopportare il traffico privato per insufficienza infrastrutturale. Più che verso il futuro, il nostro sguardo è rivolto verso un radioso passato, quando Roma era la capitale mondiale di filobus e tram.”

Scritto da: Paolo Leporati

giugno 26th, 2010 at 10:44 am

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A MALI ESTREMI, ESTREMI RIMEDI

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LA NOMINA DEL MINISTRO POCO ONOREVOLE BRANCHER E’ L’ULTIMA DIMOSTRAZIONE DELLA CAPACITA’ DI DELINQUERE DI BERLUSCONI. DOPO AVER COMMESO OGNI SORTA DI REATO, CHE L’INFAME DI ARCORE NON VUOL AMMETTERE, SFUGGENDO COSTANTEMENTE ALLA GIUSTIZIA, VUOLE LEGITTIMARE IL SUO SISTEMA MALAVITOSO CON UNA TOTALE IMPUNITA’ ANCHE PER I SUOI SODALI. DAL PERIODO DEL FASCISMO, L’ITALIA NON ERA MAI PRECIPITATA COSI’ IN BASSO. AVERE UN MAFIOSO CHE CI RAPPRESENTA IN GIRO PER IL MONDO, E’ PROFONDAMENTE DISONOREVOLE. COLPEVOLI SONO LA MAGGIORANZA DEGLI ELETTORI CHE HANNO CEDUTO ALLE LUSINGHE DI UN BALORDO. COLPEVOLE ALTRETTANTO E’ IL DECADIMENTO DELL”INTERA POLITICA CHE HA SMARRITO OGNI VALORE E SENSO ETICO. E’ COME SE IL PAESE FOSSE AFFLITTO DA UN MALE INCURABILE. UN MALE ESTREMO AL QUALE NON E’ POSSIBILE PORRE CURA, SE NON CON UN’ESTREMO RIMEDIO.

Scritto da: Emilio

giugno 26th, 2010 at 4:53 am

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Maroni e la gatta

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Maroni un ministro stravagante che, fra un concertino ed una esclamazione banale, trova il tempo di fermarsi a Parma per la ricorrenza della carta della sicurezza insicura. Ad ospitarlo il sindaco Vignali, il più indebitato dei borgomastri italiani e una decina di suoi colleghi, forse attratti dalle specialità gastronomiche locali perchè la sicurezza rimane una chimera italica. Infatti l’Anci e la stragrande maggioranza dei comuni non erano nè presenti nè interessati a simili banalità. Ma per ritornare ai comportamenti strani di Maroni, non ci si può dimenticare il suo concertino del 2 giugno alla Prefettura di Varese. Quando in sostituzione dell’inno di Mameli, Maroni fece suonare la Gatta di Paoli. Potrebbe anche essere un’idea con tutti quei sorci che si ritrovano al Governo. Però la più bella sparata, Maroni l’ha riservata ai buzzurri di Pontida. Nell’elencare le sue opere di governo, il pifferaio del Viminale ha asserito con enfasi, parlando di lotta alla mafia testuali parole : ” lotta alla mafia missione compiuta “.

Dicono che Maroni sia un discreto clarinettista, allora dovrebbe suonare alle feste della Lega. Ma non raccontare balle così universali. Dovrebbe informarsi e capire che, nemmeno i leghisti di Parma, hanno considerazione di Vignali. Altro che carta della sicurezza, come direbbe Bossi è solo roba da mettere nel cesso.

Scritto da: Emilio

giugno 22nd, 2010 at 3:18 pm

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Can che abbia non morde

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Can che abbaia non morde, è proprio vero. Saranno mesi e mesi che l’ormai non più fascista Fini spara ogni giorno su le due B: Bossi e Berlusconi. Il primo perchè non rispetta l’Italia e pensa solo alla Padania; il secondo perchè ha mire Napoleoniche e sputa sulle istituzioni. Ma non credete veramente che se davvero avesse voluto essere coerente con le proprie idee patriottistiche e nazionalistiche filo-fasciste se ne sarebbe già andato? Siamo noi gli stupidi. Tutti ormai rassegnati al dittatore; sempre più nella terza fase descritta così bene da Luttazzi quella fantastica notte con Santoro. Speriamo che il suo miglior alleato gli faccia lo sgambetto, chi non lo spera.

Ma ragioniamo un attimo: lui ha una Presidenza della Camera, cosa mai successa. Chissà cosa pensa in testa sua. Davvero pensate che voglia rischiare tutto questo per le sue idee? La coerenza non può avercela uno che da 15 anni è alleato con SILVIO BERLUSCONI, mica uno qualsiasi!
Un piduista, un signore legato alla mafia, a Dell’Utri, a Mangano, a Craxi, un vecchio morto di figa (passatemi il termine ma rende l’idea) malato di minorenni e prostitute. Può una persona alleato da una vita con un personaggio del genere essere coerente tutto d’un tratto con le proprie idee? No. La risposta è questa.

Allora qual è il gioco? I possibili giochi possono essere due: il primo, quello lungimirante. Ossia che Fini stia aspettando il dopo-B. per assicurarsi tutti gli elettori di quella Destra Moderata e di quel Centro Cattolico, ma perchè no.. anche di quegli elettori che hanno sempre votato DC, poi PD, ma ora sono così sfiduciati e schifati che pur di dare un voto lo darebbero a uno che “sembra” un vero politico; l’altro è il doppio-gioco costruito a tavolino all’interno del PDL. Ossia, quello di riconquistare tutta quella parte dell’elettorato che sta perdendo fiducia in Berlusconi e che comincia a credere che non faccia nulla di concreto per il paese: così facendo si finge una Democrazia nel partito, si finge un’apertura mentale, un progetto e un disegno più ampio: così gli allocchi abboccano e i piduisti prendono il voto.

Non concediamo la nostra speranza in gente che faceva il saluto Romano e cantava Faccetta Nera. Cerchiamo più che altro di guardare alla nostra Sinistra..

Michele Pellerzi

Scritto da: Paolo Leporati

giugno 22nd, 2010 at 3:15 pm

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Perché il Festival della Poesia di Parma così non v

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photo L.Boschi: Festival Poesia 2010

Prendo a prestito alcune frasi dell’Assessore Sommi per commentare questo Festival della poesia che “non regala emozioni” come vorrebbe e neppure “evoca suggestioni”; non “richiama l’uomo alla riflessione” e non “lo costringe a fare i conti con la sua interiorità“.
Che cosa intenda poi l’eclettico assessore tutto fare con la “ginnastica dell’anima“, non vorrei si riferisse a quella degli allestitori… e poi… lui, proprio lui parla di “società liquida“!!… e con “pochi riferimenti“… Che è la vostra amministrazione se non questo che voi denunciate?

Ormai basta Luca, non ne possiamo più di queste celebrazioni funeree. Basta queste organizzazioni in tutti i campi senza un ricambio, senza una direzione artistica  per edizione e a misura solo dell’assessore di turno. Le iniziative “serie” individuano ogni anno una nuova organizzazione e direzione.
Questa che si fa a Parma non è cultura ma affarismo da eventi.
Non c’è nulla di generatore culturale. Anche tu ti sei perso in questo decorativismo di cui si potrebbe fare, viste le pratiche, l’Assessorato “Allestimenti e Eventi”…  Assessorato alla cultura è altra cosa. Mi dispiace…  non è questo. I numeri che porti sempre a giustificazione dei risultati non sono il solo metro di misura. Che ne è dell’elaborazione culturale locale, in varie aree, sempre più impoverita? Per alimentare cosa? Tutti gli investimenti effettuati in questi anni che ricaduta hanno avuto sulla dimensione artistico culturale locale? Cerchiamo di andare oltre i benefici del turismo… se vi sono stati.

Il Festival della poesia è forse quello più impegnativo rispetto a quelli della Letteratura (Mantova) e della Filosofia (Modena). Non è sufficiente il “ragionare” sulle cose, ma il “sentire” individuale… stimolare le coscienze. E questo modo di metterlo in scena non funziona. Non funziona la logistica, non funziona l’interpretazione teatrale, non funziona la sua fruizione. Non funziona l’assenza di fare poesia durante l’anno. Già lo scrissi nel 2007: “Che senso ha un festival della poesia in un luogo dove la poesia non c’è più? La poesia non è un vezzo estetizzante!… E’ sulla quotidianità che mi soffermo: il festival dovrebbe costituirne lo sforzo virtuoso. Ma la quotidianità poetica non la si realizza con i festival, ma attraverso scelte poetiche di vita…I Festival dovrebbero stare a significare un momento culminante di una quotidianità, di un impegno verso quell’essere; una desiderata, una forma di richiamo culturale a partecipare e di divulgazione di una identità del luogo in cui vive, in questo caso, la poesia…e non la si celebra per un qualche tornaconto. La poesia non è transito turistico, né scambio dialettico celebrativo: è pensiero autentico, gocce pure di essenza dell’anima, del cuore, della mente. Ma così non è, e per ora, non ne vedo nemmeno la gravidanza, né si scorgono alambicchi in costruzione per distillare la dolcezza d’animo”. Così scrivevo appunto… quattro edizioni fa nel 2007. Ma ad oggi nulla è cambiato se non forse il budget di spesa, ma non la profondità del “sentire” che questo Festival meriterebbe.

Dicevo sulla logistica. I portici del Palazzo del Grano, ad esempio, iper usati per ogni occasione, non hanno né le caratteristiche acustiche, né di accoglienza. Possono essere utilizzati per uno snodo informativo, di attenzione, luogo di incontro con gli editori e le pubblicazioni, ma non di ascolto e di dibattito. Una rilevazione penso abbastanza evidente, eppur si insiste, per seguire la logica dei numeri… che rimane comunque scarsa.

La forma poi che mi permetto di suggerire è un coinvolgimento nella trasmissione della poesia, di altre forme oltre il reading. Se la poesia deve stimolare l’aspetto intimistico piuttosto di quello razionale beh, dovrebbero essere attivate tutte quelle forme, strumenti e luoghi che consentono questo. Anche se è vero che la poesia è in ogni luogo, possiamo immaginare un incontro intimistico o poetico rituale sotto i Portici del Grano? Semmai occasionale! Da voi tra l’altro trasformato in parte a garage per le auto blu… e con tutti gli inevitabili rumori di strada?… Possiamo affidare alla sola voce teatrante questo?
Scelta dei luoghi, immagini, musica, voci dovrebbero trovare un loro insieme espressivo dal vivo o in produzioni video da proiettare. Dovrebbe divenire una produzione editoriale da diramare anche in rete non solo come evento, ma come singole interpretazioni di ogni poesia. Perché non pensare a videoclip o a corti, musiche e voci capaci di rendere e trasportare in queste atmosfere? O in improvvisazione? Perché non lanciare una produzione artistica video/sonora su autori o loro brani che potranno pervenire ad una commissione che li valuterà e ne sceglierà la proiezione o l’ascolto durante il Festival? Sarebbe un modo di valorizzare artisti, autori, dare vita ad un circuito virtuoso di cui la poesia è il soggetto.

Alla voce narrante monocorda non può essere delegata tutta la responsabilità della “interpretazione”… troppo spesso “recitazione”.
Capisco Assessore le difficoltà di far incontrare e conciliare tutte le esigenze e i suggerimenti. Il mio era solo un modo di esprimere la mia critica, le mie argomentate perplessità e, come sempre, una mia personale proposta evolutiva. E’ il senso civico che me lo fa fare… di cui voi dovreste essere garanzia di espressione popolare. Ma non so poi quanto!!

La poesia è un germe prezioso di creatività e di pensiero che coltiva l’anima, lo spirito e non penso possano essere coltivati in questi campi aridi e desolanti. Non si può essere parassiti della poesia… è un canto sublime di cui l’umanità dovrebbe saziarsi gli occhi e perdersi per orientarsi.  
John Keats: “C’è molta gente superficiale che prende le cose alla lettera. Ma la vita di un uomo che abbia in sé qualche valore è una continua Allegoria. Solo pochi possono capire il mistero della sua vita” (Parma, 21/06/2010)

Luigi Boschi

Scritto da: Paolo Leporati

giugno 21st, 2010 at 4:25 pm

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Generazione Fini

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Si è costituita, anche a Parma, generazione italiana pro Fini. Il presidente
della Camera, dopo lo strappo con Berlusconi, ha il bisogno di allestire
qualche truppa. Rimane comunque, anche se in posizione critica, nel Pdl.
Cioè
in quel partito che sta governando il Paese, con personaggi da cricca e
numerosi inquisiti o condannati. Posso capire la presenza, nel circolo
nostrano, di certi soggetti che hanno comunque aderito ad esperienze
politiche
totalitarie, ma leggere sul vostro giornale le dichiarazioni di Paolo
Pizzigoni
mi hanno lasciato alcune perplessità. Forse per Ubaldi l’esperienza civista
sarà finita, ma per un erede di Tommasini non dovrebbe essere così. Vero è
che
l’arte della politica consiste anche nel buon compromesso, ma mai contro i
valori di giustizia e libertà. Allora, dopo qualche mese di militanza
leghista,
per non sconfessare l’esuberanza dell’amico Leporati, sarei rimasto ad
aiutare
l’amico Zorandi. Ma purtroppo non so ragionare come Giubellini, che sostiene
che per combattere il Pd bisogna mettersi con qualsiasi nemico dei tuoi
nemici.
Concludendo, penso che anche questa ultima novità consiste nell’ennesima
politica politicante. Cioè antipolitica. Per la nostra città, per i  suoi
cittadini, per i loro bisogni, per la conservazione della sua migliore
tradizione e storia si dovrebbe riprendere l’esperienza del civismo. Quello
che
rappresentò Tommasini ed Ubaldi nel suo primo mandato, che fù per Parma un
rifiorire della politica. Come abbiamo sempre pensato la nostra Primavera,
dopo
le stagioni grigie della sinistra.
Parma
20/06/10
Emilio Conforti

Scritto da: Paolo Leporati

giugno 21st, 2010 at 10:30 am

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FEDERALISMO

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FEDERALISMO GARANTITO ! BERLUSCONI HA NOMINATO MINISTRO PER L’ATTUAZIONE DEL FEDERALISMO IL POCO ONOREVOLE BRANCHER. NON PER MERITI O CAPACITA’, MA PER EVITARGLI UN’ULTERIORE CONDANNA. AVREBBE UN’UDIENZA LA PROSSIMA SETTIMANA E SEREBBE IL PRELUDIO DELL”ENNESIMA DIMOSTRAZIONE DEL CARATTERE MALAVITOSO DELLA CRICCA CHE STA AL GOVERNO. SE NON FOSSE COSI’ BALORDO NON SAREBBE INFATTI AMICO DEL CAPO BANDA DI ARCORE. GRAZIE ANCHE A QUEL BUFFONE DI BOSSI, CHE VEDRA’ IL SUO PROGETTO COLLOCATO IN BUONE MANI, SI CON I FERRI AI POLSI !

Scritto da: Emilio

giugno 19th, 2010 at 1:32 pm

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